La Statale Amalfitana non è una pista: allarme sicurezza per le moto a folle velocità
Un nastro d’asfalto sospeso tra la roccia e il mare, celebre in tutto il mondo per la sua bellezza mozzafiato, ma che troppo spesso viene scambiato per una pista da corsa. In queste ore si moltiplicano le segnalazioni da parte di residenti e automobilisti allarmati: lungo la Statale 163 Amalfitana si registrano gruppi di motociclette che sfrecciano a velocità del tutto incompatibili con la natura della strada.
Il rombo dei motori che riecheggia a tutto gas tra i tornanti della “Divina” è un vero e proprio campanello d’allarme per la sicurezza pubblica. Affrontare curve cieche, improvvise strettoie e gallerie a velocità sostenuta significa innescare una potenziale tragedia. Un comportamento sconsiderato che mette a repentaglio non solo la vita dei centauri stessi, ma anche quella delle decine di automobilisti, ciclisti, autisti di bus e pedoni che ogni giorno percorrono questa arteria fondamentale.
Un appello al buon senso e alla responsabilità
La Statale Amalfitana è una strada tanto meravigliosa quanto insidiosa, che non concede il minimo margine di errore. Trasformare i suoi 50 chilometri di curve in una sfida contro il cronometro o in una prova di abilità non è audacia, è pura incoscienza.
L’appello, rivolto a tutti gli amanti delle due ruote, è netto: abbassate il gas. La Costiera va vissuta e ammirata, non sfidata. In attesa che le forze dell’ordine intensifichino i controlli stradali per sanzionare questi comportamenti, l’invito alla prudenza resta l’arma principale per evitare l’ennesimo dramma sull’asfalto. Rispettare i limiti significa rispettare la vita: la propria e quella degli altri.







