Costiera Amalfitana

La crisi della viabilità in Costiera Amalfitana si allarga a macchia d’olio, trasformandosi in una vera e propria vertenza sindacale. Dopo la clamorosa presa di posizione di SITA Sud, che ha annunciato l’impossibilità di garantire le corse, le segreterie provinciali di FILT-CGIL e FIT-CISL alzano le barricate, denunciando il rischio imminente di una paralisi totale del trasporto pubblico locale.
Nel mirino ci sono le ordinanze provinciali n. 597 e n. 601, entrate in vigore lo scorso 6 luglio 2026, che istituiscono il divieto di transito ai mezzi con massa superiore a 5 tonnellate lungo alcune delle arterie nevralgiche del territorio. Una misura presa per motivi di sicurezza stradale che, tuttavia, sta innescando un effetto domino devastante sulla mobilità e sul lavoro.

I Comuni a rischio isolamento

Il documento sindacale, inviato al Prefetto di Salerno, all’Assessorato regionale ai Trasporti, alla Provincia e ai sindaci interessati, fotografa una situazione di vera e propria emergenza. Il blocco imposto agli autobus pesanti rende di fatto ineseguibile il regolare servizio pubblico.
Senza l’immediata individuazione di soluzioni alternative, FILT-CGIL e FIT-CISL avvertono che intere fette di territorio andranno incontro a un sostanziale isolamento. A pagare il prezzo più alto, con la mobilità compromessa per residenti, lavoratori e turisti, sarebbero in particolare i centri di:

Ravello
Scala
Conca dei Marini
Furore
Agerola

L’impatto sugli autisti: stress e sicurezza a rischio

Se la cancellazione delle corse preoccupa l’utenza, l’allarme maggiore delle sigle sindacali riguarda le pesanti ricadute sul personale viaggiante. Per cercare di assicurare quantomeno i servizi minimi, infatti, le aziende e i conducenti sarebbero costretti a ripiegare su itinerari alternativi.
Questa deviazione forzata comporterebbe conseguenze dirette e insostenibili per la categoria:

Aumento dei tempi di percorrenza: percorsi più lunghi e tortuosi.
Carichi di lavoro insostenibili: una dilatazione dei tempi che andrebbe a stravolgere la regolarità dei turni.
Rischi per la sicurezza: l’incremento dello stress psicofisico per gli operatori alla guida, chiamati a manovrare in condizioni viabilistiche già di per sé critiche.

Le richieste: un tavolo istituzionale immediato

Nella loro nota, i sindacati ci tengono a precisare che lo scenario di caos attuale non è imputabile né all’azienda concessionaria del servizio né tantomeno ai lavoratori, che si ritrovano a subire gli effetti collaterali di un provvedimento calato dall’alto.
Per disinnescare la bomba sociale e logistica, FILT-CGIL e FIT-CISL chiedono l’immediata convocazione di un tavolo di confronto tecnico e istituzionale in Prefettura. Gli obiettivi fissati dalle parti sociali sono chiari:

Garantire il servizio ripristinando le corse in condizioni di totale sicurezza e legalità.
Definire percorsi alternativi che siano realmente compatibili con le limitazioni imposte dalle ordinanze, senza gravare sugli autisti.
Tutelare i livelli occupazionali, scongiurando ricadute contrattuali o tagli dovuti all’impossibilità di operare.

Le organizzazioni sindacali hanno ribadito la loro totale disponibilità a collaborare con Prefettura, Regione, Provincia, Comuni e SITA Sud. La convinzione è che solo un’azione corale e coordinata possa evitare il collasso definitivo del trasporto pubblico nel momento più delicato e affollato dell’estate in Costiera Amalfitana.