Il prossimo 17 maggio la Città della Musica rinnova una delle sue tradizioni religiose più antiche e sentite, ricordando il trasferimento della preziosa ampolla nella “cappella nuova” avvenuto nel 1661.
Ravello si prepara a vivere uno dei momenti più significativi della sua tradizione spirituale. Domenica 17 maggio, la Civitas Ravellensis celebrerà la ricorrenza nota come “San Pantaleone di maggio”. Non si tratta della festività patronale estiva, bensì della rievocazione di un evento storico di profonda importanza per la comunità: la traslazione della reliquia del Sangue di San Pantaleone dalla sua antica collocazione alla cappella che ancora oggi la custodisce all’interno del Duomo.
La storia: l’antica finestrella e la “cappella nuova”
Fino alla metà del XVII secolo, l’ampolla di vetro contenente il sangue del Santo Medico e Martire, insieme a molte altre reliquie custodite in una piccola cassa di legno, riposava in una modesta finestrella situata a sinistra dell’altare maggiore della Cattedrale.
Fu il 16 maggio 1661 che la preziosa reliquia trovò la sua sistemazione definitiva. Con un rito solenne, l’ampolla venne traslata nella «cappella nuova». L’evento vide la partecipazione delle più alte cariche religiose e civili dell’epoca: a presiedere la cerimonia fu il Vescovo di Lettere, Monsignor Onofrio De Ponte, in veste di Soprintendente Apostolico per la Diocesi di Ravello-Scala, affiancato dal Capitolo della Cattedrale, dall’intero clero diocesano e dai rappresentanti sia del governo nobiliare che di quello popolare della città.
Due giorni di solenni celebrazioni
Le cronache del tempo raccontano che i festeggiamenti per la traslazione non si limitarono a un solo giorno, ma iniziarono la domenica precedente, il 15 maggio.
In un clima di grande fervore, accompagnata dal canto del “Deus Tuorum Militum” (l’antico inno dedicato ai martiri), la reliquia venne calata dalla sua finestrella ed esposta sull’altare maggiore. Dopo una solenne celebrazione eucaristica, il Sangue fu portato in processione per i vicoli e le piazze di Ravello, seguito da una folla immensa di fedeli.
Al termine di questa prima processione, l’ampolla venne riposta temporaneamente nella vecchia nicchia. Fu solo il mattino seguente, lunedì 16 maggio 1661, che la reliquia venne nuovamente estratta per un ultimo, trionfale corteo processionale, culminato con la definitiva collocazione sul nuovo altare, protetto da robusti cancelli in ferro dorato e piombo.
Una tradizione che vive nella terza domenica di maggio
A perenne memoria di quelle giornate di fede e comunità, l’evento fu ufficializzato attraverso un atto notarile rogato da Francesco Campanile. Da quel momento, Ravello istituì una seconda celebrazione in onore del suo Santo Patrono, fissandola nella terza domenica di maggio.
Oggi, a distanza di oltre tre secoli e mezzo, la festa di “San Pantaleone di maggio” continua a richiamare fedeli e visitatori, offrendo non solo un momento di preghiera, ma anche l’occasione per riscoprire una pagina affascinante della storia e dell’identità ravellese.







