Penisola Sorrentina

Leggere oggi su Il Mattino l’articolo di Antonino Pane dedicato ai “veti incrociati” di Sant’Agnello provoca amarezza e preoccupazione per chiunque abbia a cuore il futuro della Penisola Sorrentina.

La notizia del doppio stop a due opere strategiche come l’ospedale e il porto rappresenta una delle pagine più tristi degli ultimi anni per il nostro territorio. Non si tratta semplicemente di dire sì o no a un progetto, ma di comprendere se la Penisola voglia finalmente affrontare il futuro con coraggio oppure continuare a restare ostaggio della paura, della propaganda e dei calcoli elettorali.

Eppure, ancora una volta, prevalgono la miopia ideologica e la strumentalizzazione politica. Si alimentano paure, si costruisce consenso sulla demagogia del “no”, si preferisce bloccare piuttosto che governare il cambiamento. È più semplice cavalcare il malcontento che assumersi la responsabilità di progettare il domani.

La verità è che la Penisola Sorrentina rischia seriamente di perdere occasioni decisive per il proprio sviluppo. Mentre altri territori investono, programmano e crescono, noi continuiamo a dividerci su tutto, trasformando ogni opera pubblica in uno scontro ideologico permanente.
Sant’Agnello oggi diventa simbolicamente una pagina buia per l’intero comprensorio. Perché quando si fermano infrastrutture strategiche non perde solo un Comune: perde tutta la Penisola, perde il turismo, perde l’economia, perdono soprattutto le nuove generazioni che meritano un territorio moderno, efficiente e capace di guardare avanti.
Serve una classe dirigente che abbia visione, equilibrio e coraggio. Il tempo dei veti incrociati e dei “no” pregiudiziali sta impoverendo il nostro futuro.

Andrea Cannavacciuolo
Vice Presidente Atex Campania