Penisola Sorrentina

Un 68enne che vive in un Comune collinare che si affaccia sulla Piana del Sele, è stato ricoverato da qualche giorno ad Eboli, all’Ospedale Maria Santissima Addolorata.

Torpore prolungato, segni porosi in testa, tremori e problemi di movimento, erano i sintomi che hanno allarmato i familiari ed una volta ricoverato l’uomo, i medici hanno ritenuto con urgenza effettuare un prelievo del liquido cefalorachidiano per inviarlo all’Ospedale Cotugno di Napoli e sottoporlo ad analisi particolari.

Il sospetto era che il paziente fosse affetto dalla malattia della “Mucca Pazza”, anche se resta ancora un mistero sulla causa del contagio, cioè dove e quando potrebbe aver mangiato carne di bovino contaminata.
Dopo ore di ansia, il morbo diagnosticato è quello di Creutzfeldt-Jakob, proprio quella ormai rara malattia quasi dimenticata.

L’uomo certamente avrà mangiato della carne senza l’etichetta di provenienza, senza garanzie sull’allevamento di origine.

L’encefalopatia spongiforme bovina, è una malattia scoperta a metà degli anni ’80 in Gran Bretagna, a seguito del crescente numero di morti tra i bovini, fino a 100 al giorno.
Era il 1996 quando l’allarme scattò a seguito di diversi casi anomali di una malattia neurologica che, associata fino a quel momento agli anziani, iniziava a manifestarsi con discreta frequenza anche in pazienti molto giovani.

Sono passati 20 anni dal morbo della “mucca pazza” che sconvolse la cultura alimentare, soprattutto della Toscana, patria della fiorentina. Il primo caso nel bresciano scatenò il panico nei consumatori, mettendo sotto accusa i mangimi che contenevano farine animali, che facevano ingrassare velocemente gli animali d’allevamento.
Nel 1997 al ricercatore Stanley Prusiner, che aveva studiato il morbo di Creuzfeld-Jakob, la variante umana di quella strana malattia incurabile, venne riconosciuto il Nobel per la Medicina.
Per fortuna attualmente il morbo risulta in fase di eradicazione in tutta Europa: dal 2001 al 2012, i casi sono scesi da 2166 ad appena 16.

Per l’uomo la variante (vCJD) può essere acquisita mangiando manzo o prodotti a base di manzo provenienti da animali infetti, soprattutto consumando alcuni tagli di carne di manzo a stretto contatto con l’area cerebrale e con il midollo spinale.

Il morbo risulta letale e con un’aspettativa di vita molto breve: di solito circa 18 mesi dall’insorgenza dei sintomi, anche se possono durare da 4-5 mesi a un anno o più, con la morte che sopravviene spesso a causa di complicazioni come la polmonite.