La quarantena di Marina Alaimo a sgusciare i piselli: ecco le migliori ricette con i legumi del Vesuvio

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Durante questi giorni in cui è bene restare in casa, tutti gli italiani hanno tirato…

Durante questi giorni in cui è bene restare in casa, tutti gli italiani hanno tirato fuori hobby e passioni che non coltivavano ormai da anni, a causa di una vita frenetica. C’è chi si dedica al giardinaggio, alla lettura di un libro, alla cucina, ma sono davvero in pochi coloro che spendono il loro tempo in casa a sgusciare piselli. E’ questo il caso di Marina Alaimogiornalista pubblicista, free lance, con un valore aggiunto, l’essere napoletana: vivo in una delle città più belle del Mondo, in passato importante capitale europea, oggi capitale delle contraddizioni, ma anche del buon cibo. Marina è anche sommelier e wine writer, ama il mondo del vino in tutti i suoi aspetti, dal più frugale alle etichette ricercate o vintage.

marina alaimo pasta e piselli

La pasta e piselli di Marina Alaimo

Per chi, come Marina, ha la fortuna di avere a disposizione quei magnifici legumi freschi, riportiamo una delle principali ricette napoletane i cui protagonisti sono proprio i piselli del Vesuvio.

Pasta e piselli alla napoletana

La pasta e piselli è una ricetta semplice quanto buona a base di pasta cotta insieme a piselli stufati insieme a cipolla e pancetta rosolata lentamente, il tutto amalgamato da parmigiano ed un giro di pepe a rendere questa ricetta povera davvero incredibile.

Ingredienti

Pasta, piselli freschi del Vesuvio, pancetta, cipolla, olio extravergine d’oliva, parmigiano reggiano, sale marino, pepe nero.

Preparazione

Prima di tutto sgranate i piselli, lavateli sotto acqua corrente e lasciateli a scolare per un paio di minuti. Nel frattempo tagliate la pancetta in cubetti delle stesse dimensioni rimuovendo un po’ del grasso in eccesso. In una pentola antiaderente alta e dal fondo spesso versate due cucchiai di olio extravergine d’oliva, aggiungete la pancetta e rosolatela a fuoco medio per circa due minuti.

Sbucciate la cipolla e tagliatela a dadini delle stesse dimensioni. Quando la pancetta sarà completamente rosolata aggiungete la cipolla e portate il livello della fiamma al minimo e lasciatela appassire. Aggiungete i piselli, coprite il tutto con acqua e lasciate cuocere per almeno venti minuti. In una pentola a parte cuocete la pasta fino a che non sarà al dente e completate la cottura nella pentola con i piselli, aggiustando di sale e pepe e mantecando con il formaggio.

piselli alla napoletana

Fonte : PositanoNews.it

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Gino Sorbillo “Quando riaprirò offrirò pizze gratis per tutta la giornata, anche se quando finirà questo incubo ci saranno solo macerie, ma ce la faremo”

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Gino Sorbillo un simbolo dei pizzaioli nel mondo da Napoli, a Positano in Costiera amalfitana…

Gino Sorbillo un simbolo dei pizzaioli nel mondo da Napoli, a Positano in Costiera amalfitana ha casa e qui trascorre quei pochi giorni d’estate di vacanza. L’entusiasmo abituale è stato seppellito dagli eventi, Gino Sorbillo risponde con tono basso e poca voglia di parlare. Dice che sta provando a reagire ma la voce inizia a tremargli quando dice «È la prima volta da quando ho aperto, che il mio locale resta chiuso per così tanto tempo». Poi resta un po’ in silenzio, come per riprendere fiato. O per ricacciare dentro la commozione.
Sorbillo la città vuota è un dolore, ma è importante che non ci sia nessuno in strada.
«Ne sono convintissimo e sono anche felice che i napoletani stiano rispondendo con vigore alla richiesta di non uscire. Anche se sappiamo tutti che quando finirà questo incubo ci saranno solo macerie», dice a Paolo Barbuto su Il Mattino di Napoli.

Sembra pessimista, lei generalmente non lo è.
«Non lo sono nemmeno in questo caso. Cerco semplicemente di essere realista e, come ogni altro italiano, comprendo perfettamente che si sta sgretolando il mondo attorno a noi. Però io ho la certezza che a Napoli le cose andranno bene».
Parole di consolazione per non far crollare il morale.
«Parole dette con consapevolezza, con cognizione. Qui siamo da sempre abituati a lottare e a rialzarci senza piangerci addosso. Lo faremo anche stavolta».
La sua pizzeria è chiusa, i dipendenti che fine hanno fatto?
«Sono in cassa integrazione ma abbiamo contatti stretti e non vediamo l’ora di poter riaprire».
Lei guarda già al futuro e alla riapertura?
«Lo faccio per non farmi travolgere dalla tristezza. Di mattina, con il sole, riesco a resistere e a mantenermi felice, entusiasta come al solito. Man mano che scende la sera, però, diventa tutto più difficile e mi viene la nostalgia del locale, delle persone, della folla. E progetto, penso, immagino. Ho già preso una decisione».
Cos’ha deciso?
«Che quando ci verrà data la possibilità di tornare per le strade io aprirò la pizzeria e inizierò a sfornare pizze fin dal mattino per regalarle a tutti. Quel giorno le mie pizze saranno un dono di bentornato alla città e sto pensando di coinvolgere tutti gli altri amici pizzaioli di Napoli per celebrare il giorno della sconfitta del virus con una festa a base di pizze per ogni napoletano».
Bellissima immagine. Consolatoria ma lontana e, forse irreale. Quando tutto finirà bisognerà far ripartire la città.
«E ci potrà riuscire soprattutto il turismo».
Lei pensa che nel mondo del dopo-virus ci sarà subito voglia di rimettersi in movimento?
«Io credo di sì. Ma in maniera diversa, assaporando ogni dettaglio del viaggio. E non ho usato la parola assaporare a caso. Penso che Napoli potrà riconquistare i viaggiatori con la sua cucina, quella povera e gustosa, con la pizza, con certi ritmi lenti che una volta segnavano la vita e i tempi di cottura e che adesso sono diventati esasperati, frenetici».
La pizza per festeggiare, la pizza per riconquistare i turisti… lei ha una visione monotematica della vita.
«Forse è così – sorride con gusto – ma io credo realmente in quel che dico. Per me l’impasto, gli ingredienti, il calore del forno, sono irrinunciabili compagni di vita e credo per davvero che abbiano un potere immenso».
Visione romantica.
«Vuol sapere una cosa? L’unica pizzeria Sorbillo ancora aperta in tutto il mondo è quella di Tokyo. Lì non hanno adottato misure drastiche di contenimento e i ristoranti sono aperti».
Che c’entra questo con la sua visione romantica del mondo e della pizza?
«Lei ovviamente non mi crederà ma io, in questo momento, percepisco il calore del forno che brucia a Tokyo. Lo sento, e sento che riscalda tutto il mondo, il mio mondo. Quella è la pizzeria più vicina alla Cina, laddove si è sviluppato il virus, ed è quella che resiste: per me è un messaggio bellissimo».
Che messaggio, invece, vuol dare ai napoletani?
«Sopportate questi giorni con pazienza. Provate a progettare il futuro come faccio io. Quando torneremo alla vita normale, la vita non sarà più normale e dovremo lottare come solo noi napoletani sappiamo fare. Perciò prepariamoci a tornare subito forti e grandi come prima. Forza Napoli, ce la faremo».

Fonte : PositanoNews.it

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Floyd Cardoz il primo chef morto per coronavirus al mondo

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Floyd Cardoz, il famoso chef di New York City e il direttore culinario della celebre…

Floyd Cardoz, il famoso chef di New York City e il direttore culinario della celebre Bombay Canteen di Mumbai, è morto mercoledì negli Stati Uniti dopo essere risultato positivo al coronavirus. Aveva 59 anni.
Cardoz è stato ricoverato in un ospedale di New York il 18 marzo dopo essere risultato positivo per COVID-19, secondo una dichiarazione rilasciata da Hunger Inc, la società di Bombay Canteen, O Pedro e Bombay Sweet Shop. “Come misura precauzionale, ne abbiamo informato il Dipartimento della salute di Mumbai – Stiamo anche contattando personalmente le persone che hanno interagito con lui durante la sua visita in India, in modo che possano prendere le necessarie cure mediche se dovessero indicare sintomi (febbre, tosse, mancanza di respiro) e / o auto-quarantena.
Cardoz è tornato a New York da Mumbai via Francoforte l’8 marzo 2020 “, ha dichiarato Hunger Inc.
Floyd era conosciuto non solo per i ristoranti di successo, ma anche per la partecipazione a programmi televisivi come Top Chef Masters e Sara’s Weeknight Meals.

Floyd Cardoz ha frequentato la scuola di cucina a Mumbaie poi la Global Hospitality Management School a Les Roches in Svizzera per ampliare la sua conoscenza delle cucine internazionali. Si è trasferito a New York nel 1988 e, quattro anni dopo, ha iniziato a lavorare con lo Chef Gray Kunz alla Lespinasse, dove si è trasferito da chef de partie a executive sous chef. Nel 1997, ha iniziato a lavorare con Union Square Hospitality Group, per il quale ha aperto il rivoluzionario ristorante indiano Tabla, e successivamente El Verano Taquería e North End Grill. Nel 2014, ha lasciato il Grill per aprire White Street, dove è stato lo chef esecutivo consulente nel suo primo anno. Nel 2015, Cardoz è tornato a casa per aprire il suo primo ristorante a Mumbai, The Bombay Canteen, che è stato acclamato a livello locale e internazionale. Nell’estate 2016, Cardoz è tornato a New York e ha aperto Paowalla nel quartiere di Soho a New York, concentrandosi su piccoli piatti per ridefinire la cucina indiana accessibile. Nel 2018, ha chiuso Paowalla, riprogettato con un’atmosfera più informale e festosa e riaperto come Bombay Bread Bar.

Nell’estate 2012, ha vinto la terza stagione di “Top Chef Masters” di Bravo donando il premio al Young Scientist Cancer Research Fund presso la Icahn School of Medicine sul Monte Sinai. Ha ricevuto il James Beard Award per “Impegno sociale dell’anno” in onore del suo costante impegno nel coinvolgimento della comunità.
Nel 2011, Cardoz è stato nominato tra i “50 indiani globali più influenti” dalla rivista GQ

Fonte : PositanoNews.it

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Sal de Riso e De Vivo in vendita la colomba della solidarietà anche contro gli haters

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Una buona iniziativa per Pasqua . Da Minori in Costa d’ Amalfi a Pompei Sal…

Una buona iniziativa per Pasqua . Da Minori in Costa d’ Amalfi a Pompei Sal De Riso e De Vivo hanno deciso di devolvere una parte degli incassi per gli Ospedali , De Vivo per il Cotugno, Sal De Riso per il Cotugno e il Pascale a Napoli , il Ruggio di Salerno e l’Ospedale della Costiera amalfitana a Castiglione di Ravello .  Due nomi della pasticceria di grande rinomanza nel mondo della Pasticceria che daranno la possibilità alle famiglie di poter avere la colomba pasquale, e altri dolci, facendo anche solidarietà .  De Riso ha annunciato che 10 euro ogni due colombe saranno donati agli ospedali, ma punta ad arrivare a 150 mila euro, De Vivo ha previsto 10 euro da devolvere ogni colomba , a volte oltre alla quota delle colombe c’è anche un contributo personale, sarebbero da apprezzare. Però non mancano, sopratutto in questo momento di esasperazione, anche gli attacchi degli haters   sul social network facebook .

L’ha definita la «colomba della solidarietà» De Vivo, della storica pasticceria nata negli anni Trenta,  e stavolta, più che mai, quello che rappresenta il simbolo della pace e della salvezza nel mondo della cristianità, avrebbe dovuto regalare speranze. Così De Vivo, la storica pasticceria di Pompei nata negli anni Trenta, sognava di poter raccogliere fondi per gli ospedali Cotugno e Pascale di Napoli portando in tavola anche il dolce artigianale della Pasqua, scrive Metropolis. La situazione d’emergenza in cui viviamo – dettata dall’incubo del contagio del Covid-19 – lo ha spinto a trovare soluzioni sperimentando una nuova ma già solida tipologia di vendita, quella online, per cogliere nella tragedia un’alternativa che deve trasformarsi in opportunità. Un’iniziativa finita però in pasto agli avvoltoi dei social, che hanno visto dietro il suo gesto una speculazione. «Non si fa beneficenza vendendo», è uno dei commenti che più ricorre dietro l’annuncio che in pochi minuti è diventato virale. Frasi respinte dalla famiglia De Vivo che ha scelto di non fermarsi, di aiutare chi è in prima linea in un momento difficile per l’Italia, forte anche dell’incoraggiamento arrivato da centinaia di clienti. A sostegno della raccolta fondi promossa da Banca di Credito Cooperativo e da Aicast Imprese Italia, per ogni colomba acquistata on line sul sito www.pasticceriadevivoshop.it, saranno devoluti 10 euro a favore dell’ospedale Cotugno e dell’ospedale Pascale di Napoli. Un gesto concreto di aiuto e di sensibilizzazione verso gli enormi sacrifici a cui sono sottoposti medici, infermieri e tutto il personale sanitario. Un’iniziativa benefica, soltanto l’ennesima, macchiata dall’odio. «Ammetto che fa male, soprattutto a una persona come me che da anni prova a seminare il bene. L’iniziativa peraltro non è a livello locale, sono anni che vendiamo in tutta Italia e all’estero. Volevamo semplicemente donare il nostro utile, circa il 30 per cento, in beneficenza per aiutare chi sta in difficoltà. Le nostre iniziative private e personali non le abbiamo mai sbandierate, questa era semplicemente una raccolta extra vista l’emergenza – spiega deluso Marco De Vivo, dopo una storia lunga sessant’anni e due generazioni alla guida della pasticceria con l’aiuto della moglie Ester e della figlia Simona -. Francamente non capisco perché alcune persone hanno protestato contro la nostra iniziativa che peraltro in Campania è stata sposata soltanto da due pasticcieri. Il post è solo una informazione, le nostre colombe e i nostri panettoni li abbiamo sempre venduti online per i tanti nostri clienti distribuiti sul territorio nazionale e all’estero. La quota destinata in beneficenza è il nostro utile – malgrado i nostri 60 dipendenti – e il bonifico sarà pubblicato, oltre al nostro contributo personale che non abbiamo mai pubblicizzato. Chi mi conosce, lo sa bene. Tra l’altro non infrangiamo le regole, la vendita online di prodotti confezionati finora è legale e consentita. Basta fare un giro su internet e sulle grandi piattaforme per rendersene conto. E le nostre colombe sono state prodotte prima dell’11 marzo». Per De Vivo è comprensibile lo stress e la tensione che stiamo vivendo, «ma condanno questa cattiveria gratuita e ingiustificata che lascia il tempo che trova. La famiglia De Vivo opera da oltre 65 anni sul territorio con una condotta illibata e offrendo lavoro a 60 collaboratori in buona parte di Pompei e dei paesi limitrofi. Già questo per me è motivo di orgoglio personale. Vorrei lanciare un appello a questi avvoltoi: è mai possibile che nemmeno in questo momento così tragico si riesca a reprimere la cattiveria? Spero solo sia tutto frutto dell’esasperazione del momento».

Ecco il post su Facebook di De Vivo
Udite udite!

Francamente non capisco perché alcune persone hanno avuto da ridire sulla nostra iniziativa di pubblicizzare, che una quota parte pari al 30% ca dell’importo delle colombe vendute online sarà devoluta in beneficenza.
A queste persone io rispondo così:
1) il post è solo una informazione, le nostre colombe e i nostri panettoni li abbiamo sempre venduti online per i tanti nostri clienti distribuiti sul territorio nazionale e all’estero.
2) la quota destinata in beneficenza è il ns utile (malgrado i ns 60 dipendenti) che sarà versata in beneficenza per gli ospedali campani e il bonifico sarà pubblicato, oltre ad un ns contributo personale (che non pubblicheremo)
3) la vendita online di prodotti confezionati (fino ad oggi) è legale e consentita. Basta fare un giro su internet e sulle grandi piattaforme per rendersene conto.
Per ultimo
4) le ns colombe sono state prodotte prima dell’11 marzo.

Capisco lo stress e la tensione che stiamo vivendo ma non comprendo questa cattiveria gratuita e ingiustificata che lascia il tempo che trova. La famiglia De Vivo opera da oltre 65 anni sul territorio con una condotta illibata e offrendo lavoro a 60 collaboratori in buona parte di Pompei e dei paesi limitrofi . Già questo per me è motivo di orgoglio personale. Queste precisazioni mi sembrano doverose e rispettose per i tanti affezionati clienti e amici, agli altri dico: possibile che nemmeno in questo momento così tragico riuscite a reprimere la cattiveria e l’invidia.

Marco De Vivo

Intanto il chiarimento è stato fatto anche nei confronti degli haters nei confronti di De Riso . Noi di Positanonews invitiamo tutti ad aderire a questa iniziativa sui loro siti le modalità

Queste sono le inziative note, per chiunque voglia pubblicizzare le sue può mandarci mail a info@positanonews.it

Nella foto Marco De Vivo

Fonte : PositanoNews.it

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Cucinare il pesce all’acqua pazza come Gennaro Esposito: ecco la ricetta dello chef stellato

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In tempi di coronavirus cucinare fa bene al corpo ma anche alla nostra anima, stare…

In tempi di coronavirus cucinare fa bene al corpo ma anche alla nostra anima, stare a fornelli mette il buon umore. Quest’oggi consigliamo la ricetta del pesce all’acqua pazza, con la realizzazione spiegata dal chef stellato Gennaro Esposito, che l’ha definito “un piatto ingiustamente spesso “bistrattato” che ha origine nei mercati del pesce: una ricetta sempre attuale per cuocere il pesce in modo molto semplice, senza rinunciare ad un grande sapore”.
Eccola preparazione, raccontata dal patron de La Torre del Saracino a Radio Kiss Kiss:

Ingredienti:
Aglio, Olio extravergine, Un pesce fresco (orata, spigola, dentice, gallinella, merluzzo ecc.), Pomodorini freschi o un pelato, Pepe, Limone, Aceto, Vino bianco, Prezzemolo

Procedimento:
Mettiamo insieme uno spicchio d’aglio schiacciato, l’olio extravergine, dei ciuffetti di prezzemolo non tritati, una grattugiatina di pepe al mulinello, o un pelato o 3-4 pomodori di quelli in barattolo, un pizzico di sale fuori e dentro il pesce. Può essere un merluzzo, una spigola, un dentice, una gallinella…un pesce italiano. Basta che sia fresco! Va coperto con della carta stagnola e messo a 160 gradi in forno per circa mezz’ora, dipende anche dalla taglia del pesce. Dopo 15 minuti controlliamo se c’è bisogno di altra acqua, in quel caso possiamo mettere un po’ di vino bianco o un cucchiaio di aceto. Continuiamo la cottura, controlliamo la prima spina sulla pancia e se viene via facilmente vuol dire che il pesce è cotto. Tiriamo via il pesce e aggiungiamo un goccio di limone e un filo d’olio a crudo. Non resta che degustarlo e… Buon appetito!

Fonte : PositanoNews.it

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Pasta con cime di rapa e acciughe di Cetara. La ricetta dello Chef Barbieri per #iocucinoacasa

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Costiera amalfitana. Le acciughe di Cetara, rinomate in tutto il Mondo, sono protagoniste – insieme…

Costiera amalfitana. Le acciughe di Cetara, rinomate in tutto il Mondo, sono protagoniste – insieme alle cime di rapa – del nuovo piatto che chef Bruno Barbieri regala a tutti i suoi seguaci. In questi giorni è bene restare a casa e, perché no, dedicarsi alla cucina per riscoprire passioni o sperimentare piatti che non si ha mai avuto il coraggio di provare.

La pesca di acciughe e alici ha rappresentato per molti secoli una fonte primaria di sostentamento per i pescatori di Cetara: un’antica tradizione che continua ancora oggi seguendo metodi tradizionali. Una vera prelibatezza per tutti i buongustai, da degustare sotto sale, marinate o piccanti, da sperimentare in ricette come quella dello chef Barbieri.

Il piatto proposto da Chef Barbieri è una ricetta semplice, e lo sono anche i suoi ingredienti: penne, cime di rapa, capperi, acciughe di Cetara, taralli ai semi di finocchio, pasta di peperoncino e pomodori datterini.

Clicca qui per conoscere il procedimento e tutti i segreti che lo Chef Barbieri ha pubblicato sul suo profilo Intstagram.

chef barbieri pasta cime di rapa

Fonte : PositanoNews.it

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Positano. I post virali di Guido De Lucia “Venite a far la spesa in sicurezza”

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Positano, Costiera amalfitana. Un paese in trincea questo della cittadina della Costa d’ Amalfi, con…

Positano, Costiera amalfitana. Un paese in trincea questo della cittadina della Costa d’ Amalfi, con l’acquisto nei negozi di alimentari del paese. Tutti bravi, onesti e in gamba. Fra questi qualcuno sui social e Guido De Lucia colpisce per come sprizza simpatia e positività. Complimenti a tutti i nostri commercianti che ci approvvigionano con onestà

Fonte : PositanoNews.it

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La pastiera napoletana: i trucchi dello chef Cannavacciuolo. Ecco la ricetta

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La pastiera napoletana: i trucchi dello chef Cannavacciuolo. Ecco la ricetta. La ricetta della pastiera napoletana messa a punto…

La pastiera napoletana: i trucchi dello chef Cannavacciuolo. Ecco la ricetta.

La ricetta della pastiera napoletana messa a punto dallo chef Cannavacciuolo promette di essere perfetta: una lenta e curata preparazione del grano, la scelta della ricotta di bufala, la cottura precisa e puntuale. Che vogliate preparare la versione tradizionale o quella dello chef stellato, il fattore più importante nella pastiera napoletana è il tempo. Ci vogliono due giorni per prepararla come si deve, quindi meglio attrezzarsi per tempo.

Pastiera napoletana, Ingredienti per 4 persone

Procedimento A

  • 300 g di grano cotto
  • 200 ml di latte
  • 1 cucchiaino di strutto
  • la scorza di 1 limone di Sorrento
  • la scorza di un’arancia

Procedimento B

  • 350 g di ricotta di bufala fresca
  • 300 g di zucchero
  • 4 uova intere
  • 3 tuorli
  • un pizzico di cannella in polvere
  • 150 g di arance e cedri canditi a cubetti
  • 5 gocce di aroma di fiori d’arancio
  • 500 g di pasta frolla

Pastiera napoletana, Preparazione

Per preparare la pastiera, in una pentola cuocete a fuoco bassissimo gli ingredienti del procedimento A come una crema, mescolando di tanto in tanto per circa 30 minuti. Spegnete e conservate a temperatura ambiente eliminando le scorze degli agrumi. Montate ora gli ingredienti del procedimento B in una planetaria o con lo sbattitore elettrico.

Unite i due composti aggiungendo anche i canditi e l’aroma di fiori d’arancio. Foderate una tortiera con la pasta frolla, lasciandone un po’ da parte, e riempite con il composto ottenuto. Con la pasta frollarimasta formate delle strisce e intrecciatele sulla superficie della torta; cuocete in forno a 190 °C per circa un’ora. Controllate con uno stecchino di legno la cottura interna della pastiera. A cottura ultimata, spegnete il forno e lasciate rassodare a forno socchiuso per almeno un’ora e 30 minuti. Quando la pastiera è raffreddata, sformatela con attenzione e servite a temperatura ambiente.

Il consiglio di Cannavacciuolo

La ricotta di bufala deve essere freschissima. La pastiera andrebbe conservata a temperatura ambiente per non più di 4 giorni. Se la conservate in frigorifero, servitela comunque a temperatura ambiente per far esprimere al massimo il suo aroma. Usate un’ottima qualità di aroma di fiori d’arancio e non esagerate nell’uso, per non rischiare di ottenere un gusto stucchevole.

Fonte piudonna

Fonte : PositanoNews.it

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Cracco chiude i ristoranti e cucina per la mensa dell’Ospedale di Milano per chi combatte il coronavirus

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Cracco chiude i ristoranti e cucina per la mensa dell’Ospedale di Milano . Un bel…

Cracco chiude i ristoranti e cucina per la mensa dell’Ospedale di Milano . Un bel gesto di solidarietà per chi combatte il Coronavirus Covid-19 C’è anche lo chef Carlo Cracco a lavorare nel cantiere del nuovo ospedale alla Fiera di Milano City. Con la sua squadra del ristorante in Galleria prepara i pasti per gli operai e si dice pronto a continuare anche quando la struttura sarà funzionante. In effetti, i suoi locali in città, come tutti gli altri, sono chiusi e lo chef ha deciso di continuare a darsi da fare per chi ha più bisogno.

«Un piccolo contributo per aiutare gli addetti che lavorano giorno e notte – spiega Cracco -. Nella struttura non c’è la mensa e noi tutti siamo a casa con il ristorante chiuso, così abbiamo dato la nostra disponibilità».

La Fondazione Fiera e la Regione non se lo sono fatto ripetere e così, indossati mascherina, guanti e casacca bianca da chef, il famoso stellato ha preparato per cominciare un’insalata di riso con verdure e una frittata con verza, zucca e castagne. Circa cento porzioni al giorno, un menù che varia quotidianamente, e il servizio per la consegna della “schiscetta” agli operai.

«Ci prendiamo cura di loro – racconta Cracco – è quello che possiamo fare noi, che stiamo bene. Oltre a restare a casa per non diffondere ulteriormente il virus».

Fonte : PositanoNews.it

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Spaghetti con colatura di alici, limone e pistacchi di Gennaro Esposito

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Un ricetta unica, sicuramente da replicare in casa e gustare in famiglia, gli spaghetti con…

Un ricetta unica, sicuramente da replicare in casa e gustare in famiglia, gli spaghetti con colatura di alici, limone e pistacchi di Gennarino Esposito sono infatti un piatto che racconta il nostro territorio, con due specialità della Costiera Amalfitana e della Penisola Sorrentina, “gli spaghetti con la colatura di alici, il limone e il pistacchio rappresentano una ricetta che profuma di Campania” dice lo chef di Vico Equense, che regala questa ricetta stellata a Radio Kiss Kiss:

Ingredienti:
Spaghetti numero 11, Olio extravergine d’oliva, Colatura di alici, Finocchietto, Prezzemolo, Limone, Pepe, Peperoncino, Pistacchi tostati, Sale

Procedimento:
Realizziamo un intingolo per 4 persone con 6 cucchiai di olio extravergine e 6 cucchiai di colatura di alici versando tutto in una grande zuppiera. Aggiungiamo finocchietto tritato, prezzemolo tritato, una bella spolverata di pepe al mulinello, teniamo da parte due cucchiai di succo di limone da aggiungere alla fine insieme a un pugno di pistacchi tostati tritati, peperoncino a piacere e uno spicchio d’aglio tritato. A parte cuciamo gli spaghettini (i numero 11), quelli più sottili, li cuociamo al dente e mettiamo un pizzico di sale (meno del solito). Scoliamo la pasta, conserviamo acqua di cottura e mettiamola nell’intingolo. Giriamo il tutto, mettiamo il succo di limone e nell’impiattamento mettiamo la granella di pistacchi tostata. Buon appetito!

Fonte : PositanoNews.it

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