Costiera Amalfitana

Campi Flegrei, nome greco che significa terra di fuoco, pongo alla vostra attenzione la seguente carta geografica, dove è riportata l’attività sismica del mese di maggio 2026. Il sollevamento del suolo da gennaio 2025 è di circa 1 cm al mese. Con immediatezza si vede la concentrazione di caldere vulcaniche in tutto il territorio, che teoricamente potrebbero produrre terremoti ed eruzioni. La distribuzione degli epicentri dei terremoti, verificatesi nello scorso mese di maggio disegna una caldera per metà emersa. Il quadro del fenomeno è in evoluzione e presenta elementi nuovi rispetto al passato, secondo quanto illustrato, in questi giorni, dal prof. Giuseppe Luongo, per lungo tempo direttore dell’Osservatorio Vesuviano, oggi INGV. Un importante e doveroso inciso. L’Osservatorio Vesuviano è il più antico osservatorio vulcanologico del mondo, fondato da Ferdinando II di Borbone a succedergli fu il figlio, ultimo re del Regno delle due Sicilie Francesco, meglio noto come Franceschiello. Le sue radici affondano ancora più indietro nel tempo poiché in Campania non sono mai mancati eventi, basti pensare all’eruzione dei Campi Flegrei del 1531 che porta alla luce il Monte Nuovo. Da sempre l’osservatorio ha monitorato le zone della Campania critiche senza dimenticarsi nemmeno delle Mefiti già note a Virgilio che nell’Eneide dice che è la porta per arrivare all’Inferno. Il professore Giuseppe Luongo, profondo conoscitore dei luoghi, già professore di Geofisica e Vulcanologia presso il dipartimento di Scienze della Terra della Facoltà di Geologia dell’Università “Federico II” di Napoli, difatti non si aspettava la scossa di Magnitudo 4,7 dello scorso venerdì 31 luglio, con epicentro a profondità 2, 6 km e a notevole amplificazione al suolo che ha provocato scuotimento di tutto quanto presente al di sopra: fabbricati, infrastrutture e versanti che hanno generato frane. Questo, in estrema sintesi, per quanto concerne la descrizione scientifica del fenomeno.
Tutto il territorio è di estrema bellezza e abitato da millenni. Dal nome che i Greci avevano dato a questi luoghi si capisce molto.
Ieri è stato un giorno importante, il ministro Piantedosi è stato sui luoghi, è seguito un summit con la Protezione Civile e uno stanziamento di 100 milioni di euro. La popolazione aspetta di sapere quale potrebbe essere il proprio futuro e, come e cosa fare in caso di estrema necessità.
A valle di tutti gli studi e il monitoraggio, da cui ogni decisione deve scaturire, è necessario prendere provvedimenti per mettere la popolazione al “sicuro“. Lo scenario parla da solo e ogni altra parola è superflua. In ultimo, ma solo per dovere di sintesi, voglio ricordare la Legge Colombo, che fu votata all’unanimità, per il risanamento dei Sassi di Matera, durante uno dei governi di Alcide De Gasperi. Parliamo dei tempi della Riforma Agraria del Piano Marshall. Oggi la città di Matera e i Sassi sono sito Unesco, visitati da migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo. Certo i numeri dei Campi Flegrei sono molto diversi, anche i tempi lo sono. Grandi problemi necessitano di grandi decisioni.
Doverosi ringraziamenti vanno a tutta la Comunità dei Geologi che è stata fonte di ispirazione per la stesura dell’articolo.