15

Ott
2019

Intervista al 36enne pizzaiolo Sasà Martucci, da Caserta alla Costiera Amalfitana grazie alla Pizza

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Oggi parliamo con Sasà Martucci, 36 anni, pizzaiolo e proprietario della pizzeria I Masanielli di…

Oggi parliamo con Sasà Martucci, 36 anni, pizzaiolo e proprietario della pizzeria I Masanielli di Sasà Martucci di Caserta in via Vivaldi 23, reduce da due eventi in importanti strutture alberghiere della Costiera Amalfitana.

Come ti sei avvicinato al mondo Pizza? 

Mi sono avvicinato a questo mondo sicuramente per le esigenze familiari di quell’epoca, tempi duri per noi e quindi lavorare era quasi un obbligo per dare una mano a casa. In famiglia, grazie ai miei due zii, in un certo senso c’è stata sempre questa vicinanza al mondo pizza quindi questo mio avvicinamento è avvenuto in maniera quasi naturale.

Parlaci un po’ del tuo percorso lavorativo.

Poco più che adolescente in via Roma a Caserta, presso ‘Pizza Napoli’, c’è stata la mia prima esperienza dove in prima persona portavo avanti una pizzeria, l’ho fatto per quasi quattro anni. Ero un tuttofare, facevo le consegne con il motorino, con qualsiasi evento meteorologico. C’erano giorni in cui zuppo fradicio per la pioggia non avevi nemmeno la riconoscenza della gente per asciugarti, ma questo non mi fermava, anzi mi dava sempre più voglia di realizzare il mio sogno. Dopo i 5 anni da mio zio Franco Pagliaro al “Solito Posto” e gli anni con l’attività di famiglia, finalmente nel 2016 sono riuscito ad avere un locale tutto mio. Ho voluto cavalcare l’onda positiva della pizzeria di famiglia, ormai ero pronto al grande passo ed a soddisfare la grande clientela che già affollava la nostra vecchia pizzeria. Mi è venuto subito in mente di realizzare questo progetto dove tutto ha avuto inizio per me, ovvero quei locali che ospitavano mio zio Francesco e dove sono cresciuto professionalmente e mi hanno visto diventare quello che sono oggi. Finalmente inizio a gestire un locale tutto mio, vedo coronare un sogno fatto di sacrifici con i piedi però sempre ben saldi a terra.

Chi è stato il suo maestro?

In realtà i miei maestri sono stati due, i miei zii Dino e Francesco Pagliaro, ovviamente entrambi pizzaioli. Sono rimasto affascinato da questo mondo grazie a mio zio Dino, ovviamente tutto gradualmente all’inizio facevo il lavapiatti, lavoravo in sala e poi magari a fine serata iniziavo a prendere dimestichezza con i panetti. Poi quando lasciai l’attività di famiglia approdai nella pizzeria “Solito Posto” di Franco Pagliaro, dove per 5 anni ho portato avanti la mia formazione professionale, dove sicuramente ho appreso tantissimo riuscendo a diventare responsabile dei pizzaioli.

Che cos’è per te questo lavoro?

Questo lavoro per me è Vita, non credo di poter vivere senza “ammaccare” pizze ogni giorno, ma soprattutto senza render felice ogni mio cliente. Senza dimenticare il mio staff, di cui mi fido ciecamente, e i ragazzi affetti da sindrome di Down del progetto Happy Hand che sono pilastro portante del mio servizio. Ecco perchè sono orgoglioso che la mia intera vita giri attorno al fantastico mondo della pizzeria I Masanielli di Sasà Martucci.

La pizza a cui tieni di più?

Mai risposta fu più facile per me, ovviamente le pizze dedicate alle mie due bambine Sharon e Mariasole. La prima con broccoletti baresi, ‘Nduja di Spilinga, stracciata di vaccino, maialino nero casertano, scaglie di Provolone del monaco DOP e olio evo Koinè dedicata alla mia primogenita e la Mariasole con stracciata di vaccino, carciofo arrostito paesano, olive infornate, scaglie di tartufo nero, olio evo Koinè

Quale tipo di futuro per i pizzaioli in Italia e nel mondo?

Penso che oggigiorno buona parte dei miei colleghi sia più interessata ad apparire piuttosto che a fare. Sono quasi ossessionati da giornalisti, critici, influencer. Sarebbe meglio, a mio parere, dedicarsi a chi ci permette di vivere della nostra passione, ovvero i clienti, ai quali va tutta la mia gratitudine, perchè senza di loro non esisterebbe Sasà Martucci. Torniamo a fare le pizze.

La pizza viene abbastanza tutelata?

Oggi c’è sicuramente una sovraesposizione di tutto quello che ruota intorno al mondo pizza, in buona parte dei casi questo ha fatto bene al prodotto, perchè sicuramente ha alzato l’asticella della qualità non solo a Napoli o in Italia ma in tutto il mondo. Credo che quindi, si, la pizza sia sufficientemente tutelata e trovo sterili le polemiche sulle varie tipologie di pizza ed impasti, a mio modo di vedere c’è una sola discriminante: la bontà del prodotto.

Progetti futuri?

Chi mi conosce, frequenta il mio locale, o semplicemente mi segue sui social sa bene quanto tenga ai miei ragazzi purtroppo affetti da Sindrome di Down, sono sicuramente tra i miei più validi collaboratori ed è proprio per questo che il mio prossimo progetto sarà sicuramente insieme a loro. Al di là della loro bravura sul lavoro, ho intenzione di portare avanti questo progetto perchè vederli a lavoro mi riempie di gioia, e credo che un pò di questo spirito venga trasmesso anche ai clienti che tutti i giorni riempiono il mio locale. Questa è la strada che intendo percorrere.

Ringraziamo Sasà Martucci per l’intervista, e non vediamo l’ora di essere a Caserta per mangiare la sua pizza o che sia di nuovo ospite nella nostra bella Positano.

Fonte : PositanoNews.it

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