Addio a Luigi Lombardi: Sorrento piange il signore della ristorazione e delle tradizioni, il ricordo del giornalista Antonino Siniscalchi
La città del Tasso si risveglia più povera. Con la scomparsa di Luigi Lombardi, ottant’anni, se ne va un pezzo di storia della Sorrento laboriosa, elegante e profondamente legata alle proprie radici. Noto a tutti come “Gigino”, Lombardi è stato molto più di un professionista della ristorazione: è stato un pioniere, un innovatore e un custode dei valori comunitari.
Il ricordo del giornalista Antonino Siniscalchi
A tratteggiare un profilo commosso e puntuale dell’uomo e del professionista è il giornalista Antonino Siniscalchi, che attraverso il suo profilo Facebook ha voluto rendere omaggio a un amico e a un punto di riferimento per il territorio:
“Serafico nel carattere, discreto nei rapporti interpersonali, Luigi Lombardi era conosciuto e stimato non solo per le sue capacità professionali, ma anche per le sue doti umane. Sempre misurato, mai sopra le righe, ha costruito nel tempo relazioni solide, basate sul rispetto e sulla fiducia.”
Siniscalchi ricorda inoltre il ruolo di Lombardi come “artefice, con Pasquale Ferraiuolo e Gaetano Mascolo, della storica tavolata natalizia in via San Cesareo”, sottolineando la sua competenza poliedrica, che spaziava dal settore turistico-alberghiero alla raffinata arte presepiale.
Un pioniere dell’enogastronomia
Luigi Lombardi è stato tra i primi a intuire le potenzialità del catering d’eccellenza, riuscendo a traghettare la qualità della cucina sorrentina oltre i confini dei ristoranti tradizionali. La sua visione moderna, unita a una professionalità rigorosa, ha fatto scuola, influenzando generazioni di operatori del comparto turistico.







