Penisola Sorrentina

Inchiesta Sorrento, la Procura stringe il cerchio: il “dominus” Coppola e la rete degli appalti truccati

Una fitta rete di favoritismi, commissioni addomesticate e bandi “cuciti su misura”. È questo il grave quadro accusatorio che emerge dalla complessa indagine sul cosiddetto “Sistema Sorrento”. L’inchiesta, condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata dalla Procura di Torre Annunziata, ha subito una decisa accelerazione negli ultimi giorni: sono ben 15 le persone convocate per essere interrogate la prossima settimana, un segnale chiaro di come il cerchio investigativo si stia stringendo.

Il “Dominus” e il Meccanismo Opaco

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, al vertice di questa piramide di potere ci sarebbe l’ex sindaco Massimo Coppola. Sarebbe lui la figura chiave attorno alla quale ruotava una sofisticata macchina amministrativa capace di pilotare l’esito di appalti e concorsi pubblici, intervenendo in ogni fase della procedura, dalla genesi fino all’assegnazione finale.

La strategia, secondo le accuse, era basata su una regolarità solo di facciata. Le procedure sembravano rispettare la legge sulla trasparenza, ma di fatto erano svuotate di ogni reale competitività attraverso alcune mosse mirate:

Commissioni “Su Indicazione”: Le nomine dei giudici, come nel caso della campagna marketing, non sarebbero state casuali o basate sul merito, ma dettate dall’alto per garantire un controllo preventivo sugli esiti.

Pressioni sui Funzionari: I responsabili dei procedimenti amministrativi sarebbero stati oggetto di condizionamenti per pilotare i passaggi burocratici chiave.

Frazionamento Artificioso: Gli appalti più grandi venivano spezzettati in lotti minori. Un escamotage “artificioso” per aggirare le soglie di legge che impongono bandi pubblici europei, permettendo così l’uso di affidamenti diretti, riducendo i controlli e massimizzando la discrezionalità nella scelta delle ditte.

I Casi Emblematici: Dal Teatro Tasso allo Stadio Italia

Le carte dell’inchiesta si soffermano su alcuni episodi specifici che illustrano perfettamente il presunto modus operandi del sistema:

Il Teatro Tasso e la finta concorrenza: Per l’assegnazione della struttura si è celebrata una gara che aveva solo l’apparenza della competizione. A partecipare sono state unicamente due aziende, che, secondo le indagini, facevano capo allo stesso centro di interessi. Un espediente per ridurre la libera concorrenza a una mera formalità burocratica.

Lo Stadio Italia e le carte in anticipo: Ancora più eclatante il caso dello stadio. In questo frangente, la documentazione tecnica sarebbe stata redatta da un “soggetto collegato” prima ancora che la procedura di gara venisse ufficialmente aperta. I documenti sarebbero poi stati forniti in anticipo a una cerchia ristretta di “imprenditori preselezionati”, orientando di fatto l’intero appalto ancor prima del fischio d’inizio.

Il mosaico ricostruito dalle fiamme gialle descrive, in sintesi, una presunta regia occulta distribuita su più livelli: un sistema rodato per piegare la cosa pubblica a interessi privati. I prossimi interrogatori saranno cruciali per confermare l’impianto accusatorio e definire le singole responsabilità.