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Santa Lucia. Festa Domenica 13 dicembre 2020

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Santa Lucia è celebrata solennemente in Penisola Sorrentina Amalfitana a Minori, a Massaquano di Vico…

Santa Lucia è celebrata solennemente in Penisola Sorrentina Amalfitana a Minori, a Massaquano di Vico Equense e a Sorrento.

A Minori nella piccola Chiesa dedicata il 13 dicembre è una grande festa con processione dei santi Lucia e Agnello insieme , al rientro si inaugura il presepe nello spiazzo antistante. Grande devozione che però in tempo di Covid deve adeguarsi al protocollo.

A Massaquano troviamo la Santa Lucia più antica, affrescata nella Cappella gotica alla maniera giottesca, intorno alla chiesa la ritualità del falò e il lancio delle noccioline dal campanile. Le noccioline rappresentano gli occhi, e le signore si industriano nella produzione di zeppoline da offrire a tutta la popolazione.

A Sorrento nell’omonimo antico borgo, grande festa con sagra e falò, in tempi di non covid. Anche a Sant’Agata si vive nella parrocchia un intensa giornata di fede con messe frequenti.

Riportiamo come di consuetudine uno stralcio antologico relativo alle santa Lucia in Penisola.

Positanonews seguirà per il suo pubblico con dirette e video le manifestazioni.

Generico dicembre 2020
Generico dicembre 2020

Santa Lucia a Massaquano La Cappella di Santa Lucia.   Un gioiello trecentesco

1117 febbraio u.s. per iniziativa della Sezione dell’Archeoclub di Vico Equense e

del Parroco di Massaquano, Don Antonio Guida, è stata effettuata una visita conoscitiva

alla Cappella di Santa Lucia, con la partecipazione di una folta rappresentanza

di concittadini amanti del nostro patrimonio artistico-culturale.

La chiesetta è sconosciuta a tanta gente; lo era anche a molti di noi prima che

decidessimo di visitarla. Ebbene, chi vi entra per la prima volta rimane scioccato

da questo piccolo capo lavoro .

La sensazione immediata che si prova, già sotto l’ampio porticato con archi

incroc iati got ici che la precede, è indescrivibile: un senso di devozione e una affannosa

ricerca di un riferimento ant ico, ad una chiesa o ad un monumento famoso

del Medioevo che si è v isto in qualche altra città. Istintiv amente gli occh i guardano

in alto, la mente «spia» lont ano nei secoli passati.

Si entra nella cappel la con gli occhi ancora attratt i verso l’alto; sulla parete di

fronte si intr avedono alcune figure affrescate (ahim é, una mano impietosa, tempo

fa, vi passò sopra una «mano» di calce). Nella penombra un senso indistinto di

meraviglia, di religiosità e di serenità ci pervade; anche qui la nostra attenzione è

attratta dalla verticalità delle struttur e, dagli archi got ici della volta, dai personaggi

in atteggiamento ieratico, t ipi ci della scuola giottesca, che appena si intravedono

sulle pareti laterali. Sì, tutta la cappe lla era affrescata, mentre ora si vede appena

qualche figura, come attraverso uno squarcio di nuvole. Si prova, perciò, un senso

di frustrazione.

Il pensiero di tutti è unanime, conco rde: togliere la calce e riportare al vecchio

splendore le tre pareti affrescate.

Le sensazioni si accavallano nella nostra mente quando l’amico Mario Verde ci

fa, molto brillantemente, una breve cronistoria della Cappella . Di essa si sa l’esatta

data di nascita. Ci guardiamo anco ra intorno, ognuno esprime la sua sodd isfazione;

siamo tutti pervasi da un senso di serenità e di gioiosa amicizia. Tutti concordiamo

che questa chiesa di Santa Lucia è un gioie llo da restituire alla comunità, all ‘arte.

Qualcuno (esagerando naturalmente) la paragona, fatte le debite proporzioni, alla

Cappella degli Scrovegni di Padova, affrescata da Giotto. E in effetti la nostra in

qualcosa somiglia al Capolavoro padovano. Intanto è del ‘300; lo stile è quello gotico

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italianizzato; gli affreschi murali sono di chiara ispirazione giottesca. Ricordiamoci

che lo stesso Giotto all’inizio del sec. XIV operò per un breve periodo anche a

Napoli. Il pittore della Cappella di Santa Lucia quasi certamente si è ispirato alle

opere napoletane del Grande maestro. Sarebbe interessante scoprire questo pittore,

ma queste sono cose che competono agli studio si in materia. Ancora un’altra analogia:

quella di Padova fu fatta costruir e dalla ricca famiglia degli Scrovegni, quella

di Massaquano fu fatta erigere e fu dotata dalla famiglia de Cioffo, benestanti di

allor a, e precisamente dal presbitero Barto lomeo de Cioffo. Tutto ciò è attestato da

un documento redatto nel 1385 per l’edificazione della Cappella.

Orb ene l’A rcheoc lub di Vico , d’intesa con il Parroco Don Antonio, vuo le riprendere

il di scorso del restauro della Cappella; essa deve essere sottoposta ad interventi

specifici sia per quanto riguarda gli affreschi, sia per la struttura architetton ica.

Si vuole perciò chiedere la collaborazio ne di tutti gli amanti del nostro patrimonio

storico-art istico, a partire dagli Enti specificamente a ciò preposti (Soprintendenza

ai Beni Ambi entali e ai Monumenti, Provveditorato alle Opere Pubbli che) agli Enti

Amministrativi (Regione, Comune), ma anche, ove necessario, ai cittadini . Ad essi

rivolgiamo l’ invito a sostenere ed aiutare i nostri tentativi ed il nostro lavoro. Siamo

sicuri che esso giove rà a tutta la nostra comun ità.

 

LA CAPPELLA DI S. LUCIA  a Sant’ Agata

ED IL NUOVO ORGANO

  1. LUCIA! Era giusto che, insieme a Sant’Agata,

il popolo santagatese avesse venerazione per la prima

beneficata da Lei, S. Lucia. (Quando le nicchie dei

Santi furono tolte dai lati dell’altare maggiore perché

antiestetiche, come dalla foto, poiché Santa Lucia era

in una di esse, è stata posta nella prima cappella a destra,

detta della Madonna di Costantinopoli). Questa cappella

era proprio mal ridotta, urgeva il bisogno di restaurarla.

Pur senza mezzi disponibili, fidando, come

sempre, nella Divina Provvidenza e nella buona volontà

del nostro abile e generoso appaltatore Giuseppe

Aprile, l’abbiamo restaurata.

Al di sopra della nicchia della Santa, ora figura un

bellissimo quadro di S. Michele, copia di Guido Reni,

eseguita dal maestro G .Esposito di Sorrento. Ora aspettiamo

due lampade in ferro battuto per adornare la

nicchia di S. Lucia e per mantenere sempre accese le

lampade alla Protettrice della vista. Siamo lieti annunziare

che malgrado il magro raccolto dell’olio di quest’anno,

pure le Signore Giovanna Perrella e Maria

Esposito hanno raccolto molto olio per la Santa.

E’ stato fra noi il Signor A. Bensi, venuto per

adornare con nuove canne l’organo. Era un lavoro necessario

per l’estetica, e noi pur non avendo i mezzi

necessari i, ma fidando nella provvidenza ordinammo il

lavoro. A lavoro finito, non avendo disponibili i tanto

brutti soldi, purtroppo necessari, eravamo usciti per

domandare in prestito L. 1000, al primo che avremmo

incontrato per strada.

Si al primo, come già abbiamo fatto altre volte,

sicuri, come sempre che nessuno se lo faceva ripetere la

seconda volta. Ma, la nostra Sant’Agata è sempre pronta

a darci sorprese gradite e generose!

Appena usciti, incontriamo il Signor Terminiello

Bartolomeo, ritornato da pochi giorni da New York.

Egli, sempre gentile, c’invita a casa sua per farci ammirare

una splendida pianola del Nord America, per i suoi

figlioli ora già grandetti. Ma quale non fu la nostra

gradita sorpresa, quando il Signor Terminiello Bartolomeo

ci disse: Parroco, ho visto i progressi fatti in

Chiesa ed il magnifico organo, io nulla avevo dato per

esso; vi prego gradire queste L. 1000!

Ci domandiamo: uscire per trovare in prestito L.

1000 ed averle offerte, senza nemmeno pensarci, nel

momento che dovevamo pagare, non è un segno evidente

che la cara Sant’Agata ama il decoro della sua

Casa?

Noi, dal nostro Bollettino, inviamo i ringraziamenti

più cordiali al Signor Bartolomeo Terminiello, la

sua generosità in un morp.ento di preoccupazione, ci è

stata molto gradita. Siamo sicuri che Sant’Agata sorriderà

benignamente ai cari e graziosi suoi bimbi rendendoli

ora buoni, prosperi e savii in avvenire.

 

Chiesa di Sant’Agnello nel volume di bruno balsamo

La Cappella dell’Annunciazione nella chiesa di Sant’Agnello

(già di Santa Lucia)

La quinta Cappella della navata sinistra nel1584 non aveva Icona, nè vi si celebravano

messe. Nel 1599 venne così descritta da Monsignor Provenzale:

“Prope ostium parvum partis sinistrae ostii maioris est alia capeZZa sub invocatione

Sancta Lucia cum nonnullis imaginibus in parieti depictis in quo non celebratur nisi in die

S.te Lucie …. et quia est prope portam p(raedic)tam Dominus mandavit amplius in eo non

celebrare”.

61 Bartolomeo Capasso – Op. cit., pag. 133.

Mons. B. Gargiulo – Op. cit., pag. 84. – Mons. Gargiulo avanzò anche l’ipotesi che la tela possa essere opera

di Guido Reni o della scuola del Tiziano.

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La notizia spiega probabilmente il motivo per cui nel giorno 13 dicembre, vigilia della

festa di S.Agnello e festa di Santa Lucia, vi è tuttora nella nostra Chiesa la tradizione di

celebrare diverse messe al mattino, probabilmente reminiscenza di un lontano culto. Verso

la metà del diciassettesimo secolo la Cappella venne dedicata alla Madonna Annunziata. Di

aspetto semplice ed umile, aveva altare portatile e sepoltura riservata ai Piea; nell’icona

dell’Altare vi era, e vi tuttora, una buona tela raffigurante il mistero dell’Annunciazione,

attribuita dal Capasso al già citato pittore De Castro.

Dal1650 risulta patronata da Simone Piea e dal fratello Bartolomeo.che fu il primo o

comunque uno dei primi governatori del nostro Monte.

L’Altare venne rinnovato nel 1850 con marmi policromi intarsiati e scolpiti, con due

cherubini con mensola capoaltare pure in marmo scolpito. Ai lati dell’icona vi furono

sistemate due piccole tele ovali inserite nel rivestimento marmoreo della parete, nelle quali

sono raffigurati la Vergine del Buon Consiglio, a sinistra guardando l’altare, e San Luigi

Gonzaga a destra. Al disotto di ciascuna di esse vi sono due lapidi, una a destra ed una a

sinistra, rispettivamente con le seguenti epigrafi:

SACELLUM HOC

DEIPARAE AB ANGELO SALUTATAE DICATUM

CUM SEPULCHRO

JULIUS ET AGNELLUS TALAMO

PUBLICIS TABULIS ANNO MDCCCXXXI

E PICARUM FAMILIA COMPARATUM

EXTRUCTO E MARMORE ALTARI

SIBI HAC SUIS

LITTERIS APOSTOLICIS

ANNI MDCCCXXXII

PIACULARIS HOSTIA HIC OBLATA

TAM PRO IDLIO, ET AGNELLO TALAMO

QUAM PRO SUIS CONSANGUINEIS ET AFFINIBUS

INDULGENTIA PLENARIA

GAUDET

La Cappella venne acquistata da Giulio ed Aniello Talamo con atto del 3 dicembre del

1830, venditore Vincenzo Piea, il quale l’aveva ricevuta, assieme ad altri beni, da Alessio

Piea con atto di donazione del24 maggio 1805 62. I Talamo pensarono poi a restaurarla ed

abbellirla come chiaramente appare dalla citata epigrafe.

Ha Altare Privilegiato.

Nella parte alta della cupola prospiciente vi è stemma della famiglia.

62 Documenti di archivio della Chiesa parrocchiale.

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Fonte : PositanoNews.it

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