Positano abbraccia “Una vita in una pen drive”: amore e mistero nel nuovo romanzo di Renata Buonaiuto
Un incontro emozionante nella Città Verticale per la presentazione della terza opera letteraria della giornalista e scrittrice partenopea, tra indagini del cuore e segreti custoditi dalla tecnologia.
Una iniziativa dell’associazione Posidonia patrocinata dal Comune di Positano.
Sabato 14 marzo, la suggestiva cornice della Sala consiliare “S. Attanasio” del Comune di Positano ha ospitato la presentazione di “Una vita in una pen drive”, l’ultima fatica letteraria di Renata Buonaiuto, pubblicata da Edizioni La Valle del Tempo. Un pomeriggio denso di emozioni, dedicato alle storie e ai ricordi di una vita in bilico tra il calore della memoria e le dinamiche della contemporaneità.
Un parterre di ospiti d’eccezione
L’evento ha registrato una partecipazione sentita e prestigiosa, a testimonianza del forte legame dell’autrice con il territorio positanese. A fare gli onori di casa e a dialogare sui temi del libro sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni locali: il consigliere al ramo Giuseppe Vespoli, l’assessore Anna Celentano e la consigliera Giuliana Apuzzo.
Accanto a loro, figure di spicco del panorama culturale e giornalistico:
Carlo De Cesare, giornalista e storico volto Rai della celebre trasmissione “Lo Scaffale”.
Mario Rovinello, editore dell’opera.
Maria Rosaria Manzini, vicepresidente dell’Associazione Posidonia.
Ernestina Nappi, scrittrice e poetessa.
A impreziosire l’incontro, restituendo al pubblico le atmosfere del romanzo, è stata l’intensa voce narrante di Antonio Barbato, che ha guidato i presenti tra le pagine del libro.
Il talento di Renata Buonaiuto
Giornalista e scrittrice originaria di Napoli, Renata Buonaiuto non è nuova agli onori della cronaca culturale della Costiera. Già vincitrice del prestigioso Premio Moti dell’Anima proprio a Positano e insignita di numerosi riconoscimenti per la sua attività, con questa sua terza opera conferma un talento narrativo innato.
Il suo è uno stile raccontato “in punta di penna”: una prosa semplice, diretta, ma al contempo avvolgente ed efficace. La Buonaiuto rifugge la retorica per innervare pulsazioni inarrestabili, riuscendo a trascinare sia il lettore più esigente sia il neofita, rendendoli interpreti e complici di un susseguirsi di eventi sul filo dell’emozione.
Un mistero racchiuso in un chip
“Una vita in una pen drive” non è solo una storia d’amore, ma un vero e proprio viaggio investigativo ed emotivo. Protagonisti della vicenda sono un giovane medico e una solare, curiosissima giornalista. I due si ritrovano uniti e guidati da un oggetto tanto quotidiano quanto enigmatico: una pen drive.
Al suo interno è celata una strana storia. Ma si tratta del frutto della fervida immaginazione di uno scrittore o di un racconto drammaticamente reale? È questo il mistero che i due protagonisti dovranno dipanare, unendo la curiosità scientifica del medico all’infallibile acume investigativo della giornalista.
Immergendosi in quelle pagine digitali che trasudano sentimento, i protagonisti proveranno l’ebbrezza voluttuosa di sentirle scivolare sulla propria pelle, percependo la dolcezza e il dolore necessari per scoprire la grandezza del vero amore. E, finalmente, svelare l’arcano.
La serata si è conclusa tra gli applausi confermando ancora una volta come la letteratura sappia creare ponti invisibili ma solidissimi tra l’anima di chi scrive e il cuore di chi legge.







