Costiera Amalfitana

L’articolo dell’amico Emiliano Amato sugli accadimenti, preparati a palazzo Episcopio di Ravello, della prossima fine del secondo conflitto mondiale mi riporta a qualche gradito ricordo della mia adolescenza o a racconti dei miei genitori.
Ho sempre abitato dove c’era il dehor della trattoria ‘o Capurale ed avevo confinante un palazzetto dove , al secondo piano, abitava Daponte, fratello americano del pescivendolo “cipolla”, servitore quest’ultimo quotidiano della famiglia reale che dimorava a palazzo Episcopio a Ravello. Pesce che arrivava, attraverso la salita di 122 scalini, trasportato per buona parte da Michele
“patrangelo”Sammarco .
Un bel giorno la strada , (all’epoca percorsa per lo più da carretti e carrozze) fu invasa da un buon numero di auto lussuose, per lo più americane. Scesero persone distinte munite di cinepresa, macchine fotografiche e cercavano un signor Daponte per intervistarlo e filmarne atteggiamenti e movimenti. Questo perchè Daponte (che diffondeva per il quartiere all’epoca poco abitato musica ballabile americana) era perfettamente somigliante al re Vittorio Emanuele. La nostra curiosità e meraviglia furono immense e noi iniziammo a chiamare Daponte “maestà”.
Anche il re, come Daponte, era innamorato della pesca. Da Ravello si portava alla Torre Scarpariello dove lo attendeva con la sua barchetta Andrea d’Auria (Andrea e culetta) per portarlo , con la regina, ad una breve battuta di pesca “terra terra”. Un giorno pescarono un pesce dai colori vivaci , stupendo, ed il re ne chiese il nome, scontrandosi però con la ritrosia di Andrea. Vittorio Emanuele fece la voce grossa (nonostante la statura) e Andrea cedette:si chiama “cazzillo di re”. La regina dalle risate stava per cadere in acqua ed il re rise di gusto mentre Andrea si asciugava il sudore freddo.

Re Vittorio Emanuele III quella Pasqua del 1944 a Palazzo Episcopio a Ravello