06

Ago
2021

Positano / Piano di Sorrento primo giorno di Green Pass fra incertezze “C’è chi lo dimentica”, sospiro di sollievo per alberghi

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Positano / Piano di Sorrento primo giorno di Green Pass fra incertezze “C’è chi lo…

Positano / Piano di Sorrento primo giorno di Green Pass fra incertezze “C’è chi lo dimentica” .   Intanto un sospiro di sollievo per gli alberghi, nessun obbligo di green pass per i ristoranti al chiuso e piscine all’aperto all’interno di strutture ricettive,  nessun obbligo di verifica dei documenti da parte del gestore quando il cliente mostra il certificato, Costantino Esposito  dell’Hotel Conca d’ Oro di Positano  è tranquillo “Noi seguiamo tutte le misure di sicurezze, sarebbe stato improponibile l’obbligo di green pass agli alberghi con clienti che avevano già prenotato” , e al Bar Marianiello di Piano di Sorrento qualcuno lo dimentica “Non è facile gestire la situazione, ma ci siamo organizzati in modo che chi si vuole sedere deve esibire il green pass, ma ci sono problemi quando si tratta di una comitiva con qualcuno che non lo ha”

Se il 2020 è stato l’anno dei moduli e delle autocertificazioni, il 2021 è quello del Green pass, con il Qr-code memorizzato nello smartphone o stampato su un foglio di carta. Si comincia oggi ed è un primo passo nel nuovo mondo: la certificazione verde sarà obbligatoria per entrare nelle sale al chiuso dei ristoranti, al cinema, a teatro, negli eventi indoor. Ancora: serve per la palestra, i centri benessere, i parchi tematici, i centri sociali e culturali, le fiere. La lista dei luoghi in cui ci abitueremo a mostrare il Green pass (e i gestori saranno responsabili dei controlli) è molto lunga. Vi rientrano anche casinò, sale scommesse, bingo, musei, sagre, stadi, congressi, e concorsi pubblici.
Ma è già scattata la rivolta dei titolari di bar e ristoranti: non contestano il Green pass e sono pronti a controllarlo, ma non vogliono verificare anche il documento di identità, procedura richiesta dal Dpcm per evitare che un cliente usi la certificazione di un’altra persona. Spiegano da Fipe-Confcommercio: «L’ipotesi di dover controllare anche i documenti di identità viene vissuta con profondo disagio perché rappresenta un atto di sfiducia nei riguardi dei clienti, la responsabilità dell’uso improprio del Green pass non può ricadere sulle imprese». Ma ecco in sintesi le risposte alle domande più frequenti.
DEVO ESSERE VACCINATO
PER AVERE IL GREEN PASS?
Sì ed è sicuramente la strada più sicura per evitare il contagio, la malattia e per avere una vita quotidiana più semplice. Però la certificazione si può ottenere anche con un tampone antigenico o molecolare negativo, rilasciato nelle ultime 48 ore o se si è superata l’infezione e si possiede il certificato che lo attesta. Da ricordare: si può ottenere il pass già quindici giorni dopo aver ricevuto la prima dose di vaccino o a conclusione del ciclo vaccinale e quindi dopo la seconda dose (in questo caso è valido 9 mesi).
MI SERVE ANCHE PER PRENDERE IL CAFFÈ AL BAR?
Il decreto che ha introdotto l’obbligo della certificazione cita solo le consumazioni nei luoghi chiusi al tavolo, dunque seduti. Se ci si limita a bere il caffè al bancone, in piedi, il Green pass non serve.
SE CENO AL RISTORANTE
ALL’APERTO MA DEVO USARE
I SERVIZI IGIENICI ALL’INTERNO
SERVE IL PASS?
No. Come detto la norma tende a regolamentare le permanenza per un tempo lungo all’interno di un luogo chiuso. Dunque è consentito entrare nel ristorante o nel bar, per il tempo necessario a utilizzare i servizi igienici.
ME LO CHIEDERANNO ANCHE IN HOTEL?
Per essere ospiti in una struttura ricettiva non è necessario il Green pass. Discorso differente se, ad esempio, si intende utilizzare il centro benessere o la palestra che si trova all’interno dell’hotel. In quel caso vale la regola che impone il Green pass. Al ristorante dell’hotel, come ospite senza certificazione, posso andare, ma solo se non è aperto anche ai clienti esterni.
CHI LO CONTROLLA NEI RISTORANTI E NEI BAR?
Devono farlo i gestori dei locali o dei loro collaboratori, che devono anche controllare il documento di identità per essere certi che il cliente non stia usando il Green pass di un’altra persona. Questo passaggio ha suscitato polemiche e perplessità sul fronte della privacy, ma va detto che non è la prima volta che in un locale pubblico in Italia viene chiesto il documento di identità: basti pensare agli hotel, alla reception, dove normalmente è necessario mostrare carta d’identità, patente o passaporto senza che questo abbia mai causato rivolte.
DEVONO ESSERE VACCINATI
ANCHE I TITOLARI E I CLIENTI
DEI LOCALI?
No. Per ora non è previsto un obbligo di Green pass per chi gestisce i locali o per chi vi lavora.
MA COME SARÀ ESEGUITO
IL CONTROLLO DEI GREEN PASS?
I responsabili delle verifiche nelle varie attività – dai ristoranti alle sagre, dagli spettacoli anche all’aperto ai congressi – potranno svolgere il controllo delle Certificazioni verdi usando una app nazionale chiamata VerificaC19, che va installata su un dispositivo mobile. Può essere scaricata dagli store di Google per Android e da quello di Apple per iOS.
I BAMBINI DEVONO ESEGUIRE
SEMPRE IL TEST ANTIGENICO
VISTO CHE CHI HA MENO
DI 11 ANNI NON PUÒ VACCINARSI?
No. Sul sito del governo dedicato all’uso del Green card (www.dgc.gov.it) viene spiegato: «La Certificazione verde Covid-19 non è richiesta ai bambini esclusi per età dalla campagna vaccinale e ai soggetti esenti sulla base di idonea certificazione medica. Per queste persone verrà creata una Certificazione digitale dedicata. Finché questa non sarà disponibile, possono essere utilizzate quelle rilasciate in formato cartaceo».
QUALI TEST O TAMPONI
SONO RITENUTI VALIDI
IN ALTERNATIVA AL VACCINO?
Va bene il Pcr, vale a dire il tampone molecolare, anche se normalmente richiede tempi più lunghi e un costo maggiore. Sul sito del Governo si spiega che sono validi anche i test antigenici rapidi inseriti «nell’elenco comune europeo», «effettuati tramite tamponi nasali, orofaringei o nasofaringei che permettono di evidenziare rapidamente (30-60 min) la presenza di componenti (antigeni) del virus». I dati verranno trasmessi nel Sistema Tessera Sanitaria alla Piattaforma nazionale-DGC per l’emissione della Certificazione. Non vanno bene né i test salivari, né gli autotest rapidi, né i salivari.

Fonte : PositanoNews.it

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