Penisola Sorrentina

Caldo record tra i banchi: scuole in sofferenza fra Sorrento, Meta e Amalfi, solo a Positano ci sono i condizionatori, mentre l’ipotesi del primo ottobre si arena. Precisiamo che parliamo dell’area Penisola sorrentina – Costiera amalfitana fino ad Amalfi, e che  il comprensivo di Positano comprende anche Praiano, ci risulta che i problemi ci siano in particolare per le scuole superiori e che quinti anche gli altri comprensivi del circondario hanno condizionatori fino a Maiori e Minori. Per ogni integrazione e disagi inviate mail a direttore@positanonews.it

Mentre il dibattito nazionale si infiamma attorno alla proposta di posticipare l’inizio dell’anno scolastico al primo ottobre per via delle temperature roventi, la risposta del territorio è un coro unanime di no, frenato soprattutto da una cruda realtà: la cronica mancanza di impianti di climatizzazione adeguati.

Nonostante il Governo abbia stanziato venti milioni di euro per far fronte all’emergenza climatica negli istituti, la cifra è giudicata largamente insufficiente per coprire le reali necessità degli edifici scolastici italiani. Sono 50 euro a classe e  comunque ci vogliono giorni per installarli . Il risultato? Aule trasformate in serre e studenti costretti a fare i conti con un caldo opprimente fin dai primi giorni di lezione.

La situazione in Penisola sorrentina fotografa una realtà a macchia di leopardo, dove le criticità non mancano. A Positano la situazione è fortunatamente sotto controllo grazie alla presenza di condizionatori funzionanti nelle scuole e già installati in passato come ci informa la Preside Stefania Astarita e la sindaca Gabriella Guida . Discorso ben diverso e decisamente più complicato si registra invece nel resto della costiera, dove le difficoltà coinvolgono diversi istituti:

Sorrento e Meta: Le scuole superiori e gli istituti locali affrontano il disagio di aule roventi. Al Liceo Marone, attualmente in piena attività, la situazione è critica e si auspica un intervento tempestivo della Città Metropolitana, invocando soluzioni tampone come l’installazione di ventilatori o condizionatori portatili (“pinguini”). Anche se in qualche modo si sta rimediando

Istituto Salvemini: La scuola si ritrova a fare i conti con i disservizi termici. Dopo i problemi registrati con i riscaldamenti durante i mesi invernali, ora la comunità scolastica deve fronteggiare il caldo estremo per la totale assenza di impianti di raffrescamento adeguati.

Tra aule soffocanti e promesse di fondi che tardano a tradursi in interventi strutturali, la ripresa autunnale si conferma un banco di prova in salita per il sistema scolastico del territorio.

Nelle scuole servono i condizionatori. Il caldo non finirà presto… questa è stata l’estate meno calda dei prossimi anni!
Ogni anno ci ritroviamo a parlare di aule troppo calde, studenti che fanno fatica a concentrarsi e personale costretto a lavorare in condizioni difficili.
Il cambiamento climatico non è un’emergenza di qualche settimana: le temperature estreme sono sempre più frequenti e anche i nostri ragazzi, ragazze e personale scolastico lo subiscono.
Per questo servono interventi strutturali: scuole più efficienti, ambienti sicuri e sistemi di raffrescamento dove necessari.
Studiare e lavorare a scuola non dovrebbe diventare una prova di resistenza al caldo.
Purtroppo si interviene solo a emergenza già iniziata , mentre questa si poteva tranquillamente prevedere e prevenire