Costiera Amalfitana

AMALFI / COSTIERA AMALFITANA – Un fulmine a ciel sereno scuote il già fragile sistema dei trasporti della Costiera Amalfitana. Con un’ordinanza che ricalca i drammatici strascichi giudiziari dell’incidente di Ravello, la Provincia di Salerno ha firmato il divieto totale e permanente di transito per tutti i veicoli con massa superiore a 5 tonnellate lungo la SR 366. Il blocco scatta dal prossimo 13 luglio 2026 e riguarderà il tratto che va dall’innesto con la Statale 163 Amalfitana (km 0+000) fino al confine con la provincia di Napoli (km 11+280), attraversando i territori comunali di Amalfi, Conca dei Marini e Furore.

Il provvedimento parla chiaro: stop totale anche ad autobus turistici e bus di linea. Una decisione drastica che rischia di far piombare la mobilità della Divina in un caos senza precedenti.

Il “Precedente Ravello” e la sicurezza delle barriere

L’ordinanza nasce dall’istanza presentata il 1° luglio dal Responsabile dell’area manutentiva, l’architetto Angelo Sica, insieme ai geometri Mario Aliberti e Luigi Popolo. Al centro della decisione ci sono le conclusioni della Procura della Repubblica di Salerno sul tragico incidente stradale avvenuto sulla SR 373 a Ravello (il volo del bus turistico in cui perse la vita il giovane Nicola Fusco).

Secondo i magistrati, i sistemi di ritenuta (guardrail e barriere) attualmente esistenti non sono conformi alle normative vigenti. Nonostante i tecnici provinciali abbiano espresso forti riserve tecniche sull’obbligo di applicare rigidamente tali standard a strade storiche e con velocità ridotte come la SR 366, l’ente ha scelto la linea della massima prudenza per tutelare la pubblica incolumità, ritenendo inevitabile conformarsi ai dettami della Procura. Il risultato? Niente più mezzi pesanti su quella strada fino a data da destinarsi.

SITA KO e l’effetto domino sul Sentiero degli Dei

Se le motivazioni legate alla sicurezza sono indiscutibili, l’impatto pratico sulla vita di residenti, pendolari e turisti sarà devastante. La mannaia del limite delle 5 tonnellate esclude di fatto la quasi totalità degli autobus della SITA Sud (compresi i modelli più corti da 8-10 metri, che pesano a pieno carico ben oltre il limite stabilito).

Lo scenario che si prospetta dal 13 luglio è da incubo logistico. Cosa succederà a tutti i turisti che scelgono di fare il celeberrimo “Sentiero degli Dei”? Ogni giorno migliaia di escursionisti partono da Agerola e arrivano a Positano, oppure fanno il percorso inverso. Moltissimi di loro utilizzano proprio i bus di linea della SITA per tornare indietro o per raggiungere la cima. Senza i collegamenti diretti tra Amalfi e la parte alta di Furore, Conca e Agerola, come si sposteranno queste masse di visitatori? C’è il rischio concreto di vedere frotte di pedoni intrappolati o costretti a ricorrere a trasporti alternativi improvvisati, con un inevitabile picco di auto private e un congestionamento totale della Statale 163.

Sindaci e territori sul piede di guerra

La tratta Amalfi-Agerola non è solo una linea turistica, ma è l’arteria vitale per centinaia di studenti e lavoratori che quotidianamente si muovono tra la costiera e l’area interna, fino a lambire la provincia di Napoli. Tagliare fuori i bus di linea significa isolare tre comuni e spezzare in due la mobilità del comprensorio.

Con la stagione estiva nel suo pieno fulgore, il conto alla rovescia è iniziato. Mancano pochissimi giorni al 13 luglio e la Costiera Amalfitana si prepara a vivere una delle sue crisi più acute: tra la sacrosanta necessità di mettere in sicurezza le strade e l’incubo di un isolamento forzato che rischia di mandare in tilt l’intera economia turistica.