Penisola Sorrentina

Mentre la campagna elettorale per il referendum sulla separazione delle carriere entra nel vivo della politica nazionale intrecciandosi alle tragiche vicende di guerra, si amplia anche il dibattito sull’allontanamento di bambini dalle proprie famiglie, grazie al clamore suscitato alla vicenda della “famiglia del bosco“.

Il Garante per l’infanzia e l’adolescenza, Marina Terragni, prese posizione a fine gennaio sul tema, con un documento titolato proprio: “Prelevamento dei minori, facciamo il punto”, con il quale prendeva atto che il caso della famiglia nel bosco, aveva solo riportato “al centro dell’attenzione la questione dei prelevamenti di bambini” e che da tempo all’Autorità continuavano ad arrivare segnalazioni di vicende ancora più problematiche, nelle quali i minorenni venivano esposti a gravi rischi. Riteneva quindi necessario fare chiarezza affinché “L’allontanamento di un minore dalla famiglia torni ad essere una misura eccezionale, da adottare solo in situazioni di grave pericolo”, così come prevede l’art. 403 del CC sul prelevamento forzoso, e non come invece avviene di prassi, anche nell’ambito di conflitti tra genitori, in evidente contrasto con la Costituzione e la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Finalmente il tema dei minori sta rientrando sui binari della ragionevolezza: un’ansa di mercoledì scorso ha dato notizia della presentazione di un ddl che prevede che sia il giudice ad eseguire “un’attenta ponderazione, con l’ausilio di specialisti esenti da conflitti di interesse, di tutti gli elementi acquisiti per valutare le diverse possibili soluzioni“.

Si tratta di un provvedimento che si attendeva con urgenza, tenuto conto degli oltre 20mila minori italiani allontanati dalle famiglie e collocati in comunità o case-famiglia a 150euro al giorno, un costo tale che da trasformare tali procedure in veri e propri bissness.

La sofferenza patita della “famiglia del bosco”, almeno è servita a muovere il primo passo verso una norma più corretta, un disegno di legge che rafforza le verifiche da effettuare prima dell’allontanamento dei minori dalla famiglia, con una consulenza tecnica collegiale composta da un neuropsichiatra infantile, un pediatra ed altri esperti esterni.

Firmato dai senatori Lucio Malan (FdI), Massimiliano Romeo (Lega), Maurizio Gasparri (FI) e Michaela Biancofiore (Cd’I-UDc-nm-maie-cp), il ddl prevede però che nei casi di urgenza estrema, come abusi o grave pericolo, ovviamente l’allontanamento possa disporsi immediatamente, restando sempre possibile una richiesta di consulenza successiva.

Nella stessa giornata dell’11 marzo scorso, nonostante l’astensione delle opposizioni, (Italia Viva, Avs, M5S e Pd), il Senato ha ad approvato in via definitiva anche il ddl sugli affidi dei minori, già approvato alla Camera il 21 ottobre 2025, che rafforza la tutela ed il monitoraggio dei minori in affidamento, introducendo anche un registro nazionale obbligatorio presso i tribunali per le famiglie affidatarie e le comunità, gestito dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia.

Nel frattempo Tonino Cantelmi, psichiatra e consulente della coppia Travellion, in un’intervista televisiva, senza mezzi termini li definisce come due persone scioccate, incredule ed “in pieno knock out“, convinto che sia “incredibile come ci sia stata una catena di errori in buona fede con anche l’incapacità di tornare indietro“.

A suo parere bisognava invece instaurare un’alleanza soprattutto con la mamma dei bimbi, auspicando che se l’ordinanza non verrà revocata tutto questo segnerà un momento molto buio della storia“.