Positano e il turismo a due velocità: luci e ombre sull’andamento della stagione tra flessioni, traffico e il nodo dei dati. Apriamo un dibattito
Il dibattito sullo stato di salute del turismo a Positano si accende, evidenziando una realtà fatta di chiaroscuri e opinioni non sempre concordanti. A sollevare il caso era stato nei giorni scorsi Ambrogio Carro — imprenditore, professionista ed ex amministratore di lungo corso dotato di riconosciuta competenza ed esperienza sovracomunale —, il quale aveva acceso i riflettori su un deciso crollo degli incassi. Una visione allarmistica che tuttavia non trova unanime riscontro nell’intero tessuto economico locale, diviso per settori.
Il comparto ricettivo e la flessione del mercato americano Analizzando i diversi segmenti della filiera turistica, il settore alberghiero e ricettivo in senso stretto sembra reggere meglio l’urto rispetto ad altre categorie, pur registrando una flessione evidente. A mancare all’appello, in particolare, sono alcune specifiche fasce di visitatori nordamericani, tradizionalmente tra i principali driver di spesa di lusso sulla costa. Nonostante gli alberghi mantengano tassi di occupazione discreti, la contrazione dei consumi e della redditività generale comincia a farsi sentire, confermando che la stagione in corso presenta dinamiche complesse e tutt’altro che lineari.
Meno auto in circolazione e la questione dei parcheggi, i danni delle vie del mare Un altro indicatore chiave che ha caratterizzato questi mesi è la diminuzione del flusso veicolare. Si è notata chiaramente una circolazione ridotta di automobili nel centro del paese, un trend riscontrato anche nei dati dei parcheggi locali. Se da un lato questa contrazione del traffico ha offerto un momentaneo respiro alla mobilità urbana della cittadina verticale, dall’altro alimenta gli interrogativi sulla reale capacità di spesa e sulla tipologia di flussi che stanno scegliendo la Costiera Amalfitana. Rimane il problema dell’invasione via mare, decine di migliaia di persona scelgono la strada più economica per arrivare a Positano da tutta la Campania con una propensione alla spesa pari a zero e la creazione di enormi disagi sia per i flussi insostenibili di persone sia per le spese che ricadono sulla collettività, dall’igiene urbana, alla sicurezza, con investimenti pubblici aumentati senza partecipazione di chi sbarca e delle compagnie di navigazione, le uniche che traggono vantaggio da questa situazione, non basta, questa massa scaccia il turismo di qualità e le immagini del paese invaso sono una pessima pubblicità. Il selfie di questi pendolari ci costa caro in tutti i sensi. D’altro canto ci sono gli alberghi e le strutture di lusso che sono un mondo a parte. Dunque l’analisi non è totalmente semplice.
L’appello al confronto e il problema dei dati ufficiali Di fronte a questo scenario frammentato, emerge con urgenza la necessità di aprire un confronto trasparente e costruttivo sul presente e sul futuro turistico di Positano e dell’intera Costiera Amalfitana. L’invito è rivolto a tutti gli operatori del settore affinché intervengano e dicano la propria, portando contributi concreti. Resta tuttavia aperto il grande problema della reperibilità di dati ufficiali, puntuali e attendibili: un vuoto informativo che rende difficile pianificare strategie a lungo termine e rappresenta l’unico vero terreno solido sul quale bisognerebbe ricominciare a ragionare. Sono 40 anni che faccio il giornalista e non si è mai riusciti ad avere questi dati certi. Speriamo nel futuro.
Comunque apriamo un dibattito su Positanonews , invitiamo gli imprenditori a dire la loro
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