Penisola Sorrentina

Da Meta a Castellammare di Stabia danni dalla mareggiata: bisogna studiare un sistema per proteggere meglio le coste. Il Bikini stravolto

Da Meta a Castellammare di Stabia la violenta mareggiata della scorsa notte ha mostrato ancora una volta tutta la fragilità della fascia costiera sorrentino – stabiese . Onde alte, vento sostenuto e detriti trascinati a riva hanno messo in ginocchio il lungomare, provocando allagamenti e danni a strutture balneari e attività commerciali.

A Meta in particolare, nonostante i finanziamenti della Città Metropolitana di Napoli e della Regione Campania e le opere fatte le spiaggie e gli stabilimenti sono stati flagellati, le strutture che erano rimaste per la destagionalizzazione regolarmente e legalmente ottenuta dal Comune,  hanno subito danni , il Bikini fra Vico Equense e Castellammare è rimasto stravolto. Per quanto riguarda Meta forse bisognerebbe studiare barriere soffolte o fare comunque uno studio per spezzare le onde prima che arrivino sulla barriera che non è sufficiente, qui le onde sono alte perchè lo spazio su cui colpisce il vento è ampio e le acque sono profonde.

A Castellammare l’acqua ha invaso via Alcide de Gasperi e Corso Garibaldi, sommergendo carreggiate e marciapiedi. In diversi punti si è resa necessaria la chiusura di tratti di strada e di vicoletti affacciati sul mare per consentire le operazioni di pulizia e messa in sicurezza. Sabbia, rami e rifiuti si sono accumulati lungo il litorale, mentre le onde hanno superato le barriere esistenti, mettendo a dura prova le difese costiere.

Particolarmente colpito lo storico stabilimento balneare Bikini. Strutture divelte, passerelle danneggiate e arredi trascinati via testimoniano l’intensità dell’evento atmosferico, che ha interessato l’intero arco costiero della penisola sorrentina.

Se il primo episodio di maltempo aveva già fatto emergere criticità strutturali note da tempo, oggi l’attenzione si concentra su due filoni distinti ma strettamente connessi: la difesa della costa e il dissesto idrogeologico che minaccia l’entroterra e il centro storico.

Per quanto riguarda il fronte mare, il Comune di Castellammare ha avviato cinque anni fa un progetto complessivo di messa in sicurezza, tuttora in corso, che oggi ha un valore economico di circa 4 milioni di euro. L’intervento prevede l’utilizzo dei cosiddetti “pennelli al mare” e la realizzazione di scogliere frangiflutti, soluzioni ingegneristiche progettate per attenuare l’energia delle onde e limitare l’erosione del litorale.

I lavori hanno già interessato tratti significativi di via Alcide de Gasperi, con l’obiettivo di restituire stabilità al fronte costiero e garantire maggiore sicurezza ai residenti. Tuttavia le mareggiate continuano a rappresentare un banco di prova severo per le strutture realizzate, imponendo interventi costanti di manutenzione e una riflessione più ampia sulle strategie di adattamento ai cambiamenti climatici.

La violenza dell’ultima notte rilancia dunque un interrogativo non più rinviabile: è sufficiente intervenire in modo puntuale o occorre studiare un sistema integrato e strutturale di protezione dell’intera costa, da Meta a Castellammare? La risposta passa attraverso una pianificazione coordinata, risorse adeguate e una visione a lungo termine capace di coniugare sicurezza, tutela ambientale e salvaguardia delle attività economiche che vivono del mare.

Video Pasquale Greco