Nel giorno esatto dell’anniversario della sua scomparsa, il cuore di Positano è tornato a battere forte sulla spiaggia di Fornillo. Siamo andati a trovare i figli, Gianni con la moglie Isaura, e Sandra, custodi preziosi di una eredità fatta di autenticità, sacrificio e passione. Oggi più che mai, attraverso le pagine di un libro straordinario appena pubblicato, la memoria di Aniello Cappiello — per tutti l’Ercole di Fornillo — è tornata a illuminare quegli scogli e quella sabbia che lui ha amato come un figlio ama la propria madre. La cosa strana è che non avevamo organizzato nulla, siamo passati qui e di fronte a lei un tavolo vuoto con un libro “Questo tavolo lo riservo sempre a papà”, ci racconta Sandra. E caso ha voluto è che il libro è appena stato pubblicato, poi verrà presentato e ne parleremo con più dettagli.
Il volume ripercorre la vita straordinaria di un uomo che ha identificato la sua intera esistenza con il mare della Marinella. Non è soltanto la biografia di un positanese doc, ma il ritratto intimo di un pioniere dell’accoglienza mediterranea. Aniello non gestiva semplicemente uno stabilimento balneare; creava un rifugio dell’anima, un angolo di mondo dove ogni ospite forestiero diventava immediatamente parte di una grande famiglia allargata. E anche oggi da Gianni, con la moglie Isaura, e Sandra ci siamo sentiti come a casa.
Sfoghi, sorrisi, fatiche e ricordi riaffiorano pagina dopo pagina, restituendo ai lettori la leggenda di un uomo d’altri tempi. Tra gli aneddoti più potenti che il libro consegna alla storia locale, ce n’è uno che riassume l’essenza stessa di Aniello e il suo legame viscerale con quella terra. A chiunque, nel corso degli anni, si fosse avvicinato con offerte faraoniche pur di comprare il suo angolo di paradiso, lui rispondeva sempre con orgoglio fiero e irremovibile:
“Levatem ‘ntutto, ma nun ‘o toccate Fornillo!”
Oggi quella promessa e quella filosofia di vita non sono svanite. Continuano a vivere intatte nei gesti quotidiani di Gianni e Sandra, che portano avanti la tradizione di famiglia con lo stesso amore e la stessa dedizione del padre. In un mondo che corre veloce e spesso dimentica le proprie radici, la spiaggia di Fornillo resta un baluardo di resistenza umana e culturale. Un luogo dove l’accoglienza è arte, e dove l’ombra gentile dell’Ercole veglia ancora sul suo mare. E oggi , seduto con noi, c’era anche Aniello a raccontare le sue storie meravigliose.
Fonte : PositanoNews.it







