21

Gen
2020

Maiori . Una riflessione sulla celiachia “malattia sociale”. Intervista ad Adele Laudano

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Maiori, Costiera amalfitana . Una riflessione sulla celiachia , una “malattia sociale” , come è…

Maiori, Costiera amalfitana . Una riflessione sulla celiachia , una “malattia sociale” , come è stato finalmente riconosciuto dopo anni dalla legge. Noi di Positanonews vogliamo evidenziare questa problematica che vede ancora poca attenzione da parte di tante attività anche in Costa d’ Amalfi e Sorrento . Ringraziamo Valeria Civale che ci ha fatto riportare un tale qualificato intervento di Adele Laudano *

Nel   numero  odierno de “Il  quotidiano  del   Sud  “Adele  Laudano  del  direttivo   Aic  Campania  nell’  intervista  rilasciata evidenzia le criticità  di una malattia la celiachia. L’occasione è un anniversario importante per l’associazione Aic che opera da ben quaranta anni.

Adele  Laudano   in  particolare  ha  scoperto  di  essere   celiaca  da adulta  dopo   un anno di indagini.

Per   Adele  da  amante  della cucina mediterranea  fare delle  rinunce al classico pane  e  pasta   è   stato   un piccolo  trauma   ma il   giovamento  che ne ha tratto  è   stato  tale da superarlo  agevolmente, anche perché   la nascita  del  primo   figlio ha  allietato e  ricompensato  la giovane   donna dei sacrifici.Successivamente poi   è giunta la seconda figlia che  si  è  scoperto  soffrire  della  stessa.

Adele ritiene  che  per  un adolescente  in genere   sia più  difficile  affrontare  le  conseguenze  di  una  malattia  .   La  capacità  di adattamento  ad una situazione che  “disturba”  la  vita  sociale  di   giovani   che    vorrebbero  mangiare  solo   mangiarsi   una  pizza  con  gli   amici.  Lei invece donna forte la affronta in maniera   tenace e segueilregime  alimentare  prescritto con molto scrupolo.   Adele    inoltre sensibile al   problema  ha quindi deciso  di  dedicare il proprio impegno all’  interno   dell ‘associazione   per  porre all’ attenzione  della    società le  implicazioni  di una diagnosi che  può e deve  essere    affrontata   con  serenità.

L’ esperienza   di  Adele   è  comune  a  Luca   Marrone  che   ne soffre  dall’  età di sette    anni e  sottolinea  come  negli  anni  questi   pazienti hanno  trovato maggiori facilitazioni  nell  affrontare la  celiachia.

Il notevole  aumento  di  casi riscontrati  ne    ha    determinato la  classificazione da  malattia rara  a  cronica  che   rientra  nei livelli  essenziali   d’ assistenza   per i controlli   periodici.  Ma il bonus mensile per l’acquisto di alimenti è stato ultimamente ridotto.

In Costiera  i locali che offrono menù per i celiachi venendo incontro alle loro esigenze sono ancora pochi. Questo è un aspetto da non trascurare . A Salerno invece sono ben 21 i locali certificati.

Il numero residuo di locali in generale risiede nella paura riscontrata dei gestori di essere sottoposti a controlli periodici.   Nella provincia di Salerno i casi sono ufficialmente cinquemilacinquecento.

L’impegno dell  ‘Aic ha comunque prodotto dei risultati  in quanto dal 2005 la celiachia è riconosciuta come malattia sociale ( Legge  4 luglio 2005  n.123 norme per  la protezione dei soggetti celiaci) e incominciano campagne di sensibilizzazione sul tema.

*Adele Laudano di Maiori è vicepresidente  dell’A.I.C. (Associazione Italiana Celiachia) Campania, guidata da Teresa D’Amato

 

Quale è il problema?
Cosa è la celiachia?

La Malattia Celiaca (o Celiachia) è una infiammazione cronica dell’intestino tenue, scatenata dall’ingestione di glutine* in soggetti geneticamente predisposti.
* Il glutine è un complesso proteico presente in alcuni cereali (frumento, segale, orzo, avena, farro, spelta, kamut®, triticale)

Cosa accade a chi è celiaco?
I sintomi

La celiachia è caratterizzata da un quadro clinico variabilissimo, che va dalla diarrea profusa con marcato dimagrimento, a sintomi extraintestinali, quali anemia, astenia, amenorrea, infertilità, aborti ricorrenti, bassa statura, ulcere del cavo orale, osteoporosi, dolori articolari, dermatiti, edemi, alopecia, alla associazione con altre malattie autoimmuni, fino a complicanze molto gravi quali l’epilessia con calcificazioni cerebrali o il linfoma intestinale.

Come cambia la vita delle persone?

Le persone celiache devono modificare la loro dieta per tutta la vita, escludendo rigorosamente tutti gli alimenti che contengono glutine ed evitando ogni trasgressione. Inoltre è necessario ridurre il più possibile le contaminazioni, i rischi di “assunzione nascosta” di glutine a causa di comportamenti errati. A incidere sulla vita delle persone, oltre alla modifica permanente del regime alimentare, è la relazione con gli altri in contesti che prevedono pasti fuori casa: dalla scuola al lavoro, dal viaggio ai momenti di svago con gli amici. Dal 2005 la celiachia è riconosciuta “malattia sociale”.

Quale è la soluzione?

Per iniziare a stare meglio è importante innanzitutto ricevere una corretta e veloce diagnosi di celiachia, seguendo l’iter corretto e senza ricorrere a test per l’autodiagnosi. La diagnosi di celiachia avviene attraverso le seguenti fasi fondamentali: l’esame del quadro clinico, gli esami del sangue specifici, la biopsia intestinale. Per conoscere la propria diagnosi è fondamentale non eliminare il glutine dalla propria dieta prima di aver completato tutti gli accertamenti, compresa la biopsia intestinale. Per portare la celiachia ad uno stato di remissione dei sintomi, ad oggi, è necessario seguire la dieta senza glutine per tutta la vita. Nella dieta delle persone celiache sono presenti sia alimenti naturalmente privi di glutine sia prodotti lavorati a contenuto in glutine inferiore a 20 ppm (20 mg/Kg) definiti, dalla norma, “gluten free” o “senza glutine”. Molti alimenti “per tutti”, come cioccolato, snack e alcune bevande, sono adatti ai celiaci se riportano “senza glutine” in etichetta. Ingerire piccole quantità di glutine comporta danni per i pazienti, anche in assenza di sintomi evidenti.

Esisterà una cura in futuro?

Diverse sono le prospettive terapeutiche alternative alla dieta che sono oggi oggetto di studio. Si tratta di studi in fase iniziale che necessitano ancora di molti anni per giungere a risultati definitivi (in positivo o in negativo).

Quante persone riguarda?

La celiachia è la più frequente intolleranza alimentare a livello globale, con una prevalenza media di circa 1%. Questo significa che in Italia le persone celiache stimate sono appunto l’1% della popolazione, circa 600.000 persone. Si tratta di una prevalenza riscontrabile anche nel resto del Pianeta, nonostante ci siano variazioni percentuali maggiori in alcuni paesi rispetto ad altri. Si prevede che nel 2050 la Terra sarà abitata da 9 Miliardi di persone: ben 90.000.000 saranno celiache e dovranno nutrirsi senza glutine. Oggi molte persone non conoscono ancora la loro diagnosi: nel nostro Paese sono diagnosticate circa 200.000 persone. Oltre 400.000 pazienti non sanno di essere celiaci e purtroppo il percorso che porta alla diagnosi è ancora difficoltoso e lungo, basti pensare che in media occorrono 6 anni per ricevere la diagnosi di celiachia.

Puo riguardare anche me?

Nei bambini la celiachia si manifesta solitamente a distanza di circa qualche mese dalla prima introduzione del glutine nella dieta ma può presentarsi anche dopo il 2°-3° anno di vita. Un tempo ritenuta una patologia esclusivamente pediatrica, oggi sappiamo che la celiachia può presentarsi a qualsiasi età ma spesso per gli adulti non viene presa subito in considerazione. Se si sospetta di essere celiaci è importante rivolgersi sempre al medico e evitare qualsiasi forma di autodiagnosi.

È una patologia che si può trasmettere?

La celiachia ha una componente genetica, per questo figli e fratelli di persone che ne soffrono hanno una probabilità maggiore di sviluppare la patologia (circa il 10%, rispetto all’1% della generalità della popolazione). La celiachia non è una patologia infettiva.

Cosa posso fare per aiutare una persona che soffre di celiachia?

A casa, se devi preparare pasti per una persona che soffre di celiachia, segui alcuni semplici accorgimenti, come prestare attenzione ad usare utensili e pentolame pulito accuratamente dopo essere stato usato per cuocere cibi con il glutine. Non contaminare gli alimenti senza glutine con cibi che lo contengono attraverso posate o superfici sporche. Presta attenzione alla scelta degli alimenti: riso, mais, miglio, quinoa, amaranto, frutta, verdura, legumi, latte, carne, pesce, uova sono tutti alimenti naturalmente senza glutine. Anche la passata di pomodoro, il formaggio e altri prodotti trasformati vanno bene, per tutti gli altri, controlla che in etichetta ci sia l’indicazione “senza glutine”.

Per maggiori informazioni.

Se sei un ristoratore, aderisci al programma AIC Alimentazione Fuori Casa senza glutine.

Fonte : PositanoNews.it

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