Il paradosso del turismo campano: cartoline dalla Costiera e dalla Penisola Sorrentina, ma i nuovi itinerari regionali la “dimenticano”
La Campania si prepara a svelare il suo volto più autentico. A partire da aprile, una nuova piattaforma regionale metterà a sistema una serie di percorsi esperienziali dedicati alla scoperta dell’artigianato e della profonda cultura del territorio. Un’iniziativa lodevole, annunciata dall’assessore regionale al Turismo, Enzo Maraio, che ha illustrato itinerari pensati come veri e propri viaggi tra botteghe, laboratori e tradizioni produttive.
Nel tracciare la mappa di questo nuovo turismo identitario, la Regione ha citato diverse aree: dall’area vesuviana al casertano, dal Sannio al Cilento, fino al salernitano e all’Irpinia. Un elenco ricco, in cui però spicca un’assenza “pesante”: quella della Penisola Sorrentina e della Costiera Amalfitana.
L’appello di Atex: “Pronti a dare il nostro contributo”
A stretto giro è arrivata la reazione, propositiva e decisa, del comparto turistico locale. Attraverso una nota congiunta, i vertici di Atex Campania hanno bussato alle porte di Palazzo Santa Lucia per chiedere di essere integrati nel progetto.
“Anche la Penisola Sorrentina è interessata a essere presente in questa iniziativa”, scrivono i rappresentanti dell’associazione. “Le chiediamo quale sia il riferimento della Regione da contattare per conoscere le modalità di presentazione dei ‘nostri’ itinerari. La Penisola Sorrentina può dare un valore importante a tale iniziativa e non vuole rimanere esclusa da questa bella opportunità”.
L’appello porta le firme dei massimi esponenti territoriali e di settore: Sergio Fedele (Presidente Atex Campania), Andrea Cannavacciuolo (Vice Presidente Atex Campania), Pietro Cannavacciuolo (Presidente Atex Meta), Giovanni Rosina (Presidente Atex Sorrento), Vincenzo Califano (Presidente Atex Enogastronomia) e Federico Iaccarino (Presidente Atex Artigianato).
La riflessione: il paradosso della “luce propria”
L’esclusione (voluta o accidentale) delle nostre coste da questo primo annuncio apre lo spazio a una pacata e costruttiva riflessione editoriale. Spesso, nei piani di promozione turistica del governatore Vincenzo De Luca e della Regione, Penisola Sorrentina e Costiera Amalfitana sembrano essere date per scontate.
L’idea di fondo, radicata nei palazzi istituzionali, è che queste perle brillino di luce propria e non necessitino di ulteriore pubblicità. Tuttavia, la realtà è più complessa. Se da un lato è vero che il brand “Costiera” si vende da solo, dall’altro si assiste frequentemente a un paradosso comunicativo: le istituzioni promuovono giustamente lo sviluppo di altre bellissime aree interne della Campania, ma per trainare le campagne pubblicitarie a livello internazionale finiscono immancabilmente per utilizzare le immagini iconiche di Positano, Amalfi o Sorrento.
Senza alcun intento polemico, ma con puro spirito di osservazione, ci preme sottolineare che anche le nostre eccellenze artigianali (dalla tarsia lignea ai sandali su misura, fino alla gastronomia d’eccellenza) meritano di far parte di un racconto corale. Perché la Campania è un mosaico, e senza i tasselli della Penisola Sorrentina e della Costiera Amalfitana, il capolavoro non può dirsi completo.







