12

Apr
2021

Siglato un protocollo d’intesa tra Coldiretti e la Scuola Dolce e Salato

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Siglato un protocollo d’intesa tra Coldiretti e la Scuola Dolce e Salato,  per promuovere l’eccellenza agroalimentare…

Siglato un protocollo d’intesa tra Coldiretti e la Scuola Dolce e Salato,  per promuovere l’eccellenza agroalimentare del territorio della Campania, puntando su formazione e innovazione.

Con Campania 4.0 spazio alle eccellenze enogastronomiche del territorio, formazione e innovazione in agricoltura. Approfondimento giornalistico di Dora Chiariello, estratto dalle interviste di Otto Chanel con le dichiarazioni dei rappresentanti di categoria.

E’ stato chiesto al presidente Coldiretti della Campania, Gennaro Masiello, sul rilancio del reparto agroalimentare post covid come si guarda al futuro e si sostiene la ripartenza?

“Siamo chiusi come attività ma siamo aperti e stiamo continuando nel lavoro quotidiano, nella formazione, nella crescita e nell’ideare anche nuove opportunità che possono essere sicuramente imprenditoriali, ma anche di opportunità per quelli che verranno a trovarci quando riapriremo. Sicuramente questo è un ottimo modo per dimostrare che l’agricoltura non si ferma, che la ristorazione e quindi l’agriturismo sta già immaginando la ripartenza, e si  stanno creando le basi e questo protocollo ne è un esempio. In un momento di chiusura magari ci dedichiamo alla conoscenza e alla formazione e alla realizzazione di innovazioni utili per quello che sarà l’appuntamento della ripartenza”.

Ecco quanto dichiarato deal direttore Giuseppe D’addio della Scuola Dolce e Salato sulla necessità della formazione: “La formazione è la scuola d’obbligo che tutti i nostri discendenti devono per forza registrare in questo delicato momento e credo che sia un po’ la svolta o meglio la nuova chiave di lettura per quanto riguarda le nuove leve per dare risposta al comparto dell’enogastronomia. Oggi è un momento importante nonché delicato quello della firma del protocollo d’intesa tra la Coldiretti la Scuola Dolce E Salato e noi come ente di formazione tra l’altro accreditato alla Regione Campania, dobbiamo formare tutti gli associati a Coldiretti facendo sì che le loro eccellenze e le materie prime diventino per noi un elemento importante da lavorare ed insegnare nello stesso momento coloro che sono i produttori di queste eccellenze. Sono 800, gli allievi che si formano qui e girano il mondo in rappresentanza della Dolce E Salato.

La ristorazione resta un settore molto ambito proprio in questo delicato momento e la formazione necessaria in questo momento fondamentale nonché importante per dare risposta tra qualche mese con la ripartenza, i nuovi giovani chef dovranno essere le leve del domani e dovranno dare risposta non solo all’agroalimentare ma soprattutto al turismo enogastronomico. Una formazione che così diventa sempre più specifica perché l’impegno non tende a formare solo i giovani chef ma anche i produttori partendo dai prodotti che rappresentano il territorio, per raccontare attraverso i piatti gli stessi prodotti che rappresentano.

Oggi la formazione professionale è fatta non solo di materia ma di specializzazione e quindi questo è il luogo perfetto dove la specializzazione incontra grandi professionisti e grandi tecnologie ed è l’ambiente perfetto per cercare di essere contemporaneo e allo stesso momento cavalcare la cosiddetta onda anomala quella capace di farti andare avanti e progredire. Deve essere una sfida, un impegno e grazie alle competenze possiamo farcela e sono convinto ci riusciremo se tutti unitamente replichiamo quello che è un messaggio capace di dare non solo risposta al mercato del lavoro, ma soprattutto serietà e costanza e rispetto per le materie prime”.

Del futuro in Campania le parole dell’assessore regionale all’agricoltura Nicola Caputo: “Abbiamo una produzione e una biodiversità unica nel mondo dobbiamo essere capaci di saperla valorizzare in due modi, migliorando la qualità delle nostre produzioni, l’altro aspetto è quello di saper presentare i nostri prodotti dell’agroalimentare, che è  assolutamente uno dei uno dei motivi principali che attualmente muovono le masse di turisti di tutto il mondo rappresentato proprio dal compatto gastronomico della regione Campania, costruendo un sistema perché il problema della comunicazione è quello di far percepire al mercato che questi prodotti sono davvero di qualità. Per il comparto Horeca, si pensa ad una categoria che stata sicuramente danneggiato, dobbiamo ripartire con politiche adeguate, sicuramente dimostrando davvero vicinanza, questi sono davvero degli eroi che hanno resistito per un anno e dobbiamo essere in grado di rilanciare con forza al momento della programmazione alla quale stiamo stiamo lavorando, l’agricoltura deve essere centrale, il covid lo ha dimostrato almeno questo tra le tante negatività. Noi possiamo partire e fare accompagnare alla qualità di queste produzioni che tanto stiamo spingendo come politici della regione Campania alla promozione del settore, con la presentazione e completare una filiera, e farla diventare alla pari dei Beni Culturali che abbiamo in questa regione”.

Gli agriturismi in sono circa 1000 strutture con 24.000 coperti per la ristorazione, con 5000 posti letto, così dichiara il presidente di Terra Nostra Manuel Lombardi: “Su mille agriturismi in Campania, 110 sono associati a Terra Nostra di cui io sono il presidente e con grande orgoglio,  stiamo resistendo a un momento molto difficile. L’agroalimentare in Campania non si è mai fermato, e grazie ancora alla multifunzionalità sta portando avanti ovviamente il concetto di sostenibilità, anche familiare perché se la campagna va avanti, poi i prodotti vengono conservati e per fortuna non vediamo l’ora di accogliere il mondo con i nostri ettari di distanza. L’ obiettivo degli agriturismi è proprio esaltare i profumi e gli odori delle eccellenze del territorio campano, ora si punta sempre più alla formazione, in quanto siamo i custodi delle ricette tradizionali campane e non vediamo l’ora ovviamente di andare a formare i nostri cuochi contadini e anche gli ariosti, l’ospite da contadino, ovviamente sempre con il sorriso nonostante abbiamo le mascherine, ma gli occhi possono anche raccontare anche di più. Finalmente c’è anche un agriturismo 4.0, dove dobbiamo comunicare sempre il bello, il buono e il sano,  garantito della nostra regione e questo facendolo ovviamente parlando tanto e imparando anche le lingue perché ritornerà anche il turismo internazionale”.

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Fonte : PositanoNews.it

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