Il Caso Tordigliano: Un Cancello di Cemento “Chiude” il Mare. Dov’è l’Autorizzazione?
VICO EQUENSE – È una delle perle più selvagge e incontaminate della Costiera, un lembo di paradiso incastonato tra Positano e Piano di Sorrento, ma tecnicamente nel vasto territorio di Vico Equense. Parliamo della spiaggia di Tordigliano (località Chiosse).
Da sempre meta di chi cerca un contatto autentico con la natura lontano dalla folla degli stabilimenti balneari, oggi Tordigliano riserva ai visitatori una “sorpresa” ben poco gradita: un blocco fisico, definitivo e, a quanto pare, avvolto nel mistero amministrativo.
La “Sorpresa” di Cemento
Chi in questi giorni ha tentato di imboccare il sentiero che dalla Statale 163 Amalfitana scende verso il mare, si è trovato di fronte a un ostacolo insormontabile. Non un semplice avviso, non una transenna mobile, ma un cancello fissato con il cemento.
L’installazione impedisce materialmente l’accesso alla stradina che, sebbene attraversi una proprietà privata, è gravata da decenni da un diritto di pubblico passaggio necessario per raggiungere il demanio marittimo, ovvero la spiaggia, che appartiene a tutti.
Trent’anni di Divieti: Sicurezza o Pretesto?
La questione di Tordigliano è complessa e si trascina da oltre trent’anni. Sull’area pendono storiche ordinanze di interdizione a causa del rischio idrogeologico e del pericolo frane. È un fatto noto: la falesia è fragile e la sicurezza pubblica deve essere una priorità.
Tuttavia, la gestione del rischio e la chiusura fisica di un accesso pubblico sono due piani distinti. Le ordinanze sindacali solitamente vietano la permanenza o il transito per motivi di sicurezza, ma l’apposizione di opere edili fisse (come un cancello cementato) su un sentiero di uso pubblico richiede passaggi burocratici ben precisi.
Il Mistero dell’Autorizzazione
Qui sorge l’interrogativo più inquietante sollevato da cittadini e frequentatori abituali: chi ha autorizzato quel cancello?
Stando alle prime verifiche e alle segnalazioni raccolte, non vi sarebbe traccia di alcuna autorizzazione rilasciata dal Comune di Vico Equense per l’installazione di tale barriera.
Se il cancello è stato posizionato da privati proprietari del terreno a monte, come è possibile che si sia proceduto a cementare un accesso senza i dovuti permessi paesaggistici ed edilizi, in una delle zone più vincolate d’Italia? E se l’obiettivo è far rispettare l’ordinanza di interdizione per frana, perché l’intervento non porta la firma dell’Ente pubblico con la relativa segnaletica ufficiale?
Le Domande Aperte
La situazione attuale configura un potenziale abuso che va oltre la semplice disputa tra vicini. Si scontrano due diritti:
La proprietà privata e la sicurezza.
Il libero accesso al mare (zona demaniale).
Chiudere un sentiero storico con il cemento, in assenza di cartellonistica di cantiere o permessi visibili, crea un precedente pericoloso. I cittadini chiedono chiarezza: il Comune di Vico Equense è a conoscenza di questa installazione? Se non è stata autorizzata, si provvederà alla rimozione e al ripristino dei luoghi?
Tordigliano non può essere “cancellata” da una colata di cemento silenziosa. La tutela dal rischio frana è sacrosanta, ma non può diventare l’alibi per privatizzare di fatto un pezzo di Costiera o per avallare interventi edilizi fantasma







