di lucio esposito
SANT’AGNELLO – Nella suggestiva cornice della Chiesa dei Sette Dolori, ieri sera, sabato 14 marzo 2026, la grande musica e la storia del giornalismo italiano si sono intrecciate in un evento di rara raffinatezza. In occasione del prossimo centocinquantenario della fondazione del Corriere della Sera (5 marzo 1876), è andato in scena un appuntamento inserito in un prestigioso trittico culturale, volto a riscoprire il legame profondo tra letteratura, cronaca e bel canto.
Un omaggio a Eugenio Torelli Viollier
Il fulcro della serata è stata la figura di Eugenio Torelli Viollier, il giornalista napoletano che fondò il celebre quotidiano milanese. Pochi sanno che Torelli Viollier fu anche autore di libretti d’opera, spesso in collaborazione con la moglie Maria Antonietta Torriani (nota con lo pseudonimo di Marchesa Colombi), prima firma femminile del Corriere.
Sotto la guida di Beniamino Cuomo, l’ensemble composto dal soprano Sonia Reale, dal mezzosoprano Gilda Pennucci Molinaro, dal baritono Luciano Matarazzo e dalla pianista Daniela Polito, ha riportato alla luce i frammenti dell’opera “La Creola” di Gaetano Coronaro. Come spiegato da Cuomo nell’intervista prima del concerto, il tema dominante della prima parte è stato la “gelosia folle”, un sentimento tragico espresso con intensità nell’Aria di Mirza e nel duetto tra Eva e Acmar.
Dalla tragedia al “Paradiso della Musica”
Nella seconda parte della serata, il registro è cambiato radicalmente. Alla “follia” della prima sezione è stato contrapposto l’amore come “cagione d’ogni mio bene”, citando Giovanni Boccaccio. Il programma ha spaziato tra i capolavori immortali di Mozart (con estratti da Le Nozze di Figaro, Don Giovanni e Così fan tutte), le dolci melodie di Beethoven e Schubert, fino alle raffinate atmosfere di Reinaldo Hahn.
Particolarmente toccante è stato il richiamo al monito del pianista Andreas Schiff: un invito al silenzio assoluto e all’abbandono dei cellulari per permettere alla musica di elevare l’anima verso un “paradiso” di note e riflessioni.
Uno sguardo al futuro: il prossimo appuntamento
L’evento di ieri sera è solo una tappa di un percorso più ampio. Beniamino Cuomo ha infatti annunciato il prossimo appuntamento del trittico per il 12 maggio, che vedrà la partecipazione del professor Riccardo Cucciolla (Università L’Orientale). Al centro della serata ci sarà la figura di Salvatore Aponte, giornalista nato a Vico Equense che, negli anni ’20, fu protagonista di uno scoop storico: il ritrovamento del testamento segreto di Lenin, un documento che scosse i vertici dell’Unione Sovietica.
Tra storia patria, grandi scoop giornalistici e la sublimità del canto, il Comune di Sant’Agnello si conferma ancora una volta un polo culturale capace di offrire al pubblico programmi di alto spessore, dove la memoria del passato rivive attraverso l’emozione della performance dal vivo.
Il Programma della serata in sintesi:
Prima Parte: “La Creola” (Coronaro/Torelli Viollier) – Fokus sulla gelosia.
Seconda Parte: Mozart, Beethoven, Schubert, Hahn – L’amore e la luce.
Protagonisti: Sonia Reale (soprano), Gilda Pennucci Molinaro (mezzosoprano), Luciano Matarazzo (baritono), Daniela Polito (pianoforte).
Il demone della gelosia e il paradiso della musica: cronaca di una serata intensa a Sant’Agnello
Non è stato un semplice concerto, ma un viaggio profondo nelle pieghe oscure e luminose dell’animo umano quello andato in scena ieri sera, sabato 14 marzo 2026, presso la Chiesa dei Sette Dolori. Il “Trittico” dedicato ai 150 anni del Corriere della Sera ha offerto al pubblico una riflessione potente sul contrasto tra l’amore che eleva e la gelosia che distrugge.
La gelosia: un demone senza confini
La serata si è aperta con un’analisi cruda e necessaria: la gelosia come “volontà di possesso e dominio assoluto”. Attraverso una carrellata di esempi storici e letterari, è stato ricordato come questo sentimento non conosca barriere sociali o intellettuali.
Dalla tragedia greca alla cronaca moderna, i riferimenti sono stati sferzanti: il filosofo francese Louis Althusser (che uccise la moglie nel 1980), il condottiero Otello, fino al caso contemporaneo di Oscar Pistorius. Nemmeno l’arte sembra essere un porto sicuro, come dimostra la vicenda del compositore Gesualdo da Venosa, che macchiò la sua musica col sangue della moglie e dell’amante.
Il legame con il Corriere: Torelli Viollier e la “Marchesa Colombi”
Al centro della scena, la riscoperta de “La Creola” di Gaetano Coronaro, con il libretto scritto a quattro mani dal fondatore del Corriere della Sera, Eugenio Torelli Viollier, e da sua moglie Maria Antonietta Torriani. Un intreccio tra arte e vita reale: proprio la gelosia folle della Torriani verso il marito segnò la fine del loro matrimonio e una tragedia familiare che la storia ancora sussurra.
Il mezzosoprano Gilda Pennucci Molinaro, nei panni della schiava Mirza, ha dato voce a questo tormento con l’aria “Io sono la morte ardente e nera”, un’immagine potente del “nero grappolo” che avvelena chi lo coglie.
Dalla fiction alla speranza: Montalbano e Mozart
Particolare menzione è stata fatta alla cultura popolare e alla letteratura gialla. È stato citato l’universo di Camilleri, dove la gelosia diventa “resa dei conti”: memorabile il richiamo alla donna che, prima di suicidarsi davanti al commissario Montalbano, rivendica l’omicidio del marito infedele con un raggelante: “Gli ho dato tutto… e tutto mi sono ripresa”.
Tuttavia, come suggerito dagli organizzatori, la serata non poteva chiudersi nel baratro. Il pubblico è stato invitato a “tuffarsi” nella bellezza salvifica. Le voci di Sonia Reale, Luciano Matarazzo e il tocco al pianoforte di Daniela Polito hanno trasformato l’atmosfera:
Dalle note sublimi di Mozart (Le Nozze di Figaro, Così fan tutte) al romanticismo di Beethoven e Schubert.
Fino al richiamo delle parole di Giovanni Boccaccio nel Decameron: “Vieni amor, cagion d’ogni mio ben e d’ogni speranza”.
Un invito al “silenzio sacro”
In chiusura, è risuonato l’appello (già caro ad Andreas Schiff) al valore del silenzio. Spegnere i cellulari, smettere di scartare caramelle o far tintinnare monete non è solo educazione, ma una condizione necessaria per entrare nel “Paradiso della grande Musica”.
L’evento di ieri ha dimostrato che, sebbene la gelosia sia un demone “umanissimo” capace di colpire ricchi e poveri, intellettuali e popolani, esiste una via d’uscita: quel desiderio di morire insieme, non per possesso, ma per l’impossibilità di vivere l’uno senza l’altra, come recitano i versi finali di una devozione amorosa che la musica sa rendere immortale.
Cosa succederà ora? Il trittico proseguirà il 12 maggio con una serata dedicata ai grandi scoop russi di Salvatore Aponte. Desidera che prepari una bozza di invito o un post social per promuovere il prossimo evento?







