24

Giu
2019

Eugenio Bennato per Limoni in Festa 2019 a Massa Lubrense

Posted By : / 2366 0

Programma – Limoni in Festa 2019 Venerdì 12 Luglio 2019 Dalle ore 18:30 alle ore…

Programma – Limoni in Festa 2019

Venerdì 12 Luglio 2019
Dalle ore 18:30 alle ore 23:00 Apertura Stand di prodotti tipici e artigianato, spazi espositivi per le aziende agricole e gli artigiani locali.
Ore 20:30 Piazza Vescovado “Terra Mia” Spettacolo di danza a cura di ASD Evolution Dance – direzione artistica Lina Attanasio, Esposito Alessia, Esposito Lisa
Ore 21:30 Piazza Vescovado “Sei tu che disordini” Spettacolo musicale di Marco Mariconda

Sabato 13 Luglio 2019
Dalle ore 10:30 alle 23:00 Apertura Stand di prodotti tipici e artigianato locale
Dalle ore 19:00 alle ore 23:00 Percorso Degustativo: un menù al limone da assaggiare tra i bar e i ristoranti di Massa Centro.
Ore 21.00 Piazza Vescovado “La Notte della Musica Popolare”- direzione artistica di Eugenio Bennato. Ritmi, canti e suoni del Sud con Le sette bocche e Mujura e le Voci del Sud.

Domenica 14 Luglio 2019
Dalle ore 10:30 alle 23:00 Apertura Stand di prodotti tipici e artigianato locale
Dalle ore 19:00 alle ore 23:00 Percorso Degustativo: un menù al limone da assaggiare tra i bar e i ristoranti di Massa Centro.
Ore 21.00 Piazza Vescovado “Musica da Ripostiglio” in concerto
Canzoni originali e di classici italiani e internazionali.

 

Il limone di Massa Lubrense: Frutto degli Dei

Nel Convegno organizzato in occasione della  ”I Sagra dei Limoni “del 24 Agosto 1974, il Dott. Domenico Galasso, Consigliere di Corte d’Appello, introducendo la sua relazione lo definì “frutto miracoloso”, e questo perché, a margine dei molteplici princìpi attivi di cui l’agrume è composto, un particolare elemento aveva “solleticato” il suo interesse: l’esperidina.

L’esperidina presiede alla permeabilità vasale e bilancia l’adrenalina che la vitamina C, contenuta in abbondanza nel limone stesso, scatena.

L’esperidina è un tipo di flavonoide appartenente alla famiglia delle Esperidee, dette anche Rutacee o Citree.

Il primo nome affonda le radici nella mitologia greca.

Le Esperidi erano Ninfe, Egle, Aretusa ed Espera, figlie di Espero che fu rapito in cielo e trasformato nella stella più brillante, conosciuta con il nome di Vespero o Venere; esse vegliavano sui pomi aurei, simbolo di fecondità e amore, che Gea aveva donato a Era nel giorno delle sue nozze con Zeus. Complici le tre fanciulle, Ercole poté cogliere i deliziosi pomi da donare a Euristeo, portando così a compimento le dodici fatiche.

Passando in rassegna gli autori greco-latini, notiamo che nessuna distinzione viene operata tra cedro (citrus medica) e limone (citrus limonum). Teofrasto di Ereso, nel 300 a.C., lo descrive denominandolo “melo di Persia” e lo stesso Plinio il Vecchio riferisce che diverse piante di “citrus” furono trasportate in più regioni italiche, all’interno di vasi di terracotta. La coltivazione in vaso, tra l’altro, ne consentiva un più comodo spostamento durante i mesi invernali.

Nel 1951, durante degli scavi, a Pompei fu riportata alla luce “la Casa del Frutteto”, le cui pareti sono interamente dipinte con piante da frutto. Fra queste anche due piante di limoni cariche di frutti, che portarono, nel 1952, l’archeologo Maiuri a concludere che il “limone citrino ovale” era già conosciuto e acclimatato in Italia dal I secolo a.C. Allo stesso modo, nel 1964, a Torre Annunziata, nella Villa di Oplonti, sono stati rinvenuti due vasi di terracotta contenenti 38 semi di piante di limoni.

Nel IV secolo d.C., stando alle testimonianze della Scuola Medica Salernitana, erano diffuse, a uso terapeutico, tutte le innumerevoli virtù del limone ovale; tant’è che, nel 1200, il Principe ne inviò un cospicuo carico  a uno dei capi normanni affinché quest’ultimo lo aiutasse nel liberare la terra dalla piaga dei Saraceni.

Fino al 1500 l’uso del limone era circoscritto al campo medico.

La presenza dei limoni viene testimoniata nel 1501 nel poema didascalico “De Hortis Hesperidum” di Giovanni Pontano e in “Magiae Naturalis libri IV” scritto da Giambattista Della Porta nel 1589, dove vengono descritte stranezze e virtù di questo “magico” frutto.

Alla fine del XVI secolo, Costanzo Pulcarelli, nell’elegia “Ad amicum Massae rusticantem” descrive la connotazione paesaggistica dei limoni lubrensi. Secondo fonti accreditate, la “Villa Nova” citata nel carme è il giardino che poco dopo si sarebbe chiamato “Il Gesù”. Infatti, nel 1600, il gesuita massese padre Vincenzo Maggio, a seguito di autorizzazione dell’allora Generale della Compagnia di Gesù, Padre Claudio Acquaviva, acquista gli edifici che già furono villa reale e sede del Governatore e gli annessi giardini, per destinarli alla fondazione di un Collegio dei Gesuiti.

Ma la limonicultura lubrense si intensifica e si sviluppa intensamente nella prima metà dell’Ottocento, così come testimoniato da Antonino De Angelis nel suo libro “Sorrento boschi d’agrumi”, dove si evince che centinaia di donne selezionano, incartano e imballano i frutti e ben 61 addetti provvedono al trasporto giornaliero di casse contenenti il famoso “femminiello” massese.

Un’ intera economia ruota intorno a esso. La filiera produttiva parte dai fondi con gli agricoltori e i braccianti agricoli, a cui ben presto si aggiungono i costruttori di pergolati e pagliarelle, e annovera, via via, i casciari, i fabbri e i falegnami che danno vita a un artigianato di contorno che, nel 1917, supporta ben 800 tra cavalli, muli e asini impegnati nel trasporto. La crescente domanda del prodotto era soprattutto sostenuta dalle navi attraccate al porto di Napoli. La stessa marineria della Penisola Sorrentina deve lo sviluppo della cantieristica soprattutto alla necessità di assicurare il trasporto di agrumi verso il Nord Europa e le Americhe.

Sulle ottocentesche casse di limoni dirette al “Mondo Nuovo” capeggiava la scritta “Dio l’accompagni a salvamento”. Lo stesso motto deve aver ispirato gli esecutori della Delibera di Giunta n. 199 del 26 Giugno 1974, quando l’intero consesso civico si riunì per “dare il via” a una manifestazione che desse tutela e promozione a uno dei frutti che tutt’oggi connotano il nostro paesaggio.

Il limone rappresenta e vivifica questo territorio: il suo colore richiama la lucentezza e la luminosità del sole che bacia questa terra; le sue doti terapeutiche costituiscono un viatico per il corpo e, prim’ancora, per lo spirito; il suo sapore forte e pungente risveglia i più sopiti sensi.

Aspro è il limone e Aspropotamo è il nome del padre delle Sirene. Non a caso le Esperidi, le Pleiadi e le Sirene sono apparentate a tal punto che, nella mitologia, spesso si scambiano i ruoli. Lo stesso Ercole, attraverso le dodici fatiche, viaggio simbolico e iniziatico che rappresenta la forza e la ricerca incessante, seguendo Prometeo, simbolo della scintilla creativa umana, verso il giardino delle Esperidi, lambisce il nostro mare: la conquista della conoscenza ha da sempre spinto l’uomo sulle rotte più misteriose e affascinanti.

Questo frutto e questa terra sono intimamente connessi e chi si trova ad attraversarla non può che godere dei benefici che essa sa offrire: fra tutti, il limone e la sua magica storia.

Nessuna descrizione della foto disponibile.

IL LIMONE (Citrus Limonum)

Il limone, come gli altri agrumi, appartiene alla famiglia delle Rutacaee. Il fusto può arrivare fino a circa5 m. Le foglie sono alterne e coriacee, di colore verde brillante. I fiori sono di colore bianco e sono chiamati zagare. Il frutto è una bacca, di nome esperidio, di colore giallo intenso e di forma ovale con buccia liscia o rugosa. É ricco di vitamina A e C, acido cidrico e zuccheri. Il limone presenta notevoli proprietà: astringente, antiscorbutico, disinfettante.

Il limone di Massa Lubrense, detto “limone ovale” o “femminiello”, è caratterizzato da una polpa giallo paglierino, succo ricco di vitamina C e sali minerali e buccia ricca di oli essenziali. La penisola sorrentina è la patria dei limoni, quelli con la L maiuscola: grossi e di colore giallo vivo, con una succulenta polpa e profumatissimi, sono richiesti e bramati da ogni parte del mondo.

Il limone è il protagonista della cucina, e non solo. Condisce le verdure, insaporisce il pesce e rinfresca la carne. Aiuta la digestione quando diventa sorbetto o limoncello, ed è l’immancabile ingrediente di molti cocktail, per non parlare poi del ruolo fondamentale che gioca nella preparazione di dolci e torte.

LE PAGLIARELLE

I limoni sono piante che amano le regioni a clima caldo, costante; entrano in fruttificazione dopo 4-5 anni e producono frutti in quantità crescente fino al quindicesimo anno di vita. Una pianta stabilizzata può vivere e produrre fino a ottant’anni, se opportunamente seguita in tutte le sue esigenze culturali. In ambiente adatto, come abbiamo detto, è pianta rifiorente che fruttifica per tutto l’anno: una pianta adulta produce dai 200 ai 600 frutti l’anno. La fioritura principale delle zagare avviene in aprile e maggio, spandendo nell’agrumeto un profumo intenso e inebriante.

Gli effetti delle gelate sulle piante di limoni sono attenuati mediante la loro copertura nel periodo invernale, in un primo tempo con frasche di castagno o di quercia e successivamente, intorno al 1885, con la famosa “pagliarella”. Essa è una stuoia di paglia di m. 1,30 x 2,00, poggiata in origine sulla chioma dei limoni e successivamente sui pergolati di pali di castagno. Sotto la copertura delle pagliarelle, per mantenere la temperatura più elevata, nei giorni più rigidi,  i contadini erano soliti creare aria calda, bruciando paglia umida e foglie di erba, così come facevano in antichità i romani. La necessità di reperire pali di castagno rende necessario sostituire sulla colline sorrentine l’ontano napoletano con boschi ceduo castagnale.

Il pergolato di copertura per i limoni è realizzato usando i seguenti materiali:

  • pali verticali (allirti) di legno di castagno di 12-13 anni, alti 6-7 metri, del diametro in testa di cm.6-7;
  • pali di castagno orizzontali (correnti) alti m. 6, con diametro in testa di 5 cm;
  • pali di castagno trasversali (traversi) alti m. 7, del diametro in testa di cm. 6-7;
  • pagliarelle di paglia di segala, della superficie di poco meno di 3mq ognuna;
  • frangivento, costruito con pali di castagno del tipo “correnti” e strisce di legno di castagno (chierchie).

IL LIMONCELLO

Dalla macerazione delle bucce del limone, si ottiene un autentico elixir: il limoncello. Un liquore che negli ultimi anni ha trovato larga diffusione sulle tavole degli italiani, dalle note proprietà digestive.

LA RICETTA DEL LIMONCELLO

Ingredienti

1 litro di alcool
12 limoni di Massa Lubrense
¾ di acqua
600 g. di zucchero

Procedimento

Mettere in infusione nell’alcool per sette giorni, le bucce di limoni.   Portare ad ebollizione l’acqua e versarvi lo zucchero; fare raffreddare il tutto e unirlo all’alcool filtrato dalle bucce di limone.
Tenere a riposo per sette giorni e dopo servire a temperatura ambiente.

Fonte : PositanoNews.it

Read More

Scopri di più sulla Costiera Amalfitana e sulla Penisola Sorrentina:

Oppure:

Leave your comment