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Il Presidente Prof. Antonio Varone annuncia il calendario delle prossime imperdibili attività culturali presso l’Auditorium…

Il Presidente Prof. Antonio Varone annuncia il calendario delle prossime imperdibili attività culturali presso l’Auditorium degli Scavi di Pompei. Un’opportunità unica per immergersi nelle ricchezze storiche e archeologiche della nostra regione.

Venerdì 19 Gennaio 2024 – Ore 17:00 Conferenza del Dott. Mario Notomista Il Santuario di Venere ad Ercolano ed il fronte mare dell’antica città

Un’analisi approfondita sul ricco patrimonio storico di Ercolano, guidata dal Dott. Mario Notomista. Un viaggio nel passato che ci svelerà dettagli inediti sul Santuario di Venere e sullo straordinario fronte mare dell’antica città.

Venerdì 26 Gennaio 2024 – Ore 17:00 Presentazione dell’opera di Laurentino Garcia y Garcia Nova Bibliotheca Pompeiana, Herculanensis, Stabiana Oplontinaque. Bibliografia analitica e repertorio enciclopedico sulle città vesuviane

A cura della Dott.ssa Grete Stefani e del Prof. Antonio Varone, l’evento presenta l’opera in tre volumi di Garcia y Garcia. Una risorsa preziosa per gli amanti della conoscenza, offrendo una bibliografia analitica e un repertorio enciclopedico sulle città vesuviane.

La cultura e l’arte locale prendono vita all’Auditorium degli Scavi di Pompei. Un’occasione da non perdere per arricchire la propria comprensione del nostro straordinario patrimonio.

Per ulteriori informazioni e prenotazioni, vi invitiamo a contattare l’Auditorium degli Scavi di Pompei. Un’esperienza culturale straordinaria vi aspetta.

Ufficio Stampa Auditorium degli Scavi di Pompei

Parco archeologico di Ercolano-Attività HCP
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dell’appalto privato gestito interamente dall’Istituto Packard per l’esproprio, la demolizione.e la messa in sicurezza dell’area a nord-ovest delsito. Grazie al rifinanziamento del Comune diErcolano anche il progetto di Riqualificazione
della stessa area, redatto, in seno all’ Accordo,da specialisti incaricati all’Istituto Packard, é stato finalmente aggiudicato e si avvia ad essere
realizzato nel 2018.
Ercolano online: Realizzazione della versione provvisoria del sito web ufficiale del nuovo Par co Archeologico di Ercolano: Ricognizione dei dati disponibili e progettazione per la realizza zione del portale Herculaneum Open Data.
Ercolano”, la cai edizione in italiano è stata inserita nella nuova collana di Pompei. Il 1 dicembre 2017 si è svolta la presentazione del libro in occasione di una giornata di studi a cui hanno partecipato una serie di specialisti e di illustri relatori accademici.
Le attività dell’ HCP sono mirate alla sostenibi lità di lungo periodo del sito, e non solo attraverso l’efficacia nelle attività di salvaguardia del patrimo nio archeologico, ma anche attraverso un ruolo più dinamico per il Parco Archeologico nell’area circo- stante, a favore di un modello di sviluppo sosteni bile che consolida e arricchisce il significato cultu- rale di questo territorio e dove il patrimonio cultu rale abbia un impatto sul benessere delle comunità locali. In questo senso sono numerose le attività che contribuiscono a costruire potenziali meccani smi per perseguire tali obiettivi. Da ormai un de cennio il team lavora fianco a fianco con le realtà locali e regionali per il miglioramento dei confini fisici e non tra sito archeologico, città e comunità Da diversi anni le fondazioni Packand con il team. HCP affiancano l’amministrazione pubblica nella costruzione di una strategia per la valorizzazione della collezione di reperti del PA-Erco mirata a fa- vorirne la conoscenza e la massima accessibilità. Di seguito si evidenziano alcune delle altre attività più rilevanti realizzate in questa direzione nel 2017:
In quest’anno è stata compiuta un’ulteriore fase di avanzamento della progettazione per un nuovo museo e centro studi per Ercolano:
I rinvenimenti nell’area
dell’antica spiaggia di Ercolano e le dinamiche dell’eruzione
del 79 d.C.
Nell’ambito delle attività avviate dall’Istituto Packard per i Beni Culturali è stata eseguita la pu
lizia archeologica della parete ovest del tratto finale della galleria di collegamento tra il viale d’accesso al sito e l’Antica spiaggia, comunemente definita
“Rampa Martusciello” (fig. 1). Questa operazione mirava ad acquisire infor-
mazioni sullo spessore dei depositi di sabbia e dei resti archeologici nella zona dell’antico litorale. L’area infatti è l’unico punto in cui è possibile os servare una sezione nord-sud dei depositi dell’An- tica spiaggia, lunga circa 15 m, e posta ad una di stanza di circa 20 m dal fronte della Terrazza di Nonio Balbo.
L’intervento si inserisce in un quadro di ricer- che più ampio avviato già da alcuni anni dal team di archeologi e geologi dell’ Herculaneum Conserva- tion Project con lo scopo di ricostruire le dinamiche insediative del fronte mare dell’antica Herrula neum, ma anche gli effetti dell’eruzione che hanno causato il trascinamento sulla spiaggia di materiali da costruzione, legni ed altri oggetti divelti dagli edifici dalla città.
Questi studi hanno dimostrato come il netto:
salto di quota esistente tra la terrazza su cui sorge la città e il litorale sia anche il risultato di un’azio ne antropica di taglio e regolarizzazione legata alla
il team HCP ha supportato i progettisti del Packard Humanities Institute nel dialogo con l’amministrazione pubblica e con tutti gli atto- ri coinvolti. In particolare sono stati affrontati gli aspetti scientifici relativi alla collezione e allo scavo che sarebbe necessario per la costru zione dei nuovi edifici. Tale attività di suppor- to ha visto, tra le altre cose, la realizzazione di un nuovo rilievo topografico 3D dell’area di pertinenza PA-Erco, la redazione di un asses- sment relativo alle possibili attività di scavo archeologico da realizzarsi nell’area di progetto e l’eventuale gestione e restauro dei reperti, ivi comprese le ripercussioni, in termini di volu- metrie e design, sul progetto architettonico ge nerale. Allo stesso tempo sono stati progettati e condotti interventi di pulizia e messa in sicu rezza di quasi turta l’area di circa 36.000 mq. a sud del sito archeologico acquistata dall’Isti tuto Packard che dovrebbe ospitare il nuovo
complesso.
L’iniziativa ‘Via Mare che è stata suggella ta dall’accordo multilaterale del 23 gennaio 2014 vede il nuovo PA-Erco sostituirsi alla Soprintendenza di Pompei nella promozione e realizzazione di numerose attività di riqua- lificazione e valorizzazione ai confini tra sito e città, insieme ai vari partner firmatari, tra cui l’Istituto Packard, il MIBACT e il Comune di Ercolano. Il 2017 ha visto il completamento
coltivazione di una cava di tufo attiva a più riprese tra il III secolo a. C. e il I secolo dC
Il bancone di tufo vulcanico prodotto dall’e ruzione vesuviana detta di Ottaviano che costitu isce il sostrato su cui si fonda la città ed a cui si sovrapposero alcuni metri di cineriti dell’eruzione detta delle “Pomici di Avellino emergeva proprio lungo il litorale. Il suo sfruttamento permise agli ercolanesi di approvvigionarsi, a ridosso della città. di un buon materiale da costruzione che il Maiuri defini “Tufo rossiccio””.
Nel piano di cava si riconoscono una serie di tagli rettilinei e paralleli, ma anche delle fosse qua- drangolari che sono risultato dell’asportazione dei blocchi (fig. 2). Alcuni appaiono fortemente usu- rati da successive fasi di abrasione marina.
Lo studio di queste incisioni e dei depositi in
esse contenuti hanno contribuito a ricostruire un fenomeno di bradisismo locale che determinó, almeno in due momenti, un abbassamento della costa e un’ingressione marina che blocco l’azione di cava e portò al depositarsi di livelli di sabbie. Non appena si verificò una inversione del fenomeno fu ripreso il lavoro di estrazione con la creazione di tutta una serie di tagli che in alcuni casi si incrocia no e reincidono, permettendo di riconoscere delle seriazioni relative nelle fasi di estrazione. Alcuni di questi solchi rettilinei e buche quadrangolari sono parzialmente coperte dai Fornici e dal primo nu- cleo delle Terme suburbane, per cui almeno una parte di quest’attività estrattiva deve essere ritenuta
anteriore alla costruzione di questi edifici (fig. 3). Ai più recenti tra gli episodi estrattivi si posso no ricondurre le tracce di cava poco o praticamen te non usurate sulle quali, a seguito di una nuova
Come si evince dai suddetti paragrafi, si trat ta di attività che sono spesso in diretta continuità con le attività del 2016, già descritte nel contributo precedente numero della Rivista. Ciò conferma. quanto il passaggio di consegna da un quadro isti tuzionale ad un altro è stato reso maggiormente organico grazi grazie all’ottimo coordinamento tra i di rettori dei Parchi di Pompei e Ercolano ed al loro continuo dialogo con i partner esterni e i loro rap- presentanti, come il Comune di Ercolano e gli altri attori presenti nel territorio.
al
Team dell’Herculaneum Conservation Project (DOMENICO CAMARDO, SARAH COURT, ASCANIO D’ANDREA, ANNUNZIATA LAINO,
PAOLA PESARESI, JANE THOMPSON)
ingressione marina, si depositarono negli anni im- mediatamente precedenti l’eruzione nuovi livelli di sabbia.
Purtroppo di questi strati sabbiosi non ci resta no che lembi sparsi a causa di una loro quasi totale rimozione nel corso degli scavi e delle sistemazioni idrauliche degli anni ’90 del secolo scorso. Tuttavia i pochi testimoni individuati nel settore orientale della spiaggia, conservati nelle cavità presenti nel co di tufo e sulle pareti degli edifici prospicien banco di ti il litorale, hanno permesso di aggiungere nuovi dati alle considerazioni proposte al momento dello scavo”. Questi studi, nonostante disponessero di un record archeologico molto più vasto, conside rarono il deposito di sabbie e ghiaie che formava. l’antico litorale come un’unica unità stratigrafica ancora in formazione al momento dell’eruzione 79 d.C. La possibilità di riconoscere in questi aggiunger
del depositi apporti di periodi diversi era emersa fin dalle prime nostre indagini geologiche. Tuttavia le nuove ricerche hanno permesso di meglio de lineare questo quadro, Infatti l’individuazione in diversi punti dell’antica spiaggia di lembi residui di sabbia e ghiaie permette di affermare che la spiag gia era composta da diversi strati, riferibili ai diversi momenti di ingressione marina, accumulatisi in un arco cronologico compreso tra III sec. a.C. e il 79 d.C. In modo particolare, analizzando gli accumuli nella parte bassa della sezione sud-ovest degli scavi, procedendo dall’alto verso il basso, è stato possibile notare un primo livello composto essenzialmente da sabbie fini prive di materiali archeologici ri feribili a depositi collegabili a fenomeni di mare grosso (tempestiti). Tali accumuli hanno un esiguo spessore (tra i 2 ed i 5 cm) e coprono un deposito.

Fonte : PositanoNews.it

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