Entrando nel Ritrovo per me era come entrare in un rifugio a casa e qui vedevo improvvisamente la luce di Velia. A Montepertuso, sopra Positano, quel locale non era un semplice indirizzo, ma un vero e proprio crocevia dell’anima. Ricordo le serate e le nottate infinite passate lì, a volte per smaltire l’amarezza di un amore non corrisposto, altre per condividere una gioia pura con gli amici di sempre. Ricordo le chiacchierate con Gaetano, compagno di quel breve ma intenso periodo alla facoltà di Giurisprudenza a Napoli, studiavamo nel giardino, dove ci raggiungeva qualche volta Nunzia; le risate con Paolo; i momenti con Michele “o Beat”, che raggiungevo di ritorno dalla Caserma della Forestale. Poi gli allenamenti da Gaetano Mazzacano, accolto dalla sua bellissima famiglia, la passeggiata e gli esercizi alla Pineta fino alla Fontana Vecchia, poi le partite a carte dove ricordo Aldo La bussola delle nostre giornate puntava sempre e solo in un’unica direzione: il Ritrovo.
E in quel rifugio, Velia era una presenza vitale. Bella, solare, luminosa: emanava una luce pura. Una donna straordinaria, una lavoratrice instancabile con una bontà che non conosceva limiti. Si percepiva subito quanto fosse unica, e quella stessa incommensurabile forza la sta dimostrando oggi, nell’affrontare la malattia. Il suo dono più grande è una profonda gratitudine per ogni cosa, un atteggiamento verso la vita che ci commuove nel profondo dell’animo. Ma Velia non è solo una donna coraggiosa, è anche straordinariamente capace con le parole: i suoi post su Facebook sono come una dolce carezza, esattamente come il suo libro, che si posa oggi come una carezza meravigliosa sui miei ricordi.
Ci sono luoghi, infatti, nei quali si entra per un caffè e dai quali, senza quasi rendersene conto, si finisce per non andare più via. Da semplici spazi fisici si trasformano in incontri, relazioni, affetti. E qualche volta diventano, appunto, casa. È proprio questo il filo sottile che attraversa Il Ritrovo – Finding Home, il libro nato dall’esperienza di Velia De Angelis in Costiera Amalfitana e dall’incontro profondo con Salvatore Barba, la sua famiglia e il loro microcosmo.
Tutto comincia quasi per caso. Velia vive a pochi passi dal ristorante e quel semplice caffè quotidiano si trasforma in una presenza costante. Prima la curiosità per la pasta fresca, poi i dolci, fino a entrare sempre più in profondità nel cuore battente della cucina, lavorando fianco a fianco con Salvatore.
Prende vita così un’opera che si rifiuta di essere soltanto un ricettario. Il Ritrovo – Finding Home racconta prima di tutto le persone che si incrociano, le famiglie che accolgono, le tradizioni che si tramandano e quei piccoli, imprevedibili casi della vita capaci di cambiare il nostro percorso. Al centro di tutto c’è Salvatore, raccontato non solo nella sua veste di chef, ma come uomo dentro il suo regno. Il suo è un universo fatto di gesti antichi e quotidianità, arricchito dalle storie di coloro che, arrivati da ogni parte del mondo, hanno varcato quella porta.
Tra le pagine prendono vita i piatti e i ricordi di Luisella, l’attesa per le verdure fresche portate da Domenico, il lavoro incessante di una famiglia che ha trasformato la cucina e l’ospitalità in un vero e proprio modo di vivere. E, intrecciate a tutto questo, ci sono le esperienze della stessa Velia, che attraverso quell’ambiente ha osservato, imparato e sperimentato le preparazioni di casa.
«Il Ritrovo non vuole essere semplicemente un ricettario – spiega l’autrice – È il racconto di Salvatore Barba nel suo mondo: il luogo in cui tradizione, famiglia e ospitalità si incontrano ogni giorno». Un racconto in cui la cucina diventa una lingua universale, fatta non solo di ciò che arriva nel piatto, ma delle mani che lavorano, delle ricette custodite, delle risate e dei ricordi condivisi a tavola.
A rendere il tutto ancora più prezioso sono le immagini. L’autrice rivolge un ringraziamento sentito a Rosa Cinque, autrice della suggestiva fotografia scelta per la copertina, e a Giuseppe Di Martino, i cui scatti ci restituiscono la magia delle mani in pasta e la vivacità quotidiana della cucina.
Il titolo stesso, Finding Home, racchiude l’essenza più intima di questo progetto: trovare casa senza averla cercata, attraverso un incontro casuale che si trasforma nel tempo in un profondo senso di appartenenza. Perché alla fine, questo libro ci ricorda una verità tanto semplice quanto straordinaria: come un luogo possa diventare rifugio, un incontro possa farsi famiglia e come una storia, se vissuta con il cuore, possa trasformarsi in una memoria preziosa da conservare per sempre.
Un abbraccio affettuoso a Velia , ogni volta che vado al Ritrovo vedo il tuo sorriso luminoso mentre entravi ed uscivi dalla cucina durante il tuo lavoro . La tua è una presenza speciale per tutti noi
Fonte : PositanoNews.it







