Costiera Amalfitana

La geografia amministrativa della Costiera Amalfitana sta per cambiare volto. Con l’introduzione dei nuovi criteri per la definizione di “Comune Montano”, il territorio si ritrova diviso da una linea invisibile che non tiene conto solo della bellezza del paesaggio, ma di parametri tecnici rigorosi.

Il dato che salta all’occhio è il paradosso di alcuni borghi: mentre Positano entra ufficialmente nel club dei comuni montani, la vicina Praiano ne resta fuori, nonostante condividano gran parte del medesimo aspro scenario verticale.

La Fotografia della Costiera: Chi “sale” e chi “scende”

Secondo i nuovi elenchi, la suddivisione della Divina è netta. Ecco come vengono riclassificati i centri costieri:

Comuni Classificati “Montani”
Comuni Esclusi (Non Montani)

Amalfi
Conca dei Marini

Cetara
Furore

Positano
Maiori

Ravello
Minori

Scala (Già montano)
Praiano

Tramonti (Già montano)
Vietri sul Mare

L’esclusione di realtà come Furore (il “paese che non c’è”, arrampicato sulla roccia) o Praiano ha già sollevato perplessità, poiché i loro territori comprendono vaste aree montuose e sentieri d’alta quota che richiedono manutenzione e gestione specifiche.

Cosa significa essere un “Comune Montano”?

Essere riconosciuti come comune montano non è solo un’etichetta geografica, ma una classificazione basata su parametri quali l’altitudine (solitamente sopra i 600 metri), la pendenza dei terreni e il dislivello.

L’obiettivo della normativa è identificare quei territori che presentano “svantaggi naturali”: zone dove costruire strade è più costoso, dove l’agricoltura è eroica e dove i servizi (scuole, ospedali) sono più difficili da raggiungere.

Quali sono i vantaggi concreti?

L’inserimento in questo elenco non è una mera questione di prestigio, ma apre le porte a risorse fondamentali per la sopravvivenza dei piccoli borghi:

Agevolazioni Fiscali: Esenzioni o riduzioni su imposte come l’IMU agricola e incentivi per le attività commerciali situate in zone svantaggiate.

Fondi per lo Sviluppo (FOSMIT): Accesso al Fondo Nazionale per la Montagna per finanziare opere pubbliche, messa in sicurezza del territorio contro il dissesto idrogeologico e miglioramento della viabilità.

Contrasto allo Spopolamento: Possibilità di erogare bonus per chi decide di trasferire la residenza o avviare un’impresa in questi comuni.

Tutela Ambientale: Fondi specifici per la manutenzione dei boschi e dei sentieri, vitali per il turismo escursionistico (si pensi al Sentiero degli Dei che attraversa sia comuni “montani” che esclusi).

Il rischio di una Costiera a due velocità

L’esclusione di comuni come Praiano o Maiori rischia di creare una disparità di risorse tra territori confinanti e identici dal punto di vista morfologico. Se un comune montano può accedere a finanziamenti per i muretti a secco (fondamentali per prevenire frane), il comune vicino “non montano” dovrà contare solo sulle proprie forze, pur gestendo lo stesso tipo di fragilità idrogeologica.

Questa nuova classificazione costringerà le amministrazioni locali a un dialogo serrato per evitare che la “montagna” della Costiera venga tutelata solo a macchia di leopardo