Entrare nella Sala Museale “Matteo Di Lieto” di Atrani significa, in questi giorni, intraprendere un viaggio. Non soltanto attraverso le opere di Mario Apuzzo, ma dentro un universo artistico costruito in oltre cinquant’anni di ricerca, dove luce, memoria, materia e spiritualità si fondono in un linguaggio personale e riconoscibile.
L’antologica “Mediterranea – Omaggio ad Atrani. Il sogno continua in Costa d’Amalfi”, inaugurata lo scorso 30 luglio e visitabile fino al 30 agosto, rappresenta una delle esposizioni più significative dedicate all’artista originario di Minori, da decenni residente e attivo a Terzigno, protagonista di un percorso creativo che attraversa pittura, grafica, scultura e ceramica.
Sin dai primi passi all’interno del museo si percepisce come il titolo della mostra non sia casuale. Il Mediterraneo diventa una dimensione culturale e spirituale. Ogni opera sembra custodire frammenti di storia, archeologia, paesaggi interiori e richiami alla civiltà classica, reinterpretati con uno stile contemporaneo che invita continuamente alla riflessione.
Le tele catturano immediatamente l’attenzione. I colori, mai gridati, costruiscono atmosfere sospese, mentre la luce diventa la vera protagonista della narrazione artistica. È quella luce di cui lo stesso Apuzzo parla da anni come elemento capace di rivelare il mistero delle cose, trasformando il paesaggio in esperienza emotiva.
Accanto ai dipinti trovano spazio le sculture, realizzate in bronzo, pietra lavica e altri materiali che l’artista lavora con grande sensibilità. La materia appare viva, plasmata in forme essenziali che richiamano il rapporto tra uomo e natura, tra memoria e futuro. Anche i gioielli-scultura, esposti in una sezione dedicata, raccontano la stessa poetica, trasformando piccoli oggetti in vere opere d’arte.
Particolarmente suggestivo il dialogo che si crea tra le opere e gli ambienti della Sala Museale “Matteo Di Lieto”. Le pareti del museo sembrano accompagnare il visitatore lungo un percorso che invita a rallentare, ad osservare ogni dettaglio, lasciandosi guidare dalle emozioni più che dalla semplice contemplazione estetica.
La biografia dell’artista testimonia una carriera ricca di riconoscimenti, esposizioni nazionali e internazionali e collaborazioni con importanti personalità del mondo della cultura. Dalla formazione con maestri del calibro di Brancusi e Consagra, fino ai numerosi progetti dedicati all’archeologia del sogno e alla ricerca sulla luce, Mario Apuzzo ha costruito negli anni un percorso artistico coerente e originale, sempre fedele alla propria visione creativa.
Nel messaggio istituzionale letto in occasione dell’inaugurazione, il sindaco Michele Siravo ha sottolineato come questa esposizione rappresenti anche un simbolo della volontà dell’amministrazione comunale di fare della Sala “Matteo Di Lieto” un punto di riferimento stabile per l’arte contemporanea e per la valorizzazione culturale di Atrani, in un percorso che guarda sempre più alla qualità delle proposte artistiche offerte al territorio.
La mostra, infatti, racconta anche la scelta di un borgo che continua a investire nella cultura come elemento identitario e occasione di crescita.
Uscendo dal museo resta la sensazione di aver visitato non una semplice esposizione, ma un luogo in cui arte e territorio si incontrano. “Mediterranea” è un omaggio ad Atrani, ma anche al Mediterraneo come culla di civiltà, alla memoria che continua a dialogare con il presente e alla capacità dell’arte di trasformare la materia in emozione.
Una mostra che merita una visita, perché le opere di Mario Apuzzo non chiedono soltanto di essere osservate: chiedono tempo, silenzio e disponibilità ad ascoltare ciò che raccontano.







