Penisola Sorrentina

Sorrento, altre 9 richieste cautelari in piena campagna elettorale. Un voto che non sarà “normale” e non si può far finta di niente
La Guardia di Finanza smantella un presunto sistema corruttivo radicato in Comune. Sequestri per l’ex sindaco Coppola e “Il Sensitivo”. Un’operazione che impone una profonda riflessione su una campagna elettorale tutt’altro che “normale”. Non si può assolutamente far finta di niente, anche se è prioritario andare avanti per una gestione del quotidiano che è evidente sotto gli di tutti ha bisogno di una amministrazione, consiglieri , uomini e donne, che lavori per la città per il suo bene, con amore e spirito di sacrificio, perchè non sarà facile ripartire.

SORRENTO – La notizia era nell’aria. Esattamente due settimane fa, dalle colonne di Positanonews, avevamo informato i lettori che la fase degli interrogatori preventivi previsti dalla legge era giunta al termine e che la Procura era pronta a tirare le somme. Ora, le misure cautelari sono scattate, abbattendosi come un macigno sulla politica cittadina.

Il nuovo terremoto giudiziario che ha colpito Sorrento impone una cruda presa di coscienza: per quanto si cerchi di normalizzare il clima, queste elezioni non sono normali. Non si può fare finta di nulla davanti a una città che esce da un anno di duro commissariamento e che ha rischiato per un soffio lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche, a seguito della relazione della commissione d’accesso. Un pericolo scampato, sì, ma che lascerà in eredità severe prescrizioni da osservare. In questo clima già saturo di tensioni, l’operazione odierna della magistratura apre uno squarcio inquietante sulla gestione della cosa pubblica.

I numeri e i volti dell’operazione
Nelle prime ore della mattinata, i militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Massa Lubrense hanno eseguito un’ordinanza firmata dal GIP del Tribunale di Torre Annunziata, applicando misure cautelari nei confronti di nove persone.

Il bilancio è pesante:

7 arresti domiciliari

2 divieti di dimora nella Regione Campania

Tra i destinatari dei provvedimenti figurano figure chiave della macchina amministrativa e civile: dirigenti e funzionari del Comune di Sorrento, imprenditori, liberi professionisti e persino un giornalista, membro di commissioni giudicatrici.
Le accuse, a vario titolo, sono corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, turbata libertà degli incanti e turbata libertà di scelta del contraente. Secondo la Procura, non si tratta di episodi isolati, ma di un sistema consolidato, caratterizzato da un modus operandi “generalizzato e sistematico” volto a pilotare affidamenti e concorsi tra il 2022 e il 2024.

La mappa del “Sistema”: tutti gli appalti sotto accusa
L’inchiesta traccia una mappa dettagliata dei settori in cui il presunto sodalizio avrebbe operato, inquinando procedure e gare. Sotto la lente degli investigatori sono finiti:

La promozione del brand “Sorrento”.

Gli affidamenti legati ad Asia Europa Italia.

Il progetto per i servizi demografici.

La fornitura delle cosiddette “panchine smart”.

La gestione e l’adeguamento tecnologico del Teatro Tasso.

I concorsi pubblici per l’assunzione di istruttori amministrativi, tecnici e agenti di vigilanza.

Le note manifestazioni turistiche “Torna a Surriento” e “M’illumino d’inverno”.

Il nodo cruciale dello Stadio Italia
Un capitolo a parte e di grande rilievo economico riguarda i lavori di riqualificazione dello Stadio Italia, un maxi-appalto da oltre 5,4 milioni di euro. In questo caso, l’ipotesi di reato è la turbativa d’asta. Secondo l’accusa (avallata anche da un parere dell’ANAC), ci sarebbe stato un frazionamento artificioso degli incarichi di progettazione: una mossa studiata a tavolino per mantenere gli importi sotto la soglia europea e procedere comodamente con gli affidamenti diretti.

La Procura aveva chiesto il sequestro preventivo dell’intero impianto sportivo. Il GIP, tuttavia, ha scelto una linea più garantista: pur ritenendo fondato il reato relativo agli incarichi di progettazione, ha rigettato il sequestro dello stadio ritenendo assenti i gravi indizi di colpevolezza per quanto riguarda la gara d’appalto dei lavori veri e propri.

Il tesoretto sequestrato: nel mirino Coppola e Guida
L’aspetto economico dell’inchiesta non si ferma agli appalti, ma colpisce direttamente i presunti proventi illeciti. Contestualmente alle misure cautelari, la Guardia di Finanza ha eseguito un decreto di sequestro preventivo per equivalente nei confronti dell’ex sindaco di Sorrento, Massimo Coppola, e di Raffaele Guida, noto come “Il Sensitivo”.

I finanzieri hanno “congelato” somme per un totale di oltre 370mila euro, considerate il presunto profitto delle condotte corruttive: circa 199.000 euro riconducibili a Coppola e 171.000 euro a Guida.

Mentre per altri soggetti coinvolti il GIP, pur riconoscendo gravi indizi di colpevolezza, non ha ravvisato le esigenze per applicare misure cautelari, l’inchiesta (coordinata dalla Procura oplontina) è destinata a segnare profondamente il futuro prossimo della città. Sorrento si avvia alle urne portando sulle spalle il peso del filone d’indagine più rilevante degli ultimi anni.