Dopo oltre un mese di silenzio, il sindaco Michele Siravo ha preso la parola nel Consiglio Comunale del 29 luglio per chiarire la situazione politica venutasi a creare in seguito alle dimissioni improvvise del vicesindaco Luciano De Rosa Laderchi, protocollate il 19 giugno scorso, mentre il primo cittadino si trovava all’estero. Al suo posto è stata nominata la consigliera Carmela Riccio, nuova vice di una giunta che, nelle parole dello stesso Siravo, punta ora a ritrovare “coesione e responsabilità condivisa”.
L’intervento del Sindaco, lungo e articolato, ha assunto toni insieme istituzionali e personali. Siravo ha espresso rammarico per l’assenza di confronto con De Rosa Laderchi, parlando di una decisione che ha “lasciato il Comune senza guida in un momento delicato”. “È stato come assistere a un padre che abbandona i propri figli”, ha detto con evidente amarezza.
Il Sindaco ha respinto con forza qualsiasi accusa di assenza o accentramento decisionale: “Non ho mai operato per logiche di partito, ma sempre per il bene di Atrani”, ricordando anche il sostegno dato nel 2020 proprio a De Rosa Laderchi nella sua candidatura regionale.
Critico verso chi, a suo dire, avrebbe cercato visibilità mediatica prima di un confronto interno già convocato per l’11 luglio, Siravo ha anche sottolineato come le contrapposizioni non siano mai personali, ma legate alle visioni per il territorio. Ha poi ribadito: “Chi mi conosce sa che sono sempre stato presente e disponibile. Continuerò ad esserlo, da Sindaco di tutte e tutti”.
Non sono mancate stoccate al clima politico locale. Il primo cittadino ha parlato di “narrazioni false” e tentativi di isolamento alimentati anche da figure istituzionali, che a suo dire mirerebbero a delegittimarlo. “Atrani non si isola né sarà isolata. Il confronto non è mai divisione, ma segno di passione”, ha concluso.
In chiusura, Siravo ha rivolto un ringraziamento al Vicesindaco uscente per l’anno di lavoro svolto, ma non ha nascosto la delusione per il modo in cui si è consumato il distacco: “Avrei preferito un confronto diretto, come in passato. Ma rispetto la scelta. Resto aperto al dialogo”.







