Il molo “pezzotto” di Positano: 20 anni di denunce, interessi inconfessabili e una provocazione per salvare il paese
Ho visto i video che circolano in queste ore su Facebook: sbarchi al limite della follia, passeggeri e operatori in balia delle onde e del pericolo. Immagini che fanno male, ma che purtroppo non mi sorprendono. Nello stesso tempo mi arrivano video e foto di panico ad Amalfi, smpre per le vie del mare, anche li è una guerra , anzi un incubo. Ma mal comune non è mezzo gaudio Parliamo di Positano in particolare dove non abbiamo un porto, anche se c’è un movimento di tre milioni di passeggeri . Quello di Positano è, a tutti gli effetti, un molo “pezzotto”. E non lo scopriamo certo oggi.
Da oltre vent’anni, noi di Positanonews denunciamo questa situazione in maniera costante e pressante: mancanza di controlli, con la Capitaneria che non è presente fisicamente con una sede, falle nella sicurezza e una gestione logistica discutibile.
La sudditanza della Regione e gli “interessi inconfessabili”
Assistiamo da troppo tempo a una grave discrasia nei comportamenti della Regione Campania, a prescindere dal colore e dall’orientamento politico di chi la governa. Quello che emerge è una palese sudditanza agli interessi delle grandi compagnie di navigazione.
L’assalto via mare lo subiscono anche Amalfi e Capri, e questo dimostra che non è solo un nostro problema e che i politici non rinunceranno mai ai loro interessi collegati alle compagnie di navigazione , ma con una differenza sostanziale: loro i porti li tengono, noi no.
A Positano ci sono interessi inconfessabili che passano letteralmente sopra la testa dei cittadini positanesi e, spesso, travalicano i confini della legalità. Parliamo di vicende svolte nelle aule di tribunale. Non dimentichiamo che, solo qualche anno fa, un’inchiesta clamorosa ha coinvolto tutti i livelli della gestione marittima, sfiorando persino la Capitaneria di Porto. Su Positanonews potete trovare decine, centinaia di articoli, foto e video, documentavamo il caos e anche gli sversamenti, per i quali abbiamo avuto anche problemi giudiziari con le compagnie che si sentivano accusate, guai a dire sversamenti inquinanti, bisognava descriverli come sversamenti di dubbia provenienza con apparenza oleosa per non passare guai, che abbiamo passato per difendere il nostro paese. Non replico mai alle critiche o dileggi, mi batterò per la libertà di parola di chiunque, la mia storia parla per me, di quello che ho passato per questo paese, lo so io e mi basta.
Gli errori del passato: da Sciannimanica a Remmese
Le origini di questo disastro vengono da lontano. In passato ho già puntato il dito su quelli che ritengo essere stati i macro-errori progettuali (mi riferisco alla parte del molo firmata dall’ingegner Sciannimanica ), si parlava anche di uno scellerato prolungamento, e noi di Positanonews siamo sempre stati li a dire la nostra.
Abbiamo anche discusso a lungo di alternative valide alla localizzazione di un “porto” nel cuore pulsante del paese, come l’ipotesi di spostare l’approdo a Remmese, progetti storici improponibili. Il percorso di una cogestione attualmente si sta facendo da parte di Positano, Amalfi e Capri, ma non credo che la Regione rinunci ai suoi poteri a prescindere .
La mia provocazione: torniamo al “trabordo”
Non vorrei sembrare un nostalgico, e vi chiedo di prendere questa proposta per quella che è: una forte provocazione, ma con basi concrete. Sono sicuro che non limiteranno mai le corse, è come chiedere di guadagnare di meno con l’attracco più lucroso d’Italia in pratica. Se vogliamo puntare sul fatto che il molo è inadeguato, addirittura pericoloso, impediamolo.
Cosa succederebbe se interdicessimo l’attracco diretto al molo a tutte le grandi imbarcazioni?
Facciamole arrivare a Positano, certo, ma tenendole al largo, come avveniva in passato. Lo sbarco a terra verrebbe effettuato tramite il trabordo con le barche dei noleggiatori positanesi.
I vantaggi sarebbero enormi:
Sicurezza garantita: nessun colosso del mare rischierebbe manovre azzardate su una banchina inadeguata.
Economia locale: si rimetterebbe al centro il lavoro dei nostri operatori storici.
Filtro naturale: sono convinto che questo sistema risolverebbe gran parte del problema dell’afflusso incontrollato, regolando i flussi in base alla reale capacità di accoglienza del paese sia per le difficoltà, i tempi che per i costi che si eleverebbero. .
Come fare?
La strada tecnica e legale per attuare questa rivoluzione è possibile? Forse. Si deve studiare per non rischiare denunce o richieste di risarcimento dalle compagnie di navigazione. Si deve valutare se commissionare una perizia giurata a un ingegnere universitario di chiara fama, che attesti nero su bianco la “non totale sicurezza” dell’attuale molo. Da interdire almeno ai grandi mezzi. La limitazione la vedo difficile, tutti ci hanno provato, ma non solo a Positano, anche in altri comuni.
Sulla base di quel documento, l’Amministrazione potrebbe chiedere l’interdizione della struttura per le grandi stazze, manlevandosi così da ogni responsabilità civile e penale in caso di incidenti (che, guardando i video di questi giorni, sono purtroppo dietro l’angolo). Amici guardate che ogni giorno ne chiedono altre di linee per Positano e, quello che è grave, rifiutano di farle per il Cilento dove davvero servirebbero .
Sicuramente le grandi compagnie ricorreranno al Tar, ma in questo caso per fermarle dovremmo essere tutti compatti, come è successo con i grandi bus che abbiamo tolto sulla SS 163 Amalfitana con associazioni e cittadini, raccolte di firme e senza divisioni.
È una battaglia difficilissima, ne sono consapevole ed il vero problema è che non tutti i positanesi forse sarebbero d’accordo. Auguro a chiunque si trovi a guidare il nostro paese — agli amici e amiche candidati delle due liste , a chi sarà il futuro sindaco, Gabriella Guida o a Michele De Lucia — di fare il meglio per il paese. Prendetela come provocazione, stavamo meglio come stavamo prima. E non lo sapevamo. In bocca al lupo a noi tutti.







