Costiera Amalfitana

Costiera Amalfitana, Abbac: “La sicurezza è prioritaria, ma non si isoli il territorio. Serve un nuovo piano del trasporto pubblico”

L’ordinanza della Provincia di Salerno che, dal 13 luglio, introduce il divieto permanente di transito per i veicoli superiori alle 5 tonnellate su importanti tratti della viabilità della Costiera Amalfitana, coinvolgendo anche gli autobus del trasporto pubblico di linea SITA, impone una riflessione condivisa tra istituzioni, operatori economici e cittadini. Il provvedimento interessa la SR 373 Ravello-Scala (ordinanza n. 597/2026) e la SR 366 “Agerolina” (ordinanza n. 601/2026), adottate per ragioni di sicurezza dopo le valutazioni tecniche seguite al tragico incidente del 2023. �

Agostino Ingenito, Coordinatore del Comitato Etica, Salute e Vivibilità e Presidente nazionale ABBAC, invita ad aprire immediatamente un tavolo istituzionale.
La sicurezza delle infrastrutture non può essere messa in discussione e rappresenta una priorità assoluta. Tuttavia, non possiamo pensare di risolvere le criticità isolando intere comunità e privando residenti, lavoratori, studenti e turisti dell’unico servizio pubblico su gomma oggi disponibile. È necessario ridimensionare gli effetti dell’ordinanza attraverso una programmazione condivisa con la Regione Campania, la Provincia di Salerno, i Comuni e le aziende di trasporto.”
ABBAC chiede ai sindaci della Costiera Amalfitana di sostenere con forza la richiesta di un potenziamento strutturale del trasporto pubblico locale, favorendo l’impiego di mezzi più piccoli, meno impattanti ed ecologici, capaci di garantire sicurezza, continuità del servizio e minore pressione sulla delicata viabilità del territorio UNESCO.

Occorre ripensare complessivamente il TPL della Costiera Amalfitana, rendendolo più sostenibile, equilibrato ed efficiente. Servono servizi veri per i pendolari e per i visitatori, non soluzioni emergenziali.”

Tra le proposte avanzate da ABBAC:
realizzare hub di attestamento dei bus fuori dalla Costiera;
organizzare il trasbordo su minibus elettrici o a basso impatto ambientale;
potenziare stabilmente i collegamenti pubblici da e per la Costiera;
rendere permanente il trasporto via mare, prevedendo tariffe e servizi dedicati ai pendolari;
riprendere lo studio di un collegamento ferroviario a cremagliera, sul modello adottato nelle Cinque Terre, quale infrastruttura sostenibile di lungo periodo.

La tutela del patrimonio UNESCO passa anche attraverso una mobilità moderna, integrata e rispettosa dell’ambiente. Non servono soltanto divieti: servono investimenti, pianificazione e una visione capace di conciliare sicurezza, diritto alla mobilità e sviluppo sostenibile del territorio.”
Le ordinanze provinciali hanno già suscitato la richiesta di un confronto urgente da parte dei sindaci dei Comuni interessati, preoccupati per le ricadute su trasporto pubblico, turismo, attività economiche e servizi essenziali