Maiori verso il voto: è rebus liste, spunta l’ipotesi “pokerissimo” di candidati
La macchina elettorale a Maiori ha ingranato la quarta e, a giudicare dai movimenti nel sottobosco politico, si preannuncia una corsa a ostacoli quanto mai affollata, a differenza dagli altri comuni, a Positano e Amalfi, qui difficilmente si faranno solo due o tre liste, in passato si è arrivati a oltre 100 candidati , la pluralità di liste favorisce sempre l’uscente e quindi Antonio Capone potrebbe avere di nuovo la vittoria in tasca. Dimenticate i duelli testa a testa: lo scenario che si va delineando per le prossime amministrative è quello di una frammentazione estrema, con l’ipotesi concreta di vedere ai nastri di partenza ben quattro, se non addirittura cinque liste.
Cosa faranno i “NoDep” “No Tunnel”
La vera variabile di questa tornata potrebbe arrivare dal fronte civico e ambientalista. Il Comitato “No Tunnel”, ma anche i No Dep, insomma tutti coloro che hanno detto no al Depuratore consortile , da anni in trincea contro la controversa opera pubblica, sembra intenzionato a trasformare la battaglia sociale in proposta politica diretta. Il nome che circola con maggiore insistenza nei corridoi è quello di Mario Civale: una candidatura che, se confermata, potrebbe catalizzare il voto d’opinione e trasversale, sparigliando le carte ai partiti tradizionali. Ma è davvero difficile data l’età . La verità è che non si è costruita una alternativa politica in questi anni, con il rischio di ritrovarsi di nuovo a guidare il paese colui il quale vuole il depuratore e il tunnel, come è avvenuto a Minori con Andrea Reale, insomma i due sindaci più attaccati della storia della Costiera amalfitana si ritroverebbero a guidare i rispettivi paesi e continuare l’asse fra di loro per i relativi progetti avversati dalla maggior parte della cittadinanza e dagli ambientalisti.
Chiara Gambardella vera incognita
Chi potrebbe scalpitare per un ruolo da protagonista è Chiara Gambardella, l’avvocatessa ha tutti i diritti e titoli , dopo tanti anni di amministrazione, per potersi candidare a sindaco, come sembrava poter essere per la riforma che impediva il doppio mandato a sindaco, ma difficilmente Antonio Capone mollerà l’osso.
I candidati le alleanze e gli outsider
Non sta a guardare l’esperienza di Salvatore Della Pace, l’ex sindaco è stato il più combattivo in opposizione in Consiglio comunale e sembra pronto a rimettersi in gioco, forte di un radicamento storico sul territorio e di una notevole scaltrezza politica .Mentre si consuma il “totonomi”, si lavora anche di fioretto per le alleanze. Prende corpo l’ipotesi di un ticket – o comunque di una forte sinergia – tra Lino Scannapieco e la Mammato, un asse che potrebbe aggregare diverse anime del dissenso e del civismo maiorese. Infine, ma non per importanza, resta in campo l’opzione Elvira D’Amato: il suo nome resta uno dei più quotati per guidare una delle corazzate pronte a sfidarsi per la fascia tricolore, ma l’ex questore non ha ancora sciolto le riserve su una sua ex candidatura . Comunque la politica nei piccoli centri è questione di matematica e di famiglie e incroci che , in presenza di più liste, farebbero vincere tranquillamente Capone, anche con la minoranza del consenso del paese, come è avvenuto in paese. Il “Divide et impera” sicuramente Capone conosce bene e lo applica alla perfezione. La nostra è una analisi forzatamente generica anche perchè , a differenza di Amalfi, non vi sono chiari e diretti interventi sulle elezioni, a parte l’appello, finora inascoltato, del Comitato, all’unità.







