Ci lascia un grande giornalista e una grande persona, ne ho un ricordo personale bellissimo grazie alla rassegna fatta dalla Domina a Positano in Costiera amalfitana con Angelo Ciaravolo ebbi modo di intervistarlo personalmente. Pietro Gargano è stato davvero una brava persona, onesta, disponibile, umile, e non è facile in questo campo ve lo assicura uno che lo frequenta da semplice artigiano della notizia locale da 40 anni “Le scuole sono gabbie per la creatività dei giovani”, ricordo sempre questa sua frase.
Gargano serata letteraria straordinaria a Positano
Gargano era uno dei giornalisti più noti e stimati della Campania ha svolto tutta la sua carriera nella redazione del quotidiano Il Mattino di Napoli , dove era entrato nel 1963, diventando caporedattore. Nel corso della sua carriera, ha guidato l’inchiesta sulla morte di Giancarlo Siani, avvenuta il 23 settembre 1985, e ha scritto oltre 50 libri sulla storia e sul costume del Mezzogiorno
Il giornalista e storica firma de Il Mattino aveva 83 anni. Gargano ha svolto tutta la sua carriera nella redazione del quotidiano napoletano, dove era entrato nel 1963, diventando caporedattore. Andato in pensione nel 2008, non ha mai interrotto il suo legame con il giornale dove è stato a lungo articolista. Come si legge sul Mattino, Gargano è deceduto nella sua casa nel centro di Napoli. I funerali si terranno il 9 aprile alle 17 nella chiesa di San Ciro in Portici.
La carriera di Pietro Gargano
Nato a Vico Equense e cresciuto a Portici con una larea in Giurisprudenza, Gargano ha guidato nel corso della sua carriera l’inchiesta sulla morte di Giancarlo Siani, avvenuta il 23 settembre 1985. Come inviato, ha poi seguito la rivoluzione portoghese, la guerra in Medio Oriente e in Irlanda. Autore di oltre 50 libri sulla storia e sul costume del Mezzogiorno, il giornalista ha anche firmato diversi contenuti per le pagine culturali del Mattino. Il presidente del Consiglio dell’ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, lo ha ricordato “come un saggio maestro che per decenni è stato guida ed esempio per numerose generazioni di giornalisti campani e meridionali”.







