Anacapri, bufera sui lavori al Caesar Augustus: la Soprintendenza ferma il cantiere, ma il Comune difende il progetto
Nuova tegola urbanistica sull’Isola Azzurra. Un braccio di ferro istituzionale si è acceso attorno al cantiere del rinomato Hotel Caesar Augustus di Anacapri. A seguito di un sopralluogo effettuato dai Carabinieri una decina di giorni fa, la Soprintendenza ha infatti ordinato lo stop parziale ai lavori, bloccando le opere previste nella quota superiore della struttura (mentre il resto del cantiere prosegue). Il provvedimento, come riporta “Il Correre del Mezzogiorno”, è stato accompagnato da una formale segnalazione inviata alla Procura della Repubblica di Napoli, che ora dovrà far luce sulla vicenda.
Il maxi-progetto e il passaggio di proprietà
L’albergo extralusso, celebre per la sua iconica vista a strapiombo sul mare, è stato protagonista all’inizio del 2025 di una compravendita record: la storica proprietà (la famiglia partenopea Signorini) ha ceduto l’asset al Gruppo Statuto per una cifra monstre di 180 milioni di euro.
Il cantiere finito nel mirino degli ispettori rientra in un più ampio piano di “recupero e riqualificazione” dei fabbricati situati a valle del complesso principale. Gli interventi previsti sono imponenti e mirano ad ampliare notevolmente l’offerta di lusso:
La trasformazione di una vecchia unità immobiliare affacciata sul mare in suite esclusive, con tanto di piscina adiacente e area idromassaggio.
La riconversione di antiche cisterne idriche e di un’abitazione in un nuovo plesso alberghiero sviluppato su due livelli, comprendente undici camere e una moderna area benessere.
La deroga per “pubblico interesse” e la linea del Comune
Dal canto suo, l’amministrazione comunale di Anacapri non arretra e respinge ogni ombra di irregolarità. “Siamo certi di avere operato nel rispetto delle norme”, ha replicato con fermezza l’attuale sindaco Francesco Cerrotta.
L’iter autorizzativo, peraltro, risale a ben prima dell’acquisizione da parte del Gruppo Statuto. Il 26 aprile 2023, il Consiglio comunale (in cui sedevano l’allora sindaco Alessandro Scoppa e il suo vice, l’odierno primo cittadino Cerrotta) approvò la richiesta della società di gestione dei Signorini. Il via libera arrivò grazie a un permesso a costruire in deroga agli strumenti urbanistici, una procedura normata dall’articolo 14 del Dpr 380/2001.
La giustificazione tecnica per questa deroga? In quell’occasione, l’architetto Filippo Di Martino, responsabile dell’ufficio tecnico comunale, sostenne che il concetto di “interesse pubblico” potesse essere applicato e allargato (supportato anche da una sentenza del Consiglio di Stato del 2015) a quegli edifici privati destinati ad attività economiche di rilievo generale per il territorio. Fu proprio l’allora vicesindaco Cerrotta a proporre all’aula l’accoglimento dell’istanza.







