La complessa partita sulle concessioni demaniali marittime a Maiori in Costiera amalfitana registra una frenata improvvisa, o meglio, un riposizionamento tattico. Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) della Campania, sezione di Salerno, ha infatti messo la parola fine al ricorso presentato dalla ditta “Beach Bar” contro il Comune guidato dal sindaco Antonio Capone, dichiarando il procedimento chiuso per “sopravvenuta carenza di interesse“.
Una mossa che chiude un capitolo legale spinoso, ma che lascia intravedere i complessi sommovimenti burocratici attorno all’assegnazione dei lotti sul lungomare.
L’origine dello scontro: un bando “inadeguato”
La vicenda ha origine nella primavera del 2025, quando il Comune di Maiori pubblica un bando per l’affidamento in concessione di 9 aree destinate all’installazione di chioschi stagionali (bar e ristorazione) per una durata di 11 anni. La ditta “Beach Bar” di Angela Baccaro, concessionaria uscente del “Lotto 5”, decide di non partecipare alla gara e di impugnare l’intero impianto documentale redatto dalla Centrale Unica di Committenza Monti Lattari.
Le accuse mosse dai legali della ditta (gli avvocati Gentilcore, Santucci e Torre) erano pesanti e miravano a smontare la struttura stessa della gara. Tra i punti principali del ricorso:
Applicazione errata delle norme: Il Comune avrebbe utilizzato rigidamente il Codice dei Contratti Pubblici invece della normativa specifica sulle concessioni demaniali, creando requisiti economici e tecnici sproporzionati e inaccessibili per i normali operatori balneari.
Oneri ingiustificati: La previsione di una “compartecipazione” annuale minima di oltre 20.000 euro a favore del Comune, definita dai ricorrenti un prelievo “arbitrario e irragionevole”, assimilabile a una tassa occulta.
Un Piano Economico Finanziario (PEF) “incoerente”: Secondo la ditta, il piano alla base della gara sottostimava i costi e sovrastimava i ricavi (calcolati su flussi turistici non realistici per i mesi primaverili e autunnali), rendendo l’investimento antieconomico e aleatorio.
Il colpo di scena e la chiusura del TAR
A disinnescare la bomba legale è stata però l‘azione del Comune di Maiori. L’ente, difeso dall’avvocato Lorenzo Lentini, ha fatto notare in giudizio un dettaglio fondamentale: per il Lotto 5 — quello specifico di interesse della ditta ricorrente — l’amministrazione aveva nel frattempo indetto una nuova e autonoma procedura di gara.
Di fronte a questo cambio di scenario, l’originario bando contestato non rappresentava più un ostacolo per la “Beach Bar“. Preso atto della nuova gara, nel febbraio 2026 i legali della ditta hanno ufficialmente comunicato al Tribunale di non avere più interesse a proseguire la battaglia legale sul vecchio bando.
Il giudice relatore Marcello Polimeno e il collegio presieduto da Pierluigi Russo non hanno potuto far altro che prenderne atto. Con la sentenza pubblicata a fine febbraio 2026, il TAR ha dichiarato il ricorso “improcedibile”, compensando le spese legali tra le parti in virtù di come si è fisiologicamente esaurita la vicenda.
Il sipario cala sul ricorso, ma l’attenzione resta alta: con le nuove gare in corso, la riorganizzazione dell’offerta turistica sul litorale di Maiori è ancora tutta da scrivere.







