Piano di Sorrento, 40 milioni da Aponte ma il Consiglio non sa nulla. L’ira di Mario Russo: “Me ne fotto degli yacht, rivoglio il mare per i cittadini”
PIANO DI SORRENTO – Un fulmine a ciel sereno scuote la politica e l’opinione pubblica carottese. Nelle ultime ore si parla con insistenza di un maxi-investimento da 40 milioni di euro targato Gianluigi Aponte e MSC, destinato a rivoluzionare il waterfront della città. Decine di indiscrezioni, voci di corridoio e articoli di stampa stanno rimbalzando ovunque, ma a tenere banco è un paradosso democratico che sta infiammando il dibattito: come è possibile che un piano di tale portata sia rimasto totalmente all’oscuro dei cittadini e, fatto ancora più grave, del Consiglio Comunale?
Un progetto che promette di cambiare il volto della costa, tra infrastrutture e nautica, ma che sembra essere stato calato dall’alto, senza alcun confronto preventivo con chi la città la vive e la amministra.
A rompere il silenzio istituzionale e a dare voce allo sconcerto popolare ci ha pensato Mario Russo, consigliere di opposizione, con un intervento al vetriolo che non fa sconti all’amministrazione. Nessun giro di parole per Russo, che va dritto al cuore del problema, contrapponendo i grandi interessi internazionali ai bisogni quotidiani dei residenti.
“Me ne fotto dei vostri yacht, del vostro regalo o investimento che dir si voglia,” ha tuonato il consigliere, scegliendo un’espressione netta e popolare per marcare la distanza da logiche di lusso escludente (evitando volutamente espressioni che avrebbero innescato sterili polemiche ideologiche). La sua è una rivendicazione chiara del diritto alla normalità per i cittadini di Piano di Sorrento: “Voglio andare al mare con l’ascensore a 50 centesimi e al Katarì per 5 euro”.
Un messaggio inequivocabile: lo sviluppo non può passare sopra le teste dei cittadini, trasformando la costa in una vetrina per pochi e privando i residenti di servizi essenziali a prezzi accessibili.
Ma il nocciolo della questione sollevata da Russo non si ferma alla critica del modello di sviluppo elitario; si spinge fino a una precisa accusa di deficit di trasparenza. “Piuttosto – incalza il consigliere lanciando un siluro verso la maggioranza – chi ha condotto l’iniziativa fino ad adesso tenendola nascosta al resto del Consiglio Comunale?”.
È questa la domanda che ora fa tremare i palazzi della politica locale. Un investimento privato di 40 milioni di euro non si materializza dall’oggi al domani. Richiede mesi di incontri, valutazioni, tavoli tecnici e interlocuzioni politiche. Chi ha trattato con i vertici di MSC? Chi ha garantito per il Comune? E perché i rappresentanti eletti dai cittadini sono stati tenuti all’oscuro di un’operazione che inciderà sul futuro urbanistico ed economico del paese per i decenni a venire?
La palla ora passa all’amministrazione, chiamata a fare chiarezza su una vicenda che rischia di trasformare un potenziale volano economico in un caso politico di proporzioni clamorose. La città di Piano di Sorrento pretende trasparenza: il mare è di tutti, e le decisioni sul futuro del paese non possono essere prese a porte chiuse. A questo punto l’amministrazione guidata da Salvatore Cappiello, ma anche quella di Sant’Agnello guidata da Antonino Coppola, dovrebbero chiarire o smentire che vi sia stato questo interessamento di Aponte, è una pura invenzione, riportata da centinaia di articoli e interventi autorevoli, fra cui associazioni di imprenditori e albergatori? E’ una allucinazione collettiva? Un mistero degno di una cena con delitto? Magari anche persone della maggioranza stessa non ne sanno niente, allora chi ? E’ vero o non è vero? Bisognerebbe farlo sapere ai carottesi e santanellesi, o stiamo su scherzi a parte?







