27

Nov
2020

In un anno difficile per il Covid, la notizia più bella è la stella al Lorelei a Sorrento

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In un anno difficile per il Covid, la notizia più bella è la stella al…

In un anno difficile per il Covid, la notizia più bella è la stella al Lorelei a Sorrento . Parliamo della Penisola Sorrentina e Costiera amalfitana, l’area della Campania, fra province di Napoli e Salerno, di cui si occupa Positanonews.it e il blog Enogastronautanews. Questa stella, che a noi di Positanonews non sorprende vista la location eccezionale e la professionalità di tutto lo staff ,  è particolarmente bella perchè si tratta di una nuova apertura voluta dalla famiglia Apuzzo, albergatori che da Meta si sono affermati in Penisola Sorrentina e hanno investito anche a Positano con lo stupendo albergo “Posa, Posa” . Insomma un valore ad imprenditori veri che scommettono sul futuro e vengono, e verranno, premiati, perchè la Costa di Sorrento e d’ Amalfi rimangono aree che hanno un’attrattiva enorme dove il turismo riprenderà prima di altri posti alla fine di questo periodo. Una analisi in generale sulla situazione dei ristoranti la fa Luciano Pignataro su Il Mattino .
Ben 19 chiusure per cessata attività e dieci ristoranti che, pur aperti, hanno perso la stella. Insomma, il Covid ha colpito circa il dieci per cento del sistema Michelin Italia e non è certo poco. La città che più è colpita è proprio Milano. In questo quadro molto difficile, e che è inutile ripetere nei suoi contorni di limitazioni di orario, due lockdown, spese per mantenere l’attività in sicurezza, possiamo dire che la Campania, terza regione d’Italia con se locali bistellati e 38 stellati ha tenuto e chiude la partita in pareggio. Un ristorante ha chiuso, parliamo di Locand Severino a Caggiano, due non hanno confermato la stella, Casa del Nonno 13 a Mercato San Severino e Il Riccio a Capri che sigilla una stagione da dimenticare per l’Isola. In compenso ci sono tre stelle nuove, la prima è Relais Blu che non è nuovo a questa vetrina, mentre gli altri due, e questo è il segnale incoraggiante, sono due nuove aperture. Parliamo del Lorelei Hotel a Sorrento dove in cucina lavora Ciro Sicignano e a Nola Re Santi e Leoni. Si tratta di investimenti importanti che sono stati mantenuti nonostante il periodo difficile.
Non sono gli unici, visto che la vivacità campana in questo settore è stata confermata da altri investimenti importanti che avrebbero meritato più attenzione, ma quest’anno laRossa, di solito sempre generosa con il Sud, sicuramente più delle guide italiane, è apparsa un po’ arroccata al Nord.
Diciamoci la verità, non c’è stato il tempo per battere l’Italia in lungo e in largo e ledistanze nel Mezzogirono sono davvero pesanti. Nessuna novità in Calabria, una in Puglia con Casa Sgarra (che però prima era all’Umami di Andria), una nella vicina Basilicata, a Lavello dove il Don Alfonso ha aperto un pop nel Resort San Barbato. Nulla di nuovo neanche in Sicilia nonostante le attese e le premesse.
A proposito di Don Alfonso, è alla famiglia Iaccarino che è andato il nuovo riconoscimento di quest’anno, parliamo della stella verde che segnala una attenzione alla compatibilità ambientale non solo nel piatto ma nella gestione complessiva del ristorante. Ancora una volta il Don Alfonso è apparso un precursore, non dimentichiamo l’investimento a Punta Campanella. Oltre al Don Alfonso, l’altra stella verde del Sud è stata assegnata a Dattilo in Calabria. Anche in questo caso due su tredici ci sembrano davvero poche per un territorio vasta come il Mezzogiorno.
In ogni caso è sicuramente stata una edizione di transizione, nessun nuovo tre stelle, le novità sono state abbastanza contenute. Resta da considerare come andrà avanti il sistema ristorativo, stretto tra la necessità di salvaguardare un certo livello nel servizio come nella qualità dei piatti e le gravi limitazioni agli orari di aperture e al movimento turistico, essenziale per alcune zone come la Penisola Sorrentina e città come Roma e Firenze.
La catastrofe Covid sembra aver risvegliato le coscienze di molti ristoratori che improvvisamente, pur essendo la categoria che forse più di tante altre caratterizza l’italianità agli occhi del mondo, è quella meno rappresentata nel confronto con le istituzioni locali e centrali. Già il fatto che sia equiparata ai bar appare paradossale in questa gestione pandemica.
Ad ogni buon conto il sistema ha retto, adesso bisogna vedere però quanto lunga ancora sarà questa guerra.

Fonte : PositanoNews.it

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