Penisola Sorrentina

Guerra ai dehors in Penisola Sorrentina: scatta il sequestro per un bar sul Corso Italia a Sorrento
Dopo gli smantellamenti a Piano di Sorrento (Tre Arcate e Bar Cafiero), i controlli colpiscono anche la Città del Tasso. Un giro di vite legato alle concessioni post-Covid e alle nuove direttive urbanistiche, che smentisce le voci di un collegamento con le recenti inchieste giudiziarie.

SORRENTO – La scure dei controlli si abbatte sui dehors della Penisola Sorrentina. Quella che sembrava un’offensiva limitata ad alcuni storici locali, si sta rapidamente allargando, assumendo i contorni di una vera e propria “guerra” amministrativa e urbanistica contro le strutture esterne di bar e ristoranti.

L’ultimo episodio in ordine di tempo si è registrato nel cuore pulsante di Sorrento: un noto bar situato lungo il centralissimo Corso Italia si è visto recapitare un provvedimento di sequestro del proprio dehors.

Un’azione a macchia d’olio: i precedenti a Piano di Sorrento
Il provvedimento sorrentino non è un fulmine a ciel sereno, ma si inserisce in una più ampia e rigorosa campagna di verifiche che sta interessando l’intero comprensorio. Nelle scorse settimane, infatti, a far rumore erano stati gli interventi radicali messi in atto nel vicino comune di Piano di Sorrento.

In quell’occasione, a dover fare i conti con lo smantellamento delle proprie strutture esterne erano state due attività storiche e centralissime: le Tre Arcate nella centralissima Piazza Cota e il Bar Cafiero nella frequentata Piazza della Repubblica.

Nessun legame con l’inchiesta “Sistema Sorrento”
L’estensione dei sequestri a Sorrento ha immediatamente innescato il “chiacchiericcio” cittadino, con molti pronti a collegare l’intervento sui dehors alle recenti e pesanti inchieste giudiziarie (il cosiddetto “Sistema Sorrento”) che hanno travolto il Comune con arresti e misure cautelari legate agli appalti pubblici.

Tuttavia, analizzando la situazione con una visione più ampia e territoriale – vocazione storica di Positanonews, che monitora costantemente le dinamiche di Costiera Amalfitana, Penisola Sorrentina, Capri e Ischia – appare evidente come la vicenda dei dehors sia del tutto slegata dalle vicende giudiziarie in corso.

Il vero nodo: il post-Covid e le regole urbanistiche
Il giro di vite in atto risponde, con molta probabilità, a stringenti problematiche di natura urbanistica e amministrativa. Per comprendere l’attuale rigidità, bisogna fare un passo indietro, agli anni bui della pandemia di Covid-19.

Per fronteggiare le durissime restrizioni sanitarie e garantire il distanziamento sociale, molte amministrazioni comunali (non solo in Campania, ma in tutta Italia) concessero in via del tutto straordinaria e semplificata l’occupazione di suolo pubblico, permettendo a bar e ristoranti di allestire ampi dehors, verande e pedane per lavorare all’aperto.

Oggi, a distanza di anni, il regime di deroga pandemica è ampiamente superato. Le amministrazioni locali e le forze dell’ordine stanno semplicemente ripristinando la legalità ordinaria, esigendo il rispetto rigoroso dei regolamenti edilizi, dei vincoli paesaggistici e dei Piani di Occupazione del Suolo Pubblico. Le strutture che non si sono adeguate alle normative standard o che presentano difformità rispetto alle autorizzazioni originarie, finiscono inevitabilmente nel mirino dei sequestri e degli smontaggi forzati.

La “guerra ai dehors” è appena iniziata e promette di ridisegnare il volto dei salotti cittadini della Penisola Sorrentina in vista dell’imminente stagione turistica.