02

Feb
2020

Allergie alimentari e rischio anafilassi a tavola: se ne è parlato a Sorrento

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Grande successo e interesse per l’incontro pubblico “Allergie Alimentari tra Miti e Realtà – come…

Grande successo e interesse per l’incontro pubblico “Allergie Alimentari tra Miti e Realtà – come mangiare in sicurezza fuori casa”, che si è tenuto la mattina di sabato 1 febbraio presso la Sala degli Specchi del Museo Correale di Terranova, promosso dalla Pro loco Sorrento e l’associazione “Cibo amico”. Nell’iniziativa, dal taglio informativo e divulgativo, il tema delle allergie alimentari è stato sviscerato e discusso nei suoi variegati aspetti insieme a medici e operatori della ristorazione per accrescere nei cittadini conoscenza e consapevolezza, aiutandoli a comprendere come gestire rischi e conseguenze della condizione. Tre gli interventi: “Allergie, intolleranze, celiachia: facciamo chiarezza” del dottor Catello Romano, allergologo, referente della rete allergologica dell’Asl Napoli 3-Sud; “Noi allergici: mangiare fuori casa in sicurezza” della dottoressa Rachele Cesaroni, vice presidente nazionale Cibo Amico; “Gestione del rischio allergie in cucina” dello chef Ermanno Zago. Ad organizzare l’evento, il commerciante Alfonso Negri, che, particolarmente sensibile alla tematica, si batte per la sicurezza dei soggetti con allergia alimentare negli ambienti extra-domestici. “Quello che è cibo per un uomo è veleno per un altro”, ammoniva Tito Lucrezio Caro nel suo “De rerum natura”, fornendo la prima definizione di allergia alimentare nella storia dell’uomo. Nel corso degli ultimi decenni si è registrato in tutto il mondo, ma soprattutto nei Paesi sviluppati, un significativo incremento di prevalenza delle malattie allergiche, al punto da definire la cosidetta “pandemia allergica”, che si ritiene frutto del mix multifattoriale di predisposizione genetica, cambiamenti di alimentazione e stili di vita, inquinamento ambientale. Oggi l’allergia alimentare colpisce fino al 4% della popolazione adulta, con una maggiore incidenza nei bambini, pari al 6-8%, e un picco nei primi 3 anni di vita. Questo perché nella loro storia naturale le allergie tendono a risolversi con la crescita: il 30-40% dei bambini allergici alla nascita non lo sono più a 1 anno, il 60-70% a 2 anni e l’80% a 3 anni, ma il 15% è ancora sintomatico a 10-20 anni; viceversa, le intolleranze tendono a durare tutta la vita es. la celiachia. La reazione allergica è scatenata dalle proteine contenute in alcuni cibi che – per un errore del sistema immunitario – vengono riconosciute come minacce e fungono da “allergeni”, innescando una risposta immunologica e infiammatoria: la produzione di anticorpi della classe IgE nelle reazioni IgE mediate, che sono solitamente di tipo immediato, o di altri anticorpi o attivazione di cellule immunitarie nelle forme non-IgE mediate, che danno più spesso reazioni ritardate. Il tipo di allergene più frequente cambia con la crescita: mentre nella prima infanzia prevalgono latte, uova e pesce, negli adolescenti e adulti sono frequenti alimenti di origine vegetale anche botanicamente distinti che contengono la “Lipid Trasfert Protein”. La forma più grave di reazione allergica a un alimento è l’anafilassi, i cui sintomi si sviluppano molto rapidamente: dopo l’ingestione, il contatto o l’inalazione di anche minime quantità dell’allergene si scatenano prurito, orticaria, angioedema della cute e delle mucose, rinite, congiuntivite, tosse e dispnea, sintomi gastro-intestinali (nausea, vomito, diarrea, crampi intestinali), cardio-vascolari (ipotensione, tachicardia, aritmie, pallore) fino al temibile shock anafilattico. Talora, l’anafilassi è alimento-dipendente ma esercizio-indotta, cioè si scatena solo se l’ingestione è seguita dall’esercizio fisico. Le tappe per gestire l’allergia alimentare sono tre: sospettarla, diagnosticarla, stabilire una dieta appropriata. Il sospetto nasce da un’accurata anamnesi. Per l’accertamento, la raccomandazione è che non ci si può affidare a metodiche alternative per la diagnosi: solo il dosaggio delle IgE specifiche, il test cutaneo e soprattutto il test di provocazione orale (TPO diagnostico) sono in grado di identificare una allergia alimentare. Infine, la terapia delle allergie alimentari consiste nell’allontanamento dell’alimento responsabile (dieta di eliminazione/esclusione). Tra il folto pubblico, l’ex-assessore di Sorrento Massimo Coppola, che ha commentato: “Le allergie alimentari costituiscono un serio problema per la salute della popolazione e possono costituire, talora, un fattore di isolamento e disagio quando non di rischio. Abbiamo appreso da questo incontro che queste patologie sono aumentate, colpiscono persone di ogni età e sono talvolta misconosciute. Sono quindi fondamentali eventi di questo tipo che aiutino le persone colpite da queste patologie a vivere nel modo più sereno la loro condizione”.
Carlo Alfaro

Fonte : PositanoNews.it

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