Costiera Amalfitana

Le ordinanze con cui la Provincia di Salerno ha disposto il divieto di transito ai mezzi superiori alle 5 tonnellate sulla strada per Ravello e sulla SR 366 Agerolina hanno aperto una delle pagine più delicate degli ultimi anni per la mobilità della Costiera Amalfitana.

Nessuno può mettere in discussione un principio fondamentale: la sicurezza viene prima di tutto. Se un’infrastruttura presenta criticità tali da mettere a rischio l’incolumità pubblica, l’ente proprietario ha il dovere di intervenire. Su questo non possono esistere divisioni.

Proprio perché la sicurezza rappresenta un valore assoluto, oggi emergono però alcune domande che meritano risposte chiare.

Se la situazione era così grave da rendere necessario un provvedimento tanto drastico, quando sono state accertate definitivamente le criticità? Quali verifiche sono state svolte? Quali interventi sono stati progettati in questi anni? Quali risorse sono state realmente impiegate per eliminare il problema? E soprattutto: quali sono i tempi per restituire al territorio una viabilità pienamente sicura?

Sono interrogativi che attraversano il dibattito pubblico e che trovano spazio anche nelle riflessioni di questi giorni, nelle quali viene evidenziato come, a distanza di anni dal tragico incidente del 2023, il territorio si ritrovi ancora una volta a confrontarsi con provvedimenti emergenziali anziché con opere definitive.

Accanto a questo tema, ve n’è un altro che non può essere ignorato.

Quando un’ordinanza produce effetti così rilevanti sulla vita di cittadini, imprese, studenti, lavoratori e turisti, è naturale che si sviluppino interpretazioni e letture differenti sulle ragioni che hanno portato alla sua adozione.

Proprio per evitare che il dibattito pubblico sia alimentato da supposizioni o ricostruzioni non verificabili, sarebbe auspicabile che gli enti competenti illustrassero con la massima trasparenza l’intero percorso tecnico e amministrativo seguito: dalle valutazioni sulla sicurezza agli interventi programmati, fino alle prospettive per il superamento delle limitazioni.

La trasparenza, in casi come questo, non serve soltanto a spiegare una decisione: serve soprattutto a rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e a dimostrare che ogni scelta è stata assunta esclusivamente nell’interesse della pubblica incolumità.

C’è poi una riflessione che riguarda il futuro della Costiera Amalfitana.

Nel 2017 venne annunciato un piano di circa 100 milioni di euro destinato al miglioramento della mobilità del comprensorio. A distanza di quasi dieci anni, è doveroso chiedersi quale sia il bilancio di quel programma. Quali opere sono state concluse? Quali risultano ancora in fase progettuale? Quali finanziamenti sono stati effettivamente utilizzati? E, soprattutto, quali interventi restano ancora da realizzare?

Non è una domanda polemica. È una richiesta di rendicontazione che ogni comunità ha il diritto di rivolgere a chi amministra risorse pubbliche.

Perché se quelle opere fossero state completate nei tempi previsti, è legittimo chiedersi se oggi la Costiera Amalfitana si troverebbe ad affrontare una situazione tanto complessa.

La vicenda di Ravello e dell’Agerolina dimostra che il tema della mobilità non può essere affrontato soltanto attraverso ordinanze restrittive. Occorre una strategia complessiva che metta insieme manutenzione, investimenti, monitoraggio delle infrastrutture, prevenzione e programmazione.

La Costiera Amalfitana è uno dei territori più importanti d’Italia dal punto di vista turistico, paesaggistico ed economico. Non può permettersi di vivere costantemente nell’emergenza.

I cittadini chiedono sicurezza, ma chiedono anche opere. Chiedono prevenzione, ma anche programmazione. Chiedono istituzioni capaci di spiegare con chiarezza le proprie decisioni e di trasformare le criticità in occasioni di rilancio.

È questo il momento di passare dai divieti alle soluzioni. Perché la sicurezza non può essere il punto di arrivo di una crisi: deve diventare il punto di partenza di una nuova stagione di responsabilità, trasparenza e investimenti.