Penisola Sorrentina

NAPOLI – Non solo un’isola di vacanza e mondanità, ma un laboratorio architettonico e politico senza precedenti nel Mediterraneo antico. È questa l’immagine di Capri emersa durante l’ultimo appuntamento degli “Incontri di Archeologia” presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN).

Al centro della serata la presentazione del Progetto Masgaba, un’imponente iniziativa di ricerca che ha portato alla creazione di una nuova carta archeologica dell’isola. All’incontro hanno preso parte Luca Di Franco (Direttore dei Musei di Capri), Cecilia Giorgi (CNR-ISPC) e Maria Rosaria Perrella (Associazione Apragopolis), moderati da Giovanni Vastano.

Un Modello di Ricerca Integrata

Nato nel 2019, il progetto Masgaba rappresenta un modello virtuoso di cooperazione tra pubblico e privato. “L’obiettivo non è stato solo censire i siti,” ha spiegato Maria Rosaria Perrella, “ma ricomporre criticamente un patrimonio frammentario, spesso inglobato nel tessuto edilizio moderno, per restituire una visione organica dell’evoluzione storica dell’isola.”

Il lavoro si è avvalso di scoperte d’archivio eccezionali, come il diario di scavo originale di Villa Jovis, redatto nel 1932 da Italo Sgobbo e dai collaboratori di Amedeo Maiuri. Questi documenti, conservati proprio al MANN, hanno permesso di ricostruire non solo le strutture, ma anche le metodologie di scavo che restituirono la villa alla pubblica fruizione nel 1937.

Tecnologia e Nuove Scoperte: Dal Muro Greco all’Arsenale

L’utilizzo di tecnologie all’avanguardia, come il laser scanner 3D, ha permesso di correggere errori storici e proporre nuove letture. Cecilia Giorgi ha illustrato i risultati sul cosiddetto “Muro Greco”: l’analisi metrica ha rivelato che la cinta muraria non fu costruita in un’unica fase, ma presenta un restauro databile alla metà del III secolo a.C., probabilmente legato alle tensioni della Prima Guerra Punica.

Sbalorditive le novità sulla Grotta dell’Arsenale. Il rilievo digitale ha mostrato una precisione geometrica millimetrica, con ambienti disposti a 120° l’uno dall’altro. “Abbiamo ipotizzato un sistema di illuminazione artificiale unico,” ha spiegato Giorgi, “basato su fori nella volta che orientavano la luce verso il centro della grotta, dove forse pendeva un disco decorativo in vetro cammeo.”

I Porti di Tiberio e il Futuro del Museo

Luca Di Franco ha concluso l’incontro spostando il focus sulla topografia e l’accessibilità dell’isola. Contrariamente alla descrizione di Tacito, che definiva Capri importuosa (priva di porti), le ricerche subacquee hanno identificato strutture portuali avanzate sia a Marina Grande che a Marina Piccola (presso lo Scoglio delle Sirene), dimostrando una capacità di gestione dei flussi marittimi superiore a quanto immaginato.

L’appuntamento più atteso è ora per il 28 maggio 2026, quando verrà inaugurato il nuovo Museo Archeologico di Capri. In quella sede, i dati del progetto Masgaba diventeranno fruibili a tutti, segnando l’inizio di una nuova era per la tutela e la valorizzazione della “Reggia” di Augusto e Tiberio.

“La carta archeologica è uno strumento dinamico: serve alla scienza, ma soprattutto alla pianificazione di un territorio delicatissimo, schiacciato dalla pressione turistica contemporanea.” – Maria Rosaria Perrella.