La fondazione di Meta risale all’incirca al VII secolo d.C., a testimonianza di questa antica origine la presenza di resti e di tracce, sia pure frammentarie, greche e romane.

I Greci con l’aggettivo “αλιμυρειξ” indicavano uno dei loro cinque punti d’approdo nella Penisola Sorrentina
Esistono diverse interpretazioni sull’origine del nome “Meta”. Alcuni studiosi sostengono derivi dal nome di una casa antichissima la cui costruzione non fu mai portata a termine; altri sostengono derivi da una particolare qualità di uva coltivata sui colli circostanti. Altre tesi sostengono derivi dalla sua posizione geografica in quanto, dove attualmente si trova la Basilica della Madonna del Lauro, era situata la pietra miliare terminale della Penisola sorrentina. Tèpma, dal latino che significa infatti limite, confine.
La storia del paese è strettamente legata a quella della Penisola e dell’intero Regno di Napoli. Per certo nel IX secolo Meta aveva un’ottima ed attiva marineria mercantile che intratteneva rapporti commerciali coi porti dell’Oriente, compresi quelli della Palestina.
In epoca medievale Meta e Piano di Sorrento erano riunite in un unico comune e mal sopportavano la presenza della nobiltà sorrentina che non solo li gravava di tributi, ma le opprimeva anche politicamente, negando loro la partecipazione al Parlamento ed imponendo le sue leggi ed ordinanze.
Durante la terribile invasione saracena del 1541, Meta conobbe unitamente a Sorrento e Massa, assedi, eccidi ed incendi, i suoi abitanti valorosamente affrontarono le navi nemiche che cedettero dopo una estenuante battaglia.
Nel 1819 Meta divenne comune autonomo,, fino al periodo fascista, nel 1927, fu infatti riunita a Sorrento insieme ai comuni di Piano e di Sant’Agnello, formando un Comune unico, detto la “Grande Sorrento”. Solo nel 1946 è ritornata ad essere comune indipendente.
Da visitare: Basilica della Madonna del Lauro (XVIII), con la facciata neoclassica che si erge alla fine di una bella scalinata. All’interno un pulpito marmoreo del XIX secolo e statue ed armadi in legno intarsiato del XVIII secolo. Il portale d’ingresso in legno è riccamente intagliato con formelle a soggetto religioso. La venerata statua della Madonna è una scultura bizantina realizzata tra la fine del VIII e l’inizio del IX secolo, epoca in cui il territorio della penisola era sotto il dominio di Bisanzio.
Si narra che i metesi fossero particolarmente devoti alla Madonna del Tabor, che avevano conosciuto e venerato in Palestina, per cui risulta plausibile ne avessero trasportato un’effige a Meta.
La statua fu ritrovata abbandonata in un bosco pertanto numerose sono le leggende fiorite sul suo ritrovamento così come sull’origine del nome Madonna del Lauro.
Il centro storico, sicuramente uno dei più belli dei centri della penisola, ricco di antichi palazzi dai cortili settecenteschi custoditi in un dedalo di vicoli che conducono al mare, alla spiaggia più ampia dell’intera penisola: marina di Alimuri.
Meta si è perciò ritagliata, negli anni, un ruolo ben preciso: quello di offrire a turisti e a residenti una ricca offerta di servizi per il turismo balneare.

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