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Lug
2020

Campania, la guida enogastronomica dalla costa d’Amalfi al Cilento

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Adele Elisabetta Granieri per il quotidiano Il Mattino ci regala la guida enogastronomica per la…

Adele Elisabetta Granieri per il quotidiano Il Mattino ci regala la guida enogastronomica per la Campania, che comprende numerose tappe anche in costa d’Amalfi.

L’estate 2020 sarà più Made in Italy che mai. Un tipo di turismo che punta a riscoprire le bellezze locali, dalle gite fuori porta di anche solo un solo giorno, alla vacanze al mare o in montagna, per un viaggio tutto italiano che si farà su piccole distanze e all’insegna delle mete del cuore. Cresce la voglia di visitare cantine e vigne, conoscere i produttori e portarsi a casa qualche bottiglia di buon vino, magari senza spostarsi troppo da casa, scegliendo mete raggiungibili in auto e fruibili anche alle famiglie con bambini.

La Costa d’Amalfi è una delle mete enoturistiche preferite della regione. Si comincia da Vietri sul Mare, dove nella piccola frazione di Raito, affacciata sul mare della costiera, Le Vigne di Raito organizza rilassanti passeggiate in vigna, che si concludono con una degustazione di prodotti tipici o un pranzo o una cena in terrazza. Spostandosi verso Tramonti, è imperdibile una tappa alla scoperta del Tintore pre-fillossera con le sue viti centenarie. Tenuta San Francesco, Giuseppe Apicella e Reale rappresentano tre validissime alternative per scoprire i vini e le vigne dell’area e godere di un pranzo all’aria aperta con le materie prime della zona.

Proseguendo verso il Cilento, non si può perdere la visita alla cantina San Salvatore di Giungano, con una sosta a La Dispensa per gustare le ottime mozzarelle prodotte in loco. Merita la deviazione la vista mozzafiato delle vigne dell’azienda San Giovanni a Punta Tresino di Castellabate, che organizza degustazioni e offre la possibilità di dormire tra i filari.L’entroterra non è da meno: le cantine di Sannio, Irpinia e Alto Casertano offrono esperienze complete di visite in vigna, degustazione di vini, cucina e ospitalità alberghiera. È il caso de I Cacciagalli, splendida azienda biodinamica di Teano, che da qualche anno ha affiancato alla produzione vitivinicola anche l’accoglienza, con un casale con piscina destinato ad agriturismo e il ristorante. Impossibile passare per Sant’Agata de Goti senza fermarsi da Mustilli, vero e propri pezzo di storia della deliziosa cittadina medioevale: qui le sorelle Paola e Annachiara accolgono gli ospiti con una visita guidata alle suggestive cantine storiche, la degustazione dei vini e la possibilità di pranzare e soggiornare nel bed & breakfast ospitato nell’antico palazzo di famiglia. La Bella Dormiente fa da sfondo alle dolci colline di Torrecuso che ospitano l’azienda Fontanavecchia, dove la famiglia Rillo conduce gli appassionati alla scoperta delle vigne e della produzione, con dieci differenti percorsi articolati secondo le esigenze, seguiti da un pranzo in cantina con i piatti della tradizione sannita.L’offerta enoturistica irpina è adatta anche ai clienti più esigenti. Storia, arte e benessere è la formula proposta da Mastroberardino, dove la cantina storica ospita un’esposizione di dipinti e il Radici Resort di Mirabella Eclano è concepito all’insegna del relax con camere ampie, eleganti e confortevoli e una spa dove rigenerarsi. Feudi di San Gregorio è una fucina di idee per far conoscere il territorio irpino a 360 gradi: la splendida struttura dal design moderno nella campagna di Sorbo Serpico offre differenti opzioni di visita e degustazione nonché la possibilità di pranzare o cenare nel rinomato ristorante Marennà, con i piatti di Roberto Allocca.

Fonte : PositanoNews.it

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