Costiera Amalfitana

Una terrazza panoramica sospesa sul blu che rischiava di cedere sotto il peso dell’incuria e del carico quotidiano. È scattata l’interdizione con nastro segnaletico bicolore per lo slargo della Statale 163 “Amalfitana” situato all’altezza della discesa verso la suggestiva spiaggia di Castiglione, a ridosso del confine tra i territori comunali di Ravello e Atrani.

Il provvedimento, adottato in via d’urgenza e a tutela della pubblica incolumità, si è reso indispensabile a seguito della comparsa di preoccupanti crepe e lesioni strutturali sulla parte in calcestruzzo aggettante verso il mare, posizionata esattamente a strapiombo sull’arenile sottostante. Una potenziale minaccia per chi usufruiva dell’area dall’alto, ma soprattutto per i bagnanti e i passanti sul livello inferiore.

Da belvedere a parcheggio “al millimetro” (e discarica)
Quello spazio, dotato in origine di una panca in muratura oramai ampiamente sconnessa e degradata, era stato concepito nel tracciato stradale come piazzola di sosta pedonale per ammirare il golfo. Negli anni, tuttavia, la consuetudine lo aveva trasformato in un’area di parcheggio d’assalto: complice la perenne carenza di stalli lungo il nastro d’asfalto costiero, residenti, lavoratori stagionali e bagnanti vi stipavano utilitarie e scooter con manovre millimetriche, sottoponendo la soletta a sollecitazioni continue mai calcolate per tale scopo.

A ciò si sommava una cronica condizione di trascuratezza: lo slargo era spesso declassato a pattumiera a cielo aperto, con lattine, bottiglie di vetro e cartacce abbandonate tra i detriti e il muretto di contenimento.

I malumori per la sosta e il nodo sicurezza
La posa delle transenne e del nastro non ha mancato di innescare il malcontento degli automobilisti abituali. Alcuni utenti si sono rivolti direttamente agli agenti della Polizia Locale in transito per chiedere alternative di sosta, scontrandosi con una realtà arcinota: sulla “Divina” ogni singolo metro quadro sottratto alla sosta pesa come un macigno, specie nelle settimane di picco turistico.

La linea delle autorità, tuttavia, resta ferma: la sicurezza non è negoziabile. Il territorio della Costiera non può permettersi leggerezze sul fronte della tenuta delle proprie infrastrutture a sbalzo. La memoria corre anche al recente annuncio da parte di Anas dell’impegno economico da 8,5 milioni di euro destinato proprio alla manutenzione straordinaria di barriere, cordoli, parapetti e ringhiere lungo l’intera arteria costiera.

Attesi i riscontri tecnici
Nelle prossime ore saranno condotti sopralluoghi più approfonditi con rilievi tecnici ad hoc per stabilire la profondità delle fessurazioni e il grado di compromissione del manufatto. Solo al termine della perizia si conoscerà la natura dell’intervento necessario: un risanamento conservativo superficiale o un’opera strutturale più complessa di consolidamento e tirantatura del costone. Fino ad allora, l’accesso resta categoricamente vietato.