30

Nov
2020

Da Sorrento alla Lombardia: i panettoni dello chef Umberto De Martino omaggiano la sua terra

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Penisola sorrentina. L’amore per la propria terra guida lo chef Umberto De Martino, di Sorrento, verso…

Penisola sorrentina. L’amore per la propria terra guida lo chef Umberto De Martino, di Sorrento, verso un tributo nei confronti della regione che lo ospita, la Lombardia, per un Natale che unisce in un abbraccio l’Italia da nord a sud. La linea di alta pasticceria dello chef, Dolce Mia Sorrento, comprende due varianti di panettone: scorza d’arancia filettata e noci, e scorza di limone filettata e noci.

Queste opere d’arte della lievitazione vengono prodotte con materie prime d’eccellenza e capisaldi della tradizione gastronomica italiana. Burro, farina di frumento, zucchero, miele e uova di prima scelta sono il segreto della realizzazione del panettone a firma stellata, che non ammette l’uso di conservanti.

La soffice pasta, incorniciata dalla croccante glassa, deve il suo tributo ad una lievitazione di 36 lunghe ore; mentre le scorze degli agrumi conferiscono freschezza e intensità di gusto che solo Sorrento può instillare ai frutti della sua terra. Le noci vanno ad intervallare con fragranza la morbidezza dell’impasto per un risultato nel complesso stellare. Il panettone di Umberto De Martino diventa un modo speciale per celebrare un momento importante come quello del Natale, un regalo gourmet per omaggiare i cari o i propri dipendenti, prezioso, delizioso e di valore.

I panettoni e il resto della linea Dolce Mia Sorrento, comprensiva anche delle due veneziane (limone e noci e arancia e noci) per il resto dell’anno, sono disponibili sullo shop online del sito di Florian Maison e tramite prenotazione diretta al numero +39 035 4254202 o alla e-mail info@florianmaison.it da ora. Il costo del panettone è di €40, nel formato da 1 kg, presentato nell’elegante cappelliera personalizzata.

Umberto De Martino nasce a Sorrento nel 1974. La passione per la cucina appartiene già alla tradizione della numerosa famiglia. Il papà Giuseppe è uno chef noto della penisola. Ma è la vicinanza fisica ed emozionale con la mamma, che travolge la casa fin dalle prime ore del mattino con odori che sanno di buono, che lo induce a prendere una decisione circa il suo futuro. Il 4 maggio del 1989, Umberto “vede” la sua strada. Già il giorno dopo, il 5 maggio del 1989, Umberto è un Commi, a soli 15 anni. Nel 1995, si affianca allo chef Mario Zini del ristorante La Scala di Amburgo. Dal 1998 iniziano le esperienze stellate in Italia, da La Ciau del Tornavento di Maurilio Garola (Treiso) alla Torre del Saracino di Gennaro Esposito (Vico Equense).

Fonte: Horecanews

 

Fonte : PositanoNews.it

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