Il Mezzogiorno e l’Italia con Renata De Lorenzo

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In attesa della conferenza di domani della prof.ssa Renata De Lorenzo vi propongo spunti di…

In attesa della conferenza di domani della prof.ssa Renata De Lorenzo vi propongo spunti di riflessione. Per il Regno delle Due Sicilie non vi fu, dopo la sua caduta, una letteratura nostalgica di qualche rilievo. Se si toglie qualche opera storica, come quella del De Sivo, e qualche pamphlet dei primi anni dell’unità italiana, può ben dirsi che non vi sia altro. In letteratura e nelle arti, in particolare, l’eco della perduta, plurisecolare indipendenza del Mezzogiorno fu minima. Se una reazione in tal senso da parte meridionale vi fu, essa si tradusse e si concretizzò piuttosto nella letteratura antiparlamentare e antiromana che ben presto si sviluppò nell’Italia unita, come motivo di critica, spesso feroce, delle condizioni e dei modi della vita pubblica di questa nuova Italia piuttosto che come un rimpianto per la dinastia caduta e per la Napoli di prima del 1860. Il lealismo borbonico che nel Mezzogiorno si pretende così forte da aver suscitato col brigantaggio una vera e propria guerra di indipendenza, svanì rapidamente. Già alla fine del secolo XIX si era formato un nuovo lealismo, sabaudo questa volta, che attecchì tanto da manifestarsi fortissimo nel referendum istituzionale italiano del 1946, quando le immagini del re Umberto II e dei suoi familiari campeggiavano nelle piazze e nelle case, ultima espressione del profondo e radicato sentimento monarchico meridionale, tramontato lentamente solo dopo di allora. Contrapporre al mito così sorto e sviluppatosi intorno alla storia del Regno delle Due Sicilie una raffigurazione più rispondente a una realtà credibile di tale storia è ciò che hanno fatto e fanno molti studiosi italiani e stranieri. Per la storia del Regno la rivendicazione dei numerosi “primati” attribuiti al Mezzogiorno pre-unitario, a parte la specifica fondatezza e natura di ciascuno di tali primati, vale ben poco a rovesciare, o solo a minimamente modificare, il giudizio complessivo sullo sviluppo del Regno, che in base a tutti i principali indicatori statistici disponibili alla data del 1860 rimaneva, nel quadro europeo, assai basso. Incredibile del tutto è la rivendicazione del Regno come potenza industriale, addirittura terza dopo Inghilterra e Francia: il che è ancor più incredibile in quanto su questo piano era l’intera Italia a ritrovarsi arretrata. La dotazione di infrastrutture era bassissima sia per quelle materiali (tipico il caso delle ferrovie) che per quelle relative alla diffusione dell’istruzione e per le attività di ricerca scientifica. Il basso livello della tassazione, i conti dello Stato in ordine, la forte riserva del tesoro e l’alto valore della moneta appaiono certamente fondati, ma che tutti questi fossero fattori di sviluppi in atto non appare da nessuna parte. Al contrario, emerge sempre che, per l’uno o per l’altro aspetto, alcuni di essi giovassero, semmai, non favorevolmente, alle esigenze dello sviluppo. Si aggiunga la scarsissima diffusione di servizi bancari e finanziari, e si spiegherà meglio come, malgrado l’alta protezione doganale, di un processo di sviluppo non si scorgessero nel Mezzogiorno pre-unitario che elementi puramente potenziali, come, del resto, gli stessi scrittori napoletani dell’epoca dicono. Le differenze fra Nord e Sud si sarebbero determinate soltanto dopo il 1861, e già un ventennio dopo avrebbero cominciato ad essere di un qualche rilievo. Appare poco verosimile lo spazio di un ventennio per determinare l’avvio di un processo dualistico così consistente come quello che ha finito col caratterizzare il rapporto fra il Nord e il Sud del paese; soprattutto, poi, appare trascurato in una tale prospettiva un dato sicuro e inconfutabile della storia economica dell’Italia unita, e cioè che lo sviluppo industriale e moderno del paese ha avuto a lungo limitazioni territoriali assai forti, avendo investito soprattutto il celebre “triangolo” Milano-Torino-Genova. E tutta questa permanenza dualistica si sarebbe avviata irreversibilmente nel primo ventennio dell’unità? Una base dualistica deve essere pur presupposta nel paese al momento dell’unità, congiunta a caratteri strutturali del Mezzogiorno, che il corso della storia posteriore non è valso a sciogliere, ed è per questo motivo che nello studio dei problemi del Mezzogiorno è soprattutto dal Mezzogiorno che si deve partire ed è ad esso, anche oggi, che si deve arrivare[1].

Aniello Clemente

[1] Cf. Giuseppe Galasso, Il Regno delle Due Sicilie tra mito e realtà, in Accademia Nazionale dei Lincei – Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani, Mezzogiorno, Risorgimento, Unità d’Italia, Atti del convegno, 18, 19 e 20 maggio 2011, Roma, a cura di Giuseppe Galasso, 17-23, qui 19-20.

Generico luglio 2020

Fonte : PositanoNews.it

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Sant’Egidio del Monte Albino celebra Aniello Califano

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Nella corte di Palazzo Ferrajoli  a Sant’Egidio, il 17 e il 18 luglio 2020, una…

Nella corte di Palazzo Ferrajoli  a Sant’Egidio, il 17 e il 18 luglio 2020, una due giorni di musica, poesie e canzoni dedicate ad Aniello Califano. Vediamo in questa raccolta di scritti chi era Aniello Califano.

Vincenzo De MArtino scrive nel suo libro Il Marmo Segnato : il poeta sorrentino Aniello Califano, conosciuto all’anagrafe di questa Città al nome di Agnello Michele Califano, che ha scritto  nell’anno 1915 (anno di entrata dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale) la famosissima canzone “O surdato ‘nammurato” canzone che ha commosso le generazioni che hanno subito le devastazioni delle guerre e che fanno felici i tifosi del Napoli Calcio quanto la intonano dopo ogni vittoria calcistica della squadra napoletana. E’ questa una poesia-canzone di dimensioni internazionali che merita .una dovuta attenzione da parte di chi si occupa di eventi e manifestazioni culturalimusicali in quanto nel 2015 sarà celebrato il centenario della stessa (1915-2015). Il testo della canzone è frutto di quella musa poetica sorrentina, della sensibilità poetica di un sorrentino di nascita ed è pertanto un obbligo delle nostre Istituzioni awiare con anticipo le celebrazioni di questo centenario che sicuramente avrà dimensioni internazionali. Mi corre l’obbligo di scusarmi anticipatamente per eventuali inesattezze che mi potrebbero venire segnalate. Se il nome o le gesta di un uomo vengono incise nel marmo è segno che il suo ricordo resterà per sempre. 

LA POESIA DI ANIELLO CALIFANO  Surriento 1901
versi Aniello Califano – musica E. di Capua
Surriento e nu paese affatturate
Surriento e nu paese ncantatore
E solamente chi nun tene core
E stu ciardino se ne po scurdà.
Ah Surriento delizia d’o munno
Chi te vede rummane ncantato
St’aria bella,stu mare affatate
Manco cielo se ponno truvà.
Surriento e’ o nivo d’e guaglione belle
E tutto sentimento e puisia
Addo nascette amore e simpatia
Malinconia nun nce pe rignà
Ah Tramuntano bello, chi chi s’affaccia
A fora e sti balcune e guard’a mare
Nu sogno e fantasia tutto le pare
E penza o Paraviso che sarra?

Tra i figili di questa terra che sono rimasti nella storia e rimarranno nella storia sia della poesia ma . PI mc1pal.mente
nelle. canzoni napoletane un posto di riguardo spetta ad Aniello Califano. nasce a Sorrento il 19 gennaio 1870; suo padre Alfonso Califano, propietario terriero in quel di S.Egidio del Monte Albino sua madre la nobildonna Rosa Rispoli,
della famiglia Rispoli proprietaria dell’albergo Rispoli in seguito divenuto Gran Hotel Vittoria in Piazza Tasso.
Fin dalle scuo􀁵e elementari Aniello già manifestava la sua vena poetica esibendosi saltuariamente durante feste 111 casa dove improvvisava e declamava poesie. Suo p􀃽dre Alfonso, anch’esso appassionato di poesie dialettali gli procurava, nelle sue andate a
Nap􀃾h, volun11 d1. poesie di Di Giacomo, Russo ed altri acclarati poeti dialettali napoletani. Negh anm a seguire dal 1􀁴7 Aniello Califano si trasrerisce a Napoli per ultimare i suoi studi ma la vita frenet1 ca della citt􀃿 napoletana lo porta a frequentare caffè, trattorie, dove fa anche incontro con 11 poeta Ferd111ando Russo, numerosi poeti e musicisti dell’epoca.

Grazie all’aiuto economico della ramiglia incomincia pubblicare le sue prime poesie e continua la sua ascesa nella vita mondana napoletana frequentando e corteggiando sciantose dell’epoca attirate anche dalla disponibilità economica di Aniello. Sembra che Aniello di tanto in tanto ritornasse dalla propria ramiglia dove conobbe Stella Pepe, donna di compagnia della madre, con la quale ebbe una relazione e dalla stessa nacquero quattro figli, ma non si sposò anche perche la Stella Pepe, aveva avuto già due matrimoni alle spalle e per due volte era rimasta vedova. Intanto la popolarità di Aniello Califano cresceva di continuo grazie alle sue opere sia negli ambienti musicali che poetici. Nel 1915 le vicende belliche alle porte risvegliarono gli animi poetici delle canzoni patriottiche e
lo stesso Califano nell’anno 1915 scrisse circa undici canzoni tra le quali la famosissima ‘”O surdato ‘nnammurato”. Successo rulmineo per la canzone che ru interpretata e cantata nelle trincee e carè chantant. Sembra che alla fine della I guerra mondiale con l’avvento del fascismo la canzone sia stata in qualche modo messa all’indice. Quattro anni dopo Aniello Califano in seguito, forse, a causa di una inrezione alla gola, passa a miglior vita, in quel di S.Egidio del Monte Albino. La morte del Califano ru attribuita dai paesani al vaiolo e ci furono difficoltà per il suo seppellimento in quanto molti si rifiutarono per paura del contagio. Fu un colono delle terre di proprietà Calffano che si occupò della sepoltura, bruciando alla fine della stessa il carro con il quale aveva trasportato la salma, nonché gli indumenti ed i mobili della casa dove aveva finito la sua esistenza terrena Aniello Califano. Il suo nome rimane nella storia della nostra Città occupando un posto da titolare. Un titolare che con i suoi versi della celebre canzone “‘O surdato ‘nnammurato” riempie di gioia lo stadio S.Paolo a Napoli in occasione di ogni vittoria della squadra partenopea. Una canzone di guerra e di sofferenza divenuto un inno di gioia e di speranza che nel 20!5 vedrà il suo centenario. La città di Sorrento dovrà assolutamente rendere omaggio a questo suo concittadino ed alla sua canzone. Di una cosa sono certo, il testo della canzone, poesia eterna, creato da Aniello Califano, sorrentino di nascita, nei registri all’anagrafe di questo Comune, dovrà essere segnato nel marmo per rimanere ai posteri la riconoscenza e l’ammirazione del popolo sorrentino.

Generico luglio 2020

Nino Cuomo racconta :

􀁘itando il cimitero di Sorrento, al primo ripiano, snl lato destro, si nota – da lontano – il sepolcro del grande ottocentista
russo, Silvesrer Scedrin, morto qui nel 1 830. Adiacente, sulla destra, s’incontra, con un ornamento di alloro in bronzo,
una nicchia sul cui esterno si legge: “Aniello Califano, il poeta di Sorrento, riposa accanto a mamma sua” epigrafe dettata da
Libero Bovio. Nato a Son·ento il 19 Gennaio 1 870, da Alfonso (ricco possidente) e da Rosa Rispoli, la cui famiglia era proprietaria
dell’Hotel Rispoli, da cui ebbe origine l ‘odierno Exceksior Hotel Vittoria, Aniello, per seguire i desideri del padre, si avviò
agli studi di ingegneria e per tale scopo si trasferì a Napoli. L’animo del giovane Califano, però, non era fatto per le materie
tecniche, era animo di poeta e traspmtato dai suoi ardori, rinunziando agli studi di ingegneria, si tuffò nella bella vita napoletana
e diede sfogo al suo estro poetico, divenendo presto uno dei più ricercati per la canzone napoletana. Fu un poeta prolifico, tanto che, nell’edizione del l 9 1 6 della Piedigrotta Gennarelli, si legge che, volendo enumerare le canzoni scritte da Aniello Califano una pagina della rivista non sarebbe stata sufficiente, aggiungendo che “Egli è il più popolare poeta partenopeo. Non vi è un nome femminile che Aniello non abbia cantato; non vi è un vicolo di Napoli che egli non abbia citato nelle sue in numerevoli canzoni”. Era dotato di un’eccezionale ricchezza d’ispirazione, tanto che, un giomo (nel 1907), si trovò all’Hotel Tramontano, dove si recava spesso a far visita al proprietario Guglielmo Tramontano, suo amico, che era anche il Sindaco di Sonento e fu protagonista di un episodio particolare. Ovviamente era presente Giambattista De Curtis, ma trovò anche Salvatore Gambardella (autore di molte famose canzoni napoletane) ed altti amici della posteggia e della musica napoletane. Don Guglielmo lo stuzzicò facendogli notare come il De Curtis, che non era sonentino, era l’autore dei versi di “Toma a Surriento” che aveva già raggiunto grande successo e lui che lo era, non aveva prodotto una canzone degna dell’altra. E Aniello Califano non accettò, neanche per scherzo, la contestazione e rivoltosi a Gambardella, gli disse: “Salvato’ scrivi” e dettò i versi di una grande canzone (musicati dallo stesso musicista), “Serenata a Suniento” :
Surriento gentile, suspire d’ ammore, delizia ‘e stu core tu sì ‘nu buchè! Surriento, Surriento! So’ffatte pe ‘ ‘ncanta ‘ ‘stu cielo, ‘sti ciardine . . . chest’aria, ‘sti marine!

E per un paio d’anni la nuova canzone di Califano e Gambaroetta superò quella dei fratelli De Cmtis! I grandi amori di Aniello Califano furono Sorrento e le donne! Se ho riferito innanzi che non vi era nome di donna che da Aniello non fosse stato . . . cantato, ve ne sono alcune, apparentemente, anonime, come 1A Surrentina Nc e sta 1 na Surrentina a parte d’o mercato, ‘nu piro sceruppato
􀏬na cosa ‘a mbalsama ‘ Ma la sua vita spensierata, lontano da San Lorenzo, dove vivevano la moglie ed i figli, doveva pure aver fine. Una notte sognò il padre, che era mmto qualche anno p1ima, che lo rimproverava del suo modo di vivere e lo sollecitava a rientrare
in famiglia, perché a h re ve l’avrebbe raggiunto. Ani ello rimase scosso, scrisse l’ultima sua canzone, “Tiempe belli”, che consegnò
subito all’ editore Feola e ritornò in paese. Dopo poco tempo fu attaccato dal vaiolo (pare a seguito di un viaggio a Roma, per  consegnare alcune sue composizioni al presidente Wilson in visita in Italia) e morì isolato per paura del contagio.
Era il 20 febbraio 1 9 1 9 e, dopo quattro anni, 1′ 1 1 Novembre 1923, i suoi resti mmtali furono trasferiti a Sorrento da San
Lorenzo, per iniziativa di Saltovar (Silvio Salvatore Gargiulo), coetaneo ed amico, con un apposito comitato di cui esponente
vivo era l’ altro suo amico, l’ex Sindaco Guglielmo Tramontano, sostenuti dal Sindaco avv. Lelio Cappiello, che 1iuscì
ad otteneme le spoglie, rivendicandole per la sua patria. “Il Mattino” di Napoli, nella cronaca del 14- 1 5 Novembre
1923, dava notizia dell’evento: “Una mattinata d’aprile, sorta come d’incanto sotto un terso e pmissimo cielo opalino, accolse
Domenica 1 1 corrente, le preziose ceneri del geniale poeta sonentino Aniello Califano. Semplice come l’anima del poeta
si è svolta la commovente cerimonia. Nella navata principale del Maggior Tempio di Sonento, sopra di un artistico catafalco
cope1to di fiori, è stata deposta l’urna in mezzo ad una grande corona d’alloro colla scritta ‘ Sorrento al suo Poeta Ani ello Califano’.
Circondavano il tumolo altre splendide corone: quella della vedova, dei figli e del genero Gaetano Citarella, del cav. Fiorentino cugino dell’estinto, del Municipio di Sonento, del comm. Guglielmo Tramontano, del Circolo dei commercianti ed una branche di garofani rossi di Silvio Salvatore Gargiulo al suo indimenticabile amico . . . ” Nel 1953, il Comune di Sorrento, nel costmire la strada che,
a valle, pone in comunicazione via Coneale con via Rota, la dedicò a questo suo illustre figlio in considerazione della sua
panoramicità di fronte a quelle bellezze della natura alle quali il poeta si era ispirato per descrivere la sua Sorrento. Ed, all’inizio
di essa (sull’esterno dell’edificio Correale, che ospita il Museo), furono posti i versi Surriento è nu paese affatturato
Surrtiento è nu paese ncantatore, E solamente chi nun tene core E stu ciardino se ne po’ scurdà. Nel 1 979 un nipote di Califano, ministro nel Governo Carter degli USA, venendo a Sorrento, per visitare la patria dei suoi avi, volle farsi fotografare vicino alla lapide della strada. Infine, nei primi anni ‘ 80 il Comune di Sorrento patrocinò il premio di poesia intitolato ad Aniello Califano!

Generico luglio 2020

Il 9 Maggio 1979 Sorrento ebbe una visita illustre: il ministro per la sanità, l’ istrnzione e gli affari sociali, dell’Amministrazione
USA del Presidente Carter, Joseph Califano. Avvocato famoso ed uno dei ministri più potenti degli USA, era venuto in Italia
per incontrarsi con i Ministri Giovanni Spadolini e Timi Anselmi ed aveva espresso il desiderio di visitare la tena dei suoi
avi. Egli era nipote di Aniello Califano, il “poeta di Sonento” (noto anche come l’autore de ” ‘O surdato nnammurato”) e suo
nonno, Giovanni, era partito da Sonento decenni ptima, come cuoco. Durante il suo soggiorno (al G. H. Riviera) fu accompagnato
dal Console USA a Napoli e fu lieto di leggere la lapide marmorea, affi ssa con la poesia-canzone “Serenata a Surriento”, vicino a quella che intitola la strada a lui dedicata.

silvio salvatore gargiulo saltovar :

Gargiulli, .G aspare Di Martmo, ecc.). . . . . : d” « 1- r i articolari rapporti d1 am1c1zia e I . . . co
leg􀃣::,􀃢:􀃡:a:to :uello ad_ Aniello Califano che definisce «anema
gentile d’o chiù che amzco mw: frate».
. . ‘Int’ ‘o cchiù bello, ‘a dint’ a stu czardmo
addò se sfizijavene I e s:rene􀆡 • •
Aniè, te nne scappaste a cca vzcmo
e mme lassaste ‘int’ a ‘nu mare ‘e pene . . .
112
Pe’ pigna ‘a cetra toja mme cunzign aste
cu tutt’ ‘e ccorde e mme diciste: Canta,
canta ‘e Surriento, cantammillo ‘a maste
stu bellu mare che suspira e ‘ncanta …
E mò che faje? che cumbine ‘e bello ?
è stu paese, Aniè, comm’a Surriento?
Te ll’arricuorde ancora Marianiello
quanno cantava «Tare Sentimento?»4•
Califano, nell’ottobre 1916 (quando ancora si parlavano con
il «Voi» riverenziale), da Roma così gli scriveva: «Mio buon
Gargiulo, Volete assolutamente una prefazione ai vostri versi?
«Con quale autorità e con quanta audacia posso permettermi
ad attegiarmi a prefatore?
«Le Vostre magnifiche e profonde liriche-vernacole hanno, forse,
bisogno che il solito cerimoniere d’occasione indossi l’abito di prammatica? «Sunettiatella, ‘Na figliola e ‘Na pupata, Luce ‘o Sole, Primmavera,
Cuntrora, ‘Na cazetta, Sunate campane e tutte le altre – mi affretto
a dichiararvi che sono, per me, dei piccoli capolavori dialettali,
e Voi, caro Gargiulo, che mostrate di essere un degno figlio della
deliziosa Sorrento e degnissimo concittadino dell’immortale
Torquato, sarete uno dei più sinceri continuatori della gloria di S. di Giacomo».
Saltovar con l’avv. Cappiello ed il prof. Rosina ed altri fu tra
i promotori, nel 1934, per ottenere la traslazione delle spoglie di
Aniello Califano da S. Egidio, dove era morto, a Sorrento ove
ora sono raccolte nel cimitero cittadino.
Dopo la morte della sua diletta moglie Luisa (19 novembre 1941), mentre era affetto, già da qualche anno, dalla paraplegia
che l’obbligava ad usare la sedia a rotelle in casa per essere più
autonomo; dopo aver ceduto ai figli ogni attività e gran parte
del suo patrimonio; si rifugiò ancora

DALL’ARCHIVIO DI POSITANONEWS  VIDEO DI REPERTORIO

 

Fonte : PositanoNews.it

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Sorrento. Mercoledì 9 luglio all’Hotel Continental Martin Rua presenta il suo libro “Il cacciatore di tarante”

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Libri. Martin Rua presenta a Sorrento “Il cacciatore di tarante”  Diretta social mercoledì 9 luglio,…

Libri. Martin Rua presenta a Sorrento “Il cacciatore di tarante” 
Diretta social mercoledì 9 luglio, ore 19.30, dall’Hotel Continental di Sorrento
Domani 9 luglio, alle ore 19.30, dalla Terrazza Vittoria dell’Hotel Continental di Sorrento, si terrà la diretta trasmessa sulla pagina Facebook della Libreria Tasso (https://www.facebook.com/libreria.sorrento) con lo scrittore napoletano Martin Rua, autore de “Il cacciatore di tarante”, edito da Rizzoli. A dialogare con l’autore sarà Francesco Pinto, docente di Comunicazione e Processi Culturali all’Università Federico II di Napoli.
L’incontro, che vede l’Ago Press come media partner, rientra nel cartellone di incontri promossi sul tema della lettura e del rilancio, in chiave culturale, del territorio della penisola sorrentina.
Il libro di Rua, è ambientato nel 1870. Giovanni Dell’Olmo, ispettore di pubblica sicurezza a Torino, e il duca Carlo Caracciolo de Sangro, brillante medico a Napoli, incarnano alla perfezione gli stereotipi del Regno: il Nord sabaudo freddo e rigoroso e il Sud borbonico godereccio e superstizioso. Ma i due hanno qualcosa in comune, perché nel loro campo sono i migliori, e questo rende entrambi degli outsider, malvisti da colleghi e sottoposti. Anche qui, Martina Rua trasforma l’esoterismo in seducente materia narrativa, regalandoci un thriller dove la Storia è il palcoscenico di un enigma che ha le radici nelle leggende più nere della nostra terra.

Fonte : PositanoNews.it

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Estate a Corte – Il grande cinema nei Quartieri Spagnoli

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Visioni e incontri, proiezioni e dialoghi di cinema. Attori, attrici, registi, critici e appassionati dei…

Visioni e incontri, proiezioni e dialoghi di cinema. Attori, attrici, registi, critici e appassionati dei lungometraggi e dei documentari si danno appuntamento a Napoli, nei Quartieri Spagnoli, presso la CORTE dell’ARTE di FOQUS, Via Portacarrese a Montecalvario 69. Dal 7 luglio al 24 agosto 2020, ogni sera dalle ore 21 (porte aperte dalle 20) i Quartieri Spagnoli offrono, nel pieno rispetto delle normative anti-Covid 19, un’esperienza di grande cinema: anteprime, film di qualità e d’essai nella cornice di una Corte del Cinquecento, nel cuore di Napoli. Rassegna di cinema organizzata da FOQUS Fondazione Quartieri Spagnoli, Movies Event e Bronx Film, con la direzione artistica di Pietro Pizzimento, Giuseppe Colella e Fabio Gargano. La rassegna è realizzata in collaborazione con Film Commission Regione Campania, Impresa sociale “Con i bambini” e con il sostegno di THE FILM CLUB e MINERVA Pictures; il progetto ha il patrocinio della II Municipalità.

“Dopo esserci impegnati sul territorio, nel periodo del lockdown – spiega Rachele Furfaro, Presidente della Fondazione FOQUS – sostenendo la distribuzione di beni di prima necessità ad alcune centinaia di famiglie in particolare difficoltà, FOQUS e i Quartieri Spagnoli propongono alla città una nuova iniziativa. Dopo il successo del primo Festival del Cinema Spagnolo dello scorso anno, i Quartieri Spagnoli presentano nella Corte dell’Arte di FOQUS una rassegna di cinema di qualità. Ogni sera d’estate, nel cuore dei Quartieri e di Napoli, la Corte dell’Arte di FOQUS, coperta da un velario trasparente che la rende agibile tutto l’anno, diventa una Piazza, luogo di accoglienza, di benessere e di incontro, a disposizione degli abitanti dei Quartieri e di tutti i napoletani”.
“È con piacere che annunciamo di aver unito le energie di tre realtà cinematografiche e culturali della nostra città per presentare una rassegna di cinema con anteprime, proiezioni di film di qualità e d’essai, incontri con registi, attori ed attrici di diverse opere presentate e con personaggi del mondo dello spettacolo”, commenta Pietro Pizzimento, che con Giuseppe Colella e Fabio Gargano e direttore artistico della rassegna ‘ESTATE a CORTE’. “In questa ‘invincibile estate’, per citare il titolo di una celebre poesia di Albert Camus, ci sono ampi segnali di apertura dopo una chiusura forzata e una viva volontà di riappropriarsi degli spazi e del tempo perso. La kermesse cinematografica all’aperto darà anche particolare attenzione alle produzioni Bronx Film, con opere vincitrici dei principali premi in festival internazionali e con l’intervento di molti autori.

Fino al 24 agosto (quando la Rassegna lascerà lo schermo alla seconda edizione del Festival di Cinema Spagnolo) ogni sera una proiezione cui spesso si abbinerà una conversazione con un regista, un musicista, un attore.

Si inaugura martedì 7 luglio alle 21 con l’anteprima nazionale per il pubblico, alla presenza del regista Carlo Luglio, del film ‘Il ladro di cardellini’, con Nando Paone attore protagonista in gran spolvero”.
Carlo Luglio, che a lungo ha risieduto nei Quartieri Spagnoli, ritorna al cinema con una storia ambientata in un non-luogo del Mediterraneo, dove ci si arrangia tra tentazioni di ludopatia e rincorse di uccellini speciali in mercati clandestini, originali passepartout per il desiderio fiabesco di una nuova gioia di vivere. Dopo aver partecipato a svariati festival e rassegne, il film del regista napoletano dal 14 luglio sarà distribuito su diverse piattaforme: The Film Club, Chili, Infinity, Sky Primafila, Rakuten Tv, Apple TV, Tim Vision e poi su Amazon Prime Video.

Sarà con il pubblico venerdì 10 luglio il regista|scrittore Guido Lombardi, autore de Il ladro di giorni, opera selezionata alla Festa del cinema di Roma 2019 e tre volte in nomination ai Nastri d’Argento 2020 nelle categorie migliore canzone originale (l’omonima Il ladro di giorni scritta da Nelson, premiato col David di Donatello nel 2018 e 2016, e cantata da Nelson e da Gnut), migliore fotografia (Daria D’Antonio) e miglior attore non protagonista (Massimo Popolizio). Lombardi sarà accompagnato a Foqus proprio da Nelson.
Sabato 11 luglio sarà la volta di Francesco Lettieri, che dopo aver diretto tutti i videoclip di LIBERATO (da Nove maggio a We Come from Napoli) e diverse clip di Calcutta, K-Conjog, Francesco Di Bella, Giovanni Truppi e Noyz Narcos di recente ha debuttato dietro la macchina da presa con il film ULTRAS. Al suo fianco, interverrà lo sceneggiatore Peppe Fiore.

Tra la visione di Border di Ali Abbasi e Parasite diretto da Bong Joon Ho, ecco ancora due artisti che saranno protagonisti dell’incontro con il pubblico alla CORTE di FOQUS: lunedì 13 luglio il regista Toni D’Angelo parlerà del suo lungometraggio Falchi, interpretato da Fortunato Cerlino e Michele Riondino e del suo cortometraggio Nessuno è innocente. Sabato 18 luglio Marco D’Amore, regista e interprete de L’immortale, presenterà l’originale narrazione cross-mediale che si inserisce nell’affresco della serie Gomorra.
La kermesse proseguirà con incontri in date in via di definizione con i registi Mario Martone, Romano Montesarchio, gli attori Elio Germano e Francesco Di Leva, i musicisti Enzo Gragnaniello, Franco Ricciardi.

Costo biglietto: 5 euro, prenotazione online facoltativa su
https://www.azzurroservice.net/stagioni-teatrali/estate-a-corte-cinema-allaperto/
INFO: 328 4218405
www.foqusnapoli.it

Fonte : PositanoNews.it

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Maiori Music Festival, emozioni al buio: ecco il primo dei tre appuntamenti di luglio

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Il Maiori Music Festival entra nel vivo. Emozioni al buio è il primo dei tre…

maiori music festival

Il Maiori Music Festival entra nel vivo. Emozioni al buio è il primo dei tre appuntamenti di luglio.

Un tour tra vicoli, palazzi e tante testimonianze storiche della Città di Maiori anticiperà le note del sax di Silvio Rossomando che trasporterà il pubblico in un’esperienza sensoriale. Le luci caleranno, l’ascolto in penombra creerà un momento di musica e introspezione. Scopri la bellezza di una Maiori storica. Lasciati incantare dalle note di un concerto da camera
Clicca qui per prenotare 

#savethedate
📆 Venerdì 3 luglio
👉 Tour “Maiori e il suo passato” ore 19.00
📍 Obelisco di Santa Maria a Mare, lungomare Amendola
🎷 Concerto “Emozioni al buio” ore 20.30
📍 Palazzo Mezzacapo

ℹ️ info@maiorimusicfestival.it
🌎 www.maiorimusicfestival.it

Fonte : PositanoNews.it

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Vietri sul Mare, Madonna delle Grazie: ecco il programma della festa a Raito

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Sebbene in tono minore a causa dell’emergenza Covid-19, Raito festeggia la sua patronaMaria Santissima delle…

Sebbene in tono minore a causa dell’emergenza Covid-19, Raito festeggia la sua patronaMaria Santissima delle Grazie, venerata dai fedeli dell’intera provincia salernitana.

I festeggiamenti si svolgeranno dal 2 al 12 luglio in accordo con le disposizioni della Conferenza Episcopale Campana e del governo, pertanto per partecipare alle Sante Messe occorrerà prenotarsi allo 089-211945.

Le Celebrazioni Eucaristiche nella solennità di Maria SS. delle Grazie, giovedì 2 luglio, si susseguiranno nell’arco dell’intera giornata con i seguenti orari: 5.00 – 6.30 – 8.00 – 9.30 – 11.00 – 17.30 – 19.00 e 20.30. Al termine di ciascuna celebrazione, come da tradizione, sarà distribuito il pane benedetto.

Nella settimana dal 6 all’11 luglio sarà possibile venerare la Vergine partecipando alle Celebrazioni Eucaristiche quotidiane delle 9.30 e delle 19.00.

Domenica 12 luglio, Ottava della Festa, le Celebrazioni Eucaristiche saranno alle 9.00, 11.00, 18.30, 19.00, 21.00 e 21.30.

Il parroco, don Ciro Giordano, e la comunità parrocchiale di Raito attendono ed invitato quanti lo desiderano a partecipare con fede ai solenni festeggiamenti in onore di Maria SS. delle Grazie e a rispettare le norme igienico – sanitarie che prevedono, in chiesa, l’utilizzo della mascherina.

Fonte : PositanoNews.it

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Positano, vescovo Fusco a Montepertuso per il postcovid: il 2 luglio la festa della Madonna delle Grazie

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Positano, la frazione di Montepertuso si prepara alla festa post covid del 2 luglio con…

Positano, la frazione di Montepertuso si prepara alla festa post covid del 2 luglio con il vescovo Fusco, senza mai dimenticare le regole fondamentali per evitare il contagio. La Madonna delle Grazie è una delle ricorrenze più sentite di tutta la Costiera Amalfitana e si festeggia domani con le norme di contenimento, massimo 65 persone in chiesa. Di seguito tutti i dettagli.

PROGRAMMA DELLE CELEBRAZIONI DEL 2 LUGLIO 2020

Sante messe celebrate in chiesa
6.30 – 7.30 – 9.00 – 11.00

L’accesso alla chiesa è consentito a non più di 65 persone nel rispetto delle disposizioni anti-contagio: mascherina, disinfezione delle mani e distanza sociale. In caso di maggiore affluenza, sarà possibile seguire le celebrazioni dal piazzale della chiesa.

Ore 19.00 Rosario cantato sul piazzale della chiesa

Ore 20.00 – MESSA SOLENNE presieduta da S. Ecc. Mons. Michele Fusco

Ore 21.00 – OMAGGIO A MARIA
* Narrazione della leggenda di Montepertuso
* Esecuzione di canti mariani a cura del Coro della Parrocchia
* Preghiera alla Madonna delle Grazie
* Congedo

Fonte : PositanoNews.it

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Il 1 Luglio a Maiori parte la XIV edizione di ..incostieraamalfitana.it, Festa del Libro in Mediterraneo

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Il 1 Luglio a Maiori parte la XIV edizione di ..incostieraamalfitana.it Festa del Libro in…

Il 1 Luglio a Maiori parte la XIV edizione di ..incostieraamalfitana.it Festa del Libro in Mediterraneo. Il 2 Luglio a Praiano omaggio a Gianni Rodari, a 100 anni dalla nascita

I colori e i profumi delle aiuole fiorite dei Giardini di Palazzo Mezzacapo a Maiori, mercoledì 1 luglio, ospiteranno la Serata inaugurale della XIV edizione di ..incostieraamalfitana.it Festa del Libro in Mediterraneo, che si snoderà lungo le più incantevoli e suggestive location della Costa d’Amalfi (Praiano, Amalfi, Atrani, Minori, Maiori, Tramonti, Cetara) e a Salerno, fino al 2 Ottobre 2020. L’evento, dedicato quest’anno alla valorizzazione delle “diversità”, siano esse di razza, di cultura, di genere, o per caratteristiche fisiche, al fine di permettere di coltivare il valore della solidarietà e della collaborazione, racchiuso in “Nessuno si senta sbagliato in questo mondo”, sarà aperto, alle ore 19.00, dalla consegna dei Premi per l’Alto Impegno Culturale “Software Studio” a Daniela Rocca, direttore responsabile di “Dodici” magazine; Mariangela Fornaro, promotrice di cultura cinematografica; Nino Melito Petrosino, fondatore della Casa Museo dedicata a “Joe Petrosino”; Lucia Lena Rosapepe, imprenditrice e pianista; Olga Chieffi, giornalista e critico musicale; Alfonso Ottomana, presidente della Nazionale Italiana Poeti. Consegnano il riconoscimento i vincitori dell’edizione 2019.

A condurre la serata Alfonso Bottone, direttore organizzativo di ..incostieraamalfitana.it, con alcuni dei protagonisti della XIV edizione della Festa del Libro in Mediterraneo ed ospiti “illustri”; poi un omaggio al Teatro della regista e attrice Brunella Caputo, il primo dei nuovi “gemellaggi” dell’edizione 2020 con la Nazionale Italiana Poeti, e l’intervento tecnico di Radio Divina FM-Costiera Amalfitana che, nell’ambito del festival, ospiterà i “Salotti letterari” degli autori in concorso per le sezioni “Narrativa/Saggistica”, “Gialli/Noir”, “Antologie” del Premio costadamalfilibri.

Giovedì 2 luglio a Praiano in piazza San Luca, ore 20.00, con gli scrittori di favole Viviana Bottone, Rosalba Mottola, Ilenia Negri, Alberto Sant’Elia, Maria Strianese, Rosaria Zizzo, la XIV edizione della Festa del Libro in Mediterraneo renderà omaggio, nel centenario della nascita, al grande Maestro di fiabe Gianni Rodari. Nell’occasione il direttore organizzativo di ..incostieraamalfitana.it Alfonso Bottone incontrerà la scrittrice siculo-salernitana Rita Sorrentino, con le storie del suo “L’albatros che non sapeva volare”, edito da Gutenberg e le illustrazioni di Vittorio Barbera, e l’attore positanese Giuseppe Rispoli, autore di “Favolemia”, fiabe scritte per non dimenticare il periodo di quarantena dal coronavirus. A quest’ultimo sarà consegnato il primo dei Premi MarediCosta 2020.

Fonte : PositanoNews.it

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Pompei, dal 1 luglio apre la grande mostra Gran Palais di Parigi

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Un percorso scientifico ma dal forte impatto emozionale che, attraverso un evento digitale immersivo e…

Un percorso scientifico ma dal forte impatto emozionale che, attraverso un evento digitale immersivo e un linguaggio diretto, permetterà di far conoscere le recenti scoperte di Pompei e la sua storia. Apertura al pubblico 1 luglio 2020 -27 settembre 2020

Un sito archeologico unico al centro di un’esperienza immersiva

Fin dalla scoperta delle sue rovine sepolte, la città di Pompei ha affascinato gli archeologi e non solo. Ricca di una storia plurisecolare, crocevia di popoli del mondo mediterraneo, Pompei sotto la dominazione di Roma prosperava grazie al commercio e al suolo fertile. L’arte era fiorente, l’agiata borghesia abbellì la città, ma nel giro di una giornata del 79 dopo Cristo, si compì il tragico destino della città. L’eruzione del Vesuvio che la devastò e annientò la popolazione, tuttavia, fermò il tempo preservando la città e sottraendola agli sguardi, per molti secoli. Oggi Pompei costituisce la testimonianza più straordinaria di una città di età romana e da nessun’altra parte è stato possibile trovare una simile concentrazione di edifici, affreschi e manufatti romani.
Questo importante sito archeologico, inscritto nella lista del patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco e visitato da quasi 4 milioni di visitatori ogni anno, ha tuttavia sofferto a lungo di carenza di manutenzione. Il crollo nel 2010 della Schola Armaturarum ha richiamato l’attenzione della comunità internazionale sull’assoluta necessità di tutelare le rovine più famose del mondo. A seguito di questo evento, è stato avviato un grande progetto per la messa in sicurezza e il restauro del sito, associato a scavi di ampia portata, come non accadeva da decenni, che hanno permesso di riportare alla luce un intero quartiere, con straordinari esempi di apparati decorativi, come il raffinato ritratto di donna dalla Casa con giardino, di affreschi raffiguranti divinità e animali e di mosaici eccezionali, ma anche oggetti d’uso quotidiano, scheletri delle vittime dell’eruzione.
Queste nuove scoperte permettono di approfondire le conoscenze di questo sito emblematico della civiltà romana e della sua storia.
Per condividere con il pubblico le recenti scoperte, la Réunion des musées nationaux – Grand Palais propone una mostra digitale immersiva: un’esperienza nuova che mostra Pompei in maniera spettacolare e suggestiva.
Per realizzare ciò la Rmn-GP ha collaborato con il Parco archeologico di Pompei e con la società GEDEON Programmes, leader francese nel settore dei documentari archeologici e del patrimonio, che utilizzando tecnologie d’avanguardia sul sito (cartografia
laser, termografia a infrarossi, fotogrammetria,…) ha effettuato riprese ad altissima risoluzione e realizzato ricostruzioni in 3D di estrema precisione.

L’esperienza digitale proporrà proiezioni immersive, accompagnate dai rumori della città e da musiche originali che risveglieranno i sensi immergendo il visitatore nel cuore di Pompei, dandogli l’impressione di partecipare di volta in volta alla vita frenetica della città, al suo funesto destino, alla sua gloriosa riscoperta. La prima parte della mostra metterà l’accento sulla vita effervescente delle strade, ricostruite in 3D grazie, soprattutto, alle riprese effettuate con i droni. Al centro del percorso, un dispositivo invita il visitatore a entrare nel cuore del dramma e segue la cronologia del disastro: al culmine dell’eruzione la città è investita dal flusso piroclastico. La terza parte sarà consacrata alla riscoperta di Pompei, dimenticata per secoli, narrando la storia degli scavi dal XVIII secolo, ricordandone il mito e ponendo l’accento sulle scoperte recenti, in particolare quelle che, nel 2018, hanno consentito di riconsiderare con maggiore precisione la data dell’eruzione. L’ultimo spazio della mostra inviterà a contemplare, a grandezza naturale e in tutto il suo splendore, gli affreschi che decorano le più belle ville pompeiane. Sarà anche possibile ammirare alcune scoperte frutto dei nuovi scavi esposte per la prima volta al pubblico, tra le quali il tesoro di monili e amuleti in pasta di vetro, avorio, osso, ambra, bronzo, un coniglio di marmo e un magnifico mosaico del ninfeo Arianna e Dioniso. Sarà presentata anche una selezione di oggetti provenienti dagli scavi precedenti: gioielli, una statua di Livia e un affresco raffigurante Venere su un carro trainato da elefanti. Infine, le copie di alcuni calchi delle vittime ricorderanno la tragica fine dei pompeiani nel 79 dopo Cristo.
Questa mostra propone un’esperienza sensoriale avvincente, che immerge il visitatore nel cuore della città antica e gli fa rivivere in maniera spettacolare la vita quotidiana dei pompeiani e l’epopea della sua riscoperta.

curatori : Professor Massimo Osanna, direttore del Parco archeologico di Pompei
scenografia : Sylvain Roca
produzione audiovisiva : GEDEON Programmes, realizzazione : Olivier Brunet

apertura :
dal giovedì al lunedì dalle 10 alle 20,
mercoledì dalle 10 alle 22,
chiusura settimanale il martedì
tariffe :
14€, ridotti 10€ (da 16 a 25
anni, disoccupati iscritti nelle liste di
collocamento e famiglie numerose),
gratuito per i minori di 16 anni e i
beneficiari di salario sociale minimo
accesso :
metro linea 1 et 13 :
« Champs Elysées-Clémenceau »
o linea 9 : « Franklin D. Roosevelt »
informazione et prenotazione :
www.grandpalais.fr

Fonte : PositanoNews.it

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Maiori, a luglio la XIV edizione della Festa del Libro in Mediterraneo

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  Il 1 Luglio a Maiori parte la XIV edizione di ..incostieraamalfitana.it Festa del Libro…

 

festa del libro maiori

Il 1 Luglio a Maiori parte la XIV edizione di ..incostieraamalfitana.it Festa del Libro in Mediterraneo. Il 2 Luglio a Praiano omaggio a Gianni Rodari, a 100 anni dalla nascita

I colori e i profumi delle aiuole fiorite dei Giardini di Palazzo Mezzacapo a Maiori, mercoledì 1 luglio, ospiteranno la Serata inaugurale della XIV edizione di ..incostieraamalfitana.it Festa del Libro in Mediterraneo, che si snoderà lungo le più incantevoli e suggestive location della Costa d’Amalfi (Praiano, Amalfi, Atrani, Minori, Maiori, Tramonti, Cetara) e a Salerno, fino al 2 Ottobre 2020. L’evento, dedicato quest’anno alla valorizzazione delle “diversità”, siano esse di razza, di cultura, di genere, o per caratteristiche fisiche, al fine di permettere di coltivare il valore della solidarietà e della collaborazione, racchiuso in “Nessuno si senta sbagliato in questo mondo”, sarà aperto, alle ore 19.00, dalla consegna dei Premi per l’Alto Impegno Culturale “Software Studio” a Daniela Rocca, direttore responsabile di “Dodici” magazine; Mariangela Fornaro, promotrice di cultura cinematografica; Nino Melito Petrosino, fondatore della Casa Museo dedicata a “Joe Petrosino”; Lucia Lena Rosapepe, imprenditrice e pianista; Olga Chieffi, giornalista e critico musicale; Alfonso Ottomana, presidente della Nazionale Italiana Poeti. Consegnano il riconoscimento i vincitori dell’edizione 2019.

A condurre la serata Alfonso Bottone, direttore organizzativo di ..incostieraamalfitana.it, con alcuni dei protagonisti della XIV edizione della Festa del Libro in Mediterraneo ed ospiti “illustri”; poi un omaggio al Teatro della regista e attrice Brunella Caputo, il primo dei nuovi “gemellaggi” dell’edizione 2020 con la Nazionale Italiana Poeti, e l’intervento tecnico di Radio Divina FM-Costiera Amalfitana che, nell’ambito del festival, ospiterà i “Salotti letterari” degli autori in concorso per le sezioni “Narrativa/Saggistica”, “Gialli/Noir”, “Antologie” del Premio costadamalfilibri.

Giovedì 2 luglio a Praiano in piazza San Luca, ore 20.00, con gli scrittori di favole Viviana Bottone, Rosalba Mottola, Ilenia Negri, Alberto Sant’Elia, Maria Strianese, Rosaria Zizzo, la XIV edizione della Festa del Libro in Mediterraneo renderà omaggio, nel centenario della nascita, al grande Maestro di fiabe Gianni Rodari. Nell’occasione il direttore organizzativo di ..incostieraamalfitana.it Alfonso Bottone incontrerà la scrittrice siculo-salernitana Rita Sorrentino, con le storie del suo “L’albatros che non sapeva volare”, edito da Gutenberg e le illustrazioni di Vittorio Barbera, e l’attore positanese Giuseppe Rispoli, autore di “Favolemia”, fiabe scritte per non dimenticare il periodo di quarantena dal coronavirus. A quest’ultimo sarà consegnato il primo dei Premi MarediCosta 2020.

Maggiori informazioni sul sito www.incostieraamalfitana.it

Con preghiera di pubblicazione e diffusione.

Costa d’Amalfi, 29 Giugno 2020

Fonte : PositanoNews.it

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