04

Mag
2020

Ravello, gli chef scrivono al collega Gennaro Esposito, nello staff del governatore De Luca. Un modello per la Costiera

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Ravello (Salerno). Gli chef di Ravello scrivono al collega Gennaro Esposito, lo chef stellato infatti…

Ravello (Salerno). Gli chef di Ravello scrivono al collega Gennaro Esposito, lo chef stellato infatti sta collaborando con lo staff del governatore Vincenzo De Luca, riguardo all’annosa questione della ripresa della ristorazione per dettare le linee guida della Regione Campania, un modello per la Costiera amalfitana l’operato dei ristoratori della Città della Musica che stanno reagendo con grande determinazione a questo momento difficile, ogni comune dovrebbe organizzarsi da Positano ad Amalfi e le categorie, che conoscono i problemi specifici, mandare eventuali proposte, queste sono totalmente condivisibili. . La lettera è stata redatta a più mani dal “Gruppo MIO Ravello”, formulando proposte e richieste per la riapertura delle attività di ristorazione e bar, penalizzati dalla chiusura forzata a causa del COVID-19.

“Siamo convinti che con la riapertura delle nostre attività la problematica delle distanze sociali diventa di fondamentale importanza per la sicurezza sia per i nostri collaboratori che per i nostri ospiti – scrivono gli chef – Siamo altresì convinti che il nostro territorio, nel quale il volano principale dell’economia è rappresentato dal turismo, con il 90% di presenze date da turisti stranieri, (Americano, Anglosassone, Russo) resta penalizzato anche in questa fase, almeno fino a quando la situazione mondiale della pandemia non ritorni sotto controllo. Siamo disposti alla riduzione dei posti a 1/2 della capacità effettiva delle nostre attività rinunciando all’altro 50% della capacità, ciò comporta una riduzione degli incassi giornalieri, pari alla capacità di accoglienza, e cioè al 50%”.

Il Gruppo MIO Ravello, date le difficili circostanze, avanza le seguenti proposte: “In forza di questo al fine di agevolare la ripresa delle attività chiediamo una riduzione al 50% delle imposte locali quali TARSU, IMU, etc. proporzionato ai nostri mancati introiti, vista il blocco forzato delle nostre attività; La sospensione del canone di occupazione del suolo pubblico per la collocazione dei tavolini all’aperto; Sospensione del pagamento dell’abbonamento SIAE per la filodiffusione e del canone RAI; Riduzioni in misura del 50% di tutte le polizze stipulate a favore delle attività; Al fine di agevolare la ripresa auspichiamo un intervento a favore della riduzione dei fitti delle attività commerciali da parte dei locatari, a favore dei conduttori in forza del ridotto flusso turistico; Chiediamo la non applicazione di schermi divisori tra tavoli o sui tavoli, in netto contrasto con la Legge per la sicurezza sul lavoro, e di sicuro disturbo ombientale; Ci chiediamo, qual è la necessità di una sanificazione dei nostri locali, quando questi sono chiusi da gennaio 2020?”

“Chiediamo con forza, una presa di coscienza che elimini buona parte della burocrazia atta alla riapertura delle attività, in breve, ogni responsabile delle attività con un autocertificazione si assume le responsabilità del corretto funzionamento delle attività, si impegna con buon senso ad applicare le norme, secondo il tipo e le esigenze di ogni attività, ovviamente seguendo le indicazioni dettate dagli esperti – quindi sburocratizzazione, ma anche un allegerimento del costo del lavoro e l’ampliamento degli strumenti per assorbire nuovi lavoratori – Desideriamo un aiuto sostanziale che va verso la garanzia del lavoro ai nostri collaboratori e che ci aiuti ad assicurargli il lavoro, per esempio: con la decontribuzione del costo del lavoro, questo per cercare di mantenere inalterata l’occupazione degli anni passati, tenendo presente che nelle nostre aree il lavoro è stagionale ed è limitato a soli i 6/7 mesi estivi; chiediamo la reintroduzione dei Voucher per agevolarci sulla organizzazione del lavoro.”

“Reclamiamo l’esenzione totale di responsabilità per eventuali contagi COVID-19 di collaboratori o ospiti, queste responsabilità nelle condizioni attuali di trasmissione del virus non possono essere imputate in nessun modo ai gestori delle attività. Nella nostra realtà di piccolo paese turistico gli elementi che portano i nostri clienti ad usufruire di un ristorante o un bar, non è dato dalla necessità di bere o di mangiare, ma di godere della convivialità, dell’atmosfera, delle sensazioni, del calore e della tranquillità che sappiamo trasmettere, cosa che rischia di essere negata con regole troppo restrittive alla probabile riapertura del 1 giugno” – chiosano i toque blanche.

Fonte : PositanoNews.it

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